Nino Manfredi: il centenario di un gigante del cinema italiano

Nino Manfredi è stato un attore popolare, nel senso letterale del termine: amato dal pubblico e reale in ogni sua interpretazione in cui occhi ed espressioni risuonavano più forti di ogni parola pronunciata. Festeggiamo Nino Manfredi nel suo centenario, lui che ha reso grande il cinema italiano!

Ritratto di Nino Manfredi . Pino Settanni / Istituto Luce Cinecittà
Ritratto di Nino Manfredi . Pino Settanni / Istituto Luce Cinecittà

Dal 1949 al 2003 Nino Manfredi tra cinema, teatro e serie tv ha costruito personaggi popolari, vicini alla gente, reali e amati. Il 22 marzo 2021 questo grandissimo attore avrebbe compiuto 100 anni e per questo motivo bisogna fare festa. Una festa che permetta alle nuove generazioni di conoscere il suo immenso talento, la sua genuinità, la sua continua ricerca di qualità. Nino Manfredi è tra quegli attori che hanno reso grande nel mondo la commedia all’italiana, non limitandosi solo al ruolo di interprete ma anche come sceneggiatore, regista e doppiatore.

Nino Manfredi, Sky Arte
Nino Manfredi, Sky Arte

NINO MANFREDI: DALLA MALATTIA ALLA RECITAZIONE

Nino Manfredi non nasce a Roma ma a Castro dei Volsci, nel 1921. Nella capitale si trasferisce da giovanissimo con la famiglia e nel 1937 si ammala di tubercolosi. Costretto a un lungo periodo in sanatorio, qui impara a suonare un banjo da lui stesso costruito ed entra a far parte del complessino dell’ospedale. Il suo colpo di fulmine per la recitazione avviene proprio in sanatorio, dopo aver assistito a un’esibizione della compagnia teatrale di Vittorio De Sica. La famiglia, però, lo costringe a proseguire gli studi e a iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza, dove si laurea in diritto penale, pur maturando e studiando recitazione in contemporanea. Nel 1947 si diploma, infatti, all’Accademia d’Arte Drammatica, stesso anno in cui inizia a calcare il palcoscenico. A teatro sin da subito collabora con i più grandi, e tra questi con Strehler e De Filippo. Meno di un decennio e nel 1949 debutta al cinema, mentre in tv nel 1956. Gli anni ‘50, ‘60 e ‘70 sono quelli per lui più vivi, pieni di ritmo, quelli che lo rendono una star, mai distante dal suo pubblico. Una carriera ricca di momenti significativi che sarebbe impossibile racchiudere in un articolo. In occasione del suo centenario, quello che si può fare è ricordare alcune sue partecipazioni straordinarie, interpretazioni che hanno fatto storia e che per nessun motivo al mondo devono o possono essere dimenticate.

Nino Manfredi e Stefania Sandrelli in C'eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1974)
Nino Manfredi e Stefania Sandrelli in C’eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1974)

NINO MANFREDI: FILM IMPRESCINDIBILI PER CONOSCERE NINO MANFREDI

Sono circa 60 i film a cui Nino Manfredi ha preso parte tra grandi e piccoli ruoli. Due di questi sono però imprescindibili per conoscerlo e omaggiarlo in un anniversario tanto importante. Primo tra tutti, C’eravamo tanto amati, la nota commedia del 1974 diretta da Ettore Scola. La trama, che percorre circa 30 anni di storia italiana, segue le vicende di Gianni, Antonio e Nicola, tre partigiani divenuti amici durante la guerra di liberazione che si perdono di vista dopo la fine della Seconda guerra mondiale per poi rincontrarsi. C’eravamo tanto amati, considerato uno dei capolavori italiani, è quindi diviso in due parti, quella che riguarda il passato in bianco e nero e quella che riguarda il presente a colori. I protagonisti sono Nino Manfredi, Vittorio Gassmann, Stefano Satta Flores e con loro Stefania Sandrelli.Qui Manfredi è Antonio, partigiano comunista che resta sempre fedele alle sue idee. E poi c’è Signore e signori, buonanotte, un film collettivo e satirico del 1976, scritto e diretto da Age, Benvenuti, Comencini, De Bernardi, Loy, Maccari, Magni, Monicelli, Pirro, Scarpelli e Scola. Il film, come suggerisce il titolo, è una parodia di un’immaginaria giornata televisiva. Al suo interno sono proposti spot, inchieste giornalistiche, sceneggiati, TV dei ragazzi e un telegiornale che fa da filo conduttore. Una satira brillante che coinvolge un po’ tutti: la politica corrotta, l’esercito, la Chiesa, la televisione. Un film brillante, grottesco e paradossale in cui Nino Manfredi, protagonista dell’episodio Santo Soglio diretto da Luigi Magni e ispirato alle vicende dei papi Sisto V e Pio V, interpreta il Cardinale Felicetto de li Caprettari che si finge moribondo per dieci anni pur di riuscire ad ascendere al soglio pontificio.

Vittorio De Sica con Mariangela Melato e Nino Manfredi
Vittorio De Sica con Mariangela Melato e Nino Manfredi

NINO MANFREDI ANCHE REGISTA

Per grazia ricevuta è l’opera prima di Nino Manfredi. L’attore ne firma regia, sceneggiatura e tiene per sé il ruolo da protagonista. Il film, presentato al Festival di Cannes del 1971, ottiene grande successo di pubblico e critica. In quegli anni Manfredi è già un attore riconosciuto, affermato e il meglio della sua carriera non è di certo terminata! È da qui che iniziano gli anni della maturità artistica. Per grazia ricevuta è la storia di un uomo che da piccolo riceve un’educazione religiosa molto repressiva che identifica il sesso col peccato, un’educazione che stravolge la sua vita al punto da tentare il suicidio. Irresistibile anche l’altro suo film da regista, Nudo di donna del 1981, ambientato durante il carnevale di Venezia e che racconta della vita di un uomo che viene sconvolta dalla scoperta di una perfetta sosia della moglie. Allegra e libertina l’una, quanto seria e posata l’altra, l’identità delle sue donne si confonde e si sovrappone fino a diventare un irrisolvibile enigma per tutti.

Nino Manfredi Geppetto ne Le avventure di Pinocchio (Luigi Comencini 1972)
Nino Manfredi-Geppetto ne Le avventure di Pinocchio (Luigi Comencini 1972)

IN ARTE NINO, ELIO GERMANO NEI PANNI DI MANFREDI

Un bel modo per celebrare Nino Manfredi nel suo centenario è anche quello di recuperare su RaiPlay un film a lui dedicato, dal titolo In arte Nino (2017), con protagonista il camaleontico Elio Germano. Si tratta di un ritratto di Nino Manfredi attraverso l’uomo e l’artista. Il film va dal 1943, quando sopravvissuto all’esperienza tragica del sanatorio intraprende gli studi all’Accademia d’Arte Drammatica fino alla soglia del vero successo, nel 1958, con la partecipazione a Canzonissima. Nel film sono messe in risalto le radici ciociare di Manfredi, gli anni difficili della guerra a Roma, gli studi di legge imposti dal padre, gli esordi avventurosi da attore insieme all’amico Buazzelli, l’incontro folgorante con la sua Erminia e inevitabilmente il grande successo. In arte Nino è un racconto molto fedele anche nei toni, a tratti divertenti e a tratti disincantati. A curare la regia è Luca Manfredi, il figlio, mentre le musiche straordinarie sono firmate da Nicola Piovani.

-Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.