“La Prima Donna che”. Nuovo format di Rai Documentari per raccontare le donne pioniere

Palma Bucarelli, prima donna a dirigere la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e Tina Modotti, prima donna a esporre fotografie al MoMa di New York, sono alcune delle donne che si sono cimentate in una “prima volta”, contribuendo al cambiamento del mondo e della società. Un nuovo format della Rai racconta e fa conoscere le loro storie

La Prima Donna che - Tina Modotti
La Prima Donna che - Tina Modotti

“Cura omeopatica contro gli stereotipi femminili, pillole di tre minuti che attraverso materiali d’archivio e voci di giovani testimonial raccontano le storie di donne pioniere in tutti i campi. Donne che hanno vissuto con forza, hanno aperto strade nuove, senza paura. Scardinando pregiudizi, conquistando ruoli, infrangendo monopoli, in una società a lungo legata al pensiero maschile”. Sono questi gli obiettivi che la Rai Documentari di prefigge attraverso il suo nuovo format, La Prima Donna che, una rassegna di pillole che ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì e fino al 2 luglio, vanno in onda su Rai Uno, una sorta di mini documentari che raccontano storie di donne ancora oggi ricordate per essere state pioniere, per aver fatto qualcosa che fino a quel momento altre donne non avevano mai fatto, contribuendo così a cambiare il mondo e la società. Storie che, nonostante siano tratte dal passato, oggi sono attuali più che mai, e che possono aiutare a comprendere e ad abbattere gli stereotipi di genere che ancora oggi colpiscono le donne non solo in ambito professionale ma anche sociale. “Ho pensato a ‘La Prima Donna che’ come a una goccia giornaliera che batte sullo stesso punto”, spiega l’ideatrice del format Alessandra di Michele Bragadin. “Un format per sgretolare le sedimentazioni secolari prodotte dagli stereotipi di genere e per rafforzare nelle giovani donne la consapevolezza di poter realizzare i sogni più ambiziosi”.

La Prima Donna che - Palma Bucarelli
La Prima Donna che – Palma Bucarelli

LA PRIMA DONNA CHE, DA PALMA BUCARELLI A LUISA SPAGNOLI 

Patrocinato dal Ministero per le pari opportunità e la famiglia e in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Rai, La Prima Donna che è fruibile anche su Rai Play, in cui sono già disponibili le pillole dedicate a Palma Bucarelli, la prima donna a dirigere (e per oltre trent’anni) la GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; Tina Modotti, prima donna a esporre fotografie al MoMA di New York; Luisa Spagnoli, la prima donna imprenditrice del Made in Italy; Elda Lanza, la prima donna a condurre un programma in tv; Angela Giussani, la prima donna ad aver fondato una casa editrice a fumetti; Margherita Hack, la prima donna in Italia a dirigere un Osservatorio; Lina Merlin, la prima donna eletta al Senato; Franca Viola, la prima donna a rifiutare il matrimonio riparatore; Giulia Solomita, la prima donna a guidare un autobus; Francesca Serio, la prima donna che ha rotto l’omertà mafiosa; Alfonsina Strada, la prima donna ciclista a gareggiare in competizioni maschili; Maria Teresa De Filippis, la prima donna pilota di Formula 1. 

LE DONNE PIONIERE E L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA 

“La storia non sempre ha reso ragione alle tante donne che in Italia hanno saputo aprire strade per le altre donne e per le donne a venire”, spiega il Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. “Oggi portare ad emersione questa storia è non soltanto doveroso ma necessario: c’è un percorso di responsabilità che ciascuna e ciascuno di noi esercita nei confronti delle generazioni future ed è la responsabilità di liberare opportunità. È importante che a contribuire a questo percorso di consapevolezza che ha al centro, protagoniste, le donne del nostro Paese, sia il servizio pubblico radiotelevisivo, con una scelta di cui sono grata”. 

– Desirée Maida

www.raiplay.it/programmi/laprimadonnache

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.