Dar vita al Museo di Troisi e della Smorfia negli spazi del PAN. Il sindaco di Napoli promette

Rendere omaggio a Massimo Troisi e al trio della Smorfia – composto dallo stesso Troisi assieme a Lello Arena e Enzo Decaro, protagonisti della comicità napoletana negli anni settanta e ottanta – attraverso un museo dedicato: un progetto di cui si parla da anni e che forse, dopo l’estate 2021, potrebbe vedere la luce. A […]

Massimo Troisi - foto Giordano Morganti
Massimo Troisi - foto Giordano Morganti

Rendere omaggio a Massimo Troisi e al trio della Smorfia – composto dallo stesso Troisi assieme a Lello Arena e Enzo Decaro, protagonisti della comicità napoletana negli anni settanta e ottanta – attraverso un museo dedicato: un progetto di cui si parla da anni e che forse, dopo l’estate 2021, potrebbe vedere la luce. A tirare fuori la questione, che non ha mai raggiunto un esito, è stato lo stesso Lello Arena con un appello pubblicato sulle pagine di Repubblica, attraverso il quale ha ribadito l’importanza di preservare la memoria di quel periodo aureo dello spettacolo rimasto inciso nella storia di Napoli e dell’Italia. Per far questo, l’attore fin dagli inizi ha messo a disposizione un patrimonio che comprende cimeli e costumi di scena. Non altrettanto pronta – perlomeno finora – è stata la risposta del Comune di Napoli.

IL MUSEO DI TROISI E DELLA SMORFIA: L’APPELLO DI ARENA

Tanti pezzi originali del periodo della Smorfia come pure del successivo periodo dei primi film di Massimo esistono ancora. La sua leggendaria tutina nera, la giacca da ‘Minollo’, i pannelli delle scene di molti dei nostri più famosi ‘mini atti unici’, la giacca ed il cappello di Gennarino Parsifal, e così via, di emozione in emozione, tra fotografie, rari documenti dell’epoca e cimeli unici ed introvabili altrove”, ha scritto Lello Arena nella sua lettera aperta. “Abbiamo sempre pensato che queste cose non potessero e non dovessero diventare proprietà privata di qualche ricco collezionista, né finire in qualche vetrina di casa nostra per essere noiosa occasione di racconti per i nipoti che verranno, ma che dovessero essere a disposizione della nostra città. Occasione unica di condivisione collettiva di un’emozione troppo grande per essere vissuta da soli. E straordinaria fonte di ispirazione per tutti gli artisti che verranno”. Nella lettera, Arena ha poi raccontato della trattativa già avviata con il Comune, esprimendo preoccupazione dopo la battuta d’arresto causata dalle dimissioni dell’assessora alla Cultura Eleonora De Majo, oggi sostituita da Annamaria Palmieri.

IL MUSEO DI TROISI E DELLA SMORFIA A NAPOLI: IL SINDACO DE MAGISTRIS

La voce di Arena non è rimasta inascoltata, ottenendo anzi la rapida reazione del primo cittadino di Napoli de Magistris, il quale ha dichiarato di non aver mai rinunciato al progetto, “riprenderemo da dove ci siamo lasciati. La trattativa si è arenata soprattutto a causa delle difficoltà imposte dall’emergenza Covid, ma la cosa si farà. E il Pan è il luogo ideale per realizzare il progetto“. Alle dichiarazioni del sindaco ha fatto seguito anche la neo-assessora alla Cultura Annamaria Palmieri, che ha assicurato la sua piena disponibilità per riuscire a dar forma al nuovo museo nello spazio, scelto da Lucio Amelio come sede della collezione Terrae Motus poi andata a Caserta, trasformato poi negli anni 2000 in centro d’arte contemporanea diretto da Lorand Hegyi e successivamente da Julia Draganovic, oggi alla guida di Villa Massimo.

IL MUSEO DI TROISI E DELLA SMORFIA A NAPOLI SI FARÀ

Se tutto rimarrà entro i piani, il progetto andrà in porto già nel prossimo autunno, con l’apertura del nuovo spazio al quarto piano del PAN – Palazzo delle Arti Napoli, al secolo Palazzo Roccella, affidato alle cure del giornalista e docente, presidente dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro, Giulio Baffi. Il nucleo centrale di questo luogo sarà quindi composto dai cimeli della Smorfia, custoditi nei decenni dall’amico di sempre Alfredo Cozzolino e dagli stessi Lello Arena ed Enzo Decaro. Ma, come già spiegato da Baffi, non si tratterà di un museo statico, bensì di una realtà deputata a tramandare la memoria viva di questa grande pagina dello spettacolo partenopeo proiettandosi nel futuro, per essere di ispirazione e insegnamento ai talenti del domani.

– Giulia Ronchi

https://www.beniculturali.it/luogo/pan

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.