Ancora polemiche RAI. Questa volta per la presunta cancellazione di Ulisse di Alberto Angela

Il sostegno del mondo della cultura, dei fan, una petizione su change.org. Ulisse cancellato per lo share basso? No, risponde l’azienda, rallentato dall’emergenza Covid

Alberto Angela ad Agrigento
Alberto Angela ad Agrigento

Sta facendo molto discutere la (presunta) momentanea sospensione del programma culturale Ulisse – Il piacere della scoperta condotto da Alberto Angela. Una storia che arriva in un momento già difficile per la RAI, travolta dal vortice delle polemiche scatenate in seguito all’intervento del rapper Fedez al Concertone del Primo Maggio. Una vicenda però che ha ancora dei contorni ambigui.

ULISSE CANCELLATO?

Si è parlato infatti di ascolti bassi. Parrebbe infatti che la nuova edizione della trasmissione non abbia registrato il solito “mi piace” del pubblico, tanto da spingere l’emittente di Stato a chiudere il programma e a congelare per il momento le puntate già registrate, sostituendo la serata del 12 maggio con una puntata della serie televisiva di Camilleri Il Commissario Montalbano. I dati sembrerebbero confermare questa ipotesi con meno di 4 milioni di spettatore per l’episodio di esordio al 21 aprile ed uno share progressivamente più basso per gli appuntamenti seguenti, arrivando al 12,90%. La decisione della RAI non incontra ovviamente il favore dei fan e del mondo della cultura che immediatamente si è schierato al fianco del conduttore, figlio del famosissimo Piero storico anchor man dell’altrettanto storica trasmissione “Quark”.  Tra questi, Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, eccellenza nel mondo dell’arte antica, che a mezzo Facebook avrebbe commentato: “Sia ben chiaro. Io e il Mann siamo con lui. Sempre. Perché la cultura non è questione di share. E perché credo da archeologo che noi dobbiamo solo ringraziare Alberto per quanto ha fatto e sta facendo per tenere alto il migliore volto di questo paese”.

LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

E non è mancata la petizione, lanciata da Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma su change.org che ha già raggiunto più della metà delle 2500 firme previste. Si legge:“l’unico documentario trasmesso in prima serata dalle televisioni generaliste cancellato perché non ha ottenuto gli ascolti sperati! Se fosse avvenuto su una rete Mediaset ci sarebbe stato poco da dire, ma che questo avvenga in quello che dovrebbe essere il servizio pubblico televisivo nazionale appare inaccettabile. Spazi destinati alla cultura in prima serata nelle reti Rai principali dovrebbero esserci sempre e indipendentemente dagli ascolti. Dare spazio alla cultura significa percepirne il valore e l’importanza e trasmetterlo alla società, senza pretese di altro tipo. Cancellarla dal palinsesto o relegarla in altri spazi non può essere la risposta”. Ci sono cose che non dovrebbero mai essere giudicate in termini di share, di voti o di like, sostiene Nizzo. “Eppure è andata così e a farne le spese è stato il divulgatore di maggior successo del nostro paese e anche quello che può contare sugli investimenti più significativi.
Non è certo l’unico, visto che di divulgatori e documentaristi bravissimi interni o esterni la Rai sarebbe piena, ma sono davvero pochi quelli sui quali si investe e un segnale del genere invece di aprire nuovi possibili spazi non credo faccia ben sperare per nessuno.
Ma purtroppo le cose vanno in questo modo e non è facile opporsi alle regole del mercato.
 Peccato che poi il conto finiamo per pagarlo tutti. (…) Un servizio pubblico degno di questo nome non deve assecondare lo share o la pancia del pubblico ma deve guidarlo e spingerlo ad apprezzare quanto di più prezioso e inimitabile abbiamo, soprattutto in un momento difficile come questo in cui tutta la filiera del turismo, dello spettacolo e della cultura soffre come mai era accaduto prima”.

LA SMENTITA DI ULISSE

Ma dagli autori e conduttori del programma arriverebbe una rassicurazione per il pubblico e i fan. Ulisse non sarebbe stato sospeso, ma solo rallentato a causa del Covid. Un post apparso sulla pagina Facebook ufficiale del programma nella serata dell’8 maggio avrebbe fugato ogni dubbio: “Carissimi, abbiamo in serbo per voi nuove sorprese. Tutta la squadra del programma è al lavoro. L’emergenza Covid ci ha obbligati a rallentare il ritmo di produzione ma stiamo preparando le due ultime puntate della serie di quest’anno. Due puntate inedite, del tutto nuove. La prima è dedicata a San Francesco e a Chiara, due protagonisti del Medioevo, santi e ribelli. Ne racconteremo la storia muovendoci nei luoghi in cui tutto è accaduto. La seconda affronta un tema di grande attualità: la crisi climatica che stiamo attraversando. Quali le cause? Siamo ancora in tempo ad evitare che la situazione precipiti? Cosa possiamo fare? Anche la riedizione del Gattopardo sarà recuperata il più presto possibile. Come potete immaginare, abbiamo lavorato in piena emergenza e stiamo ultimando le nuove puntate. #Ulisse sta tornando. A prestissimo! Seguiteci con l’affetto di sempre”. E le conferme arrivano anche da RAI 1 che prende le distanze dalle indiscrezioni circa l’interruzione della trasmissione. Molto rumore per nulla?

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.