La statua di Pasquino tra mito, cinema e degrado

Quanti non conoscono la famosa statua di Pasquino? Chi è capitato almeno per una volta nella sua vita a Roma sicuramente vi ha fatto tappa. È una delle Statue Parlanti della città, su cui per anni, decenni, sono stati affissi bigliettini di ribellione e satira. Una statua che ha fatto storia anche nel cinema e che oggi, dopo un recente restauro, versa nuovamente nel degrado.

Nell'anno del Signore, Manfredi
Nell'anno del Signore, Manfredi

C’è una statua che resiste al tempo e soprattutto ai social network. Si tratta della statua di Pasquino che tutti i romani conoscono e in cui i tantissimi turisti si saranno imbattuti. Chi è appassionato di cinema sa bene che Nino Manfredi, di cui ricorre nel 2021 il centenario dalla nascita, ha interpretato il ruolo di Pasquino nel film Nell’anno del Signore del 1969 per la regia di Luigi Magni e successivamente, nel 2003, è tornato a vestire gli stessi panni in La notte di Pasquino. Insomma, due miti della romanità che si rincorrono. La statua di Pasquino, pur essendo stata restaurata solo qualche anno fa, è oggi ricoperta da fogliettini attaccati in ogni modo, anche con la colla. 

LE ALTRE STATUE PARLANTI DI ROMA 

Se fino a qualche tempo fa era un monumento che si prestava all’ironia, oggi purtroppo si sposa con il degrado che incombe in diverse parti della Capitale. La magia di Pasquino resiste nel tempo è vero, ma a che prezzo? In seguito al restauro, proprio per non reprimere la tradizione della satira, evitando una nuova deturpazione della statua, era stato installato accanto ad essa un pannello dove poter lasciare i propri scritti. Questo però non è stato sufficiente e la statua di Pasquino, sempre più misteriosa, è nuovamente ricoperta di adesivi e colla. Se la statua di Pasquino riesce facilmente a catturare l’attenzione nel bene e nel male, avrebbero bisogno di eguale considerazione anche le altre Statue Parlanti restaurate da poco, quali Madama Lucrezia, La fontanella del facchino in via Lata e l’Abate Luigi che perse la testa poco dopo i lavori ed è tutt’ora in quelle condizioni. 

NINO MANFREDI – PASQUINO

Nino Manfredi con il suo talento di attore ha contribuito a fare conoscere nel Belpaese il mito della statua di Pasquino. Nell’anno del Signore è un film ambientato nel 1825, durante il pontificato di Leone XII, periodo caratterizzato da una politica reazionaria e intransigente, in cui vigeva la repressione di qualsiasi forma di libertà individuale. Tra tutti ad essere colpiti sono gli ebrei, costretti a rimanere rinchiusi nel Ghetto e a rispettare un rigido coprifuoco. Sulla statua parlante di Pasquino, lì nelle vicinanze, vengono continuamente affissi scritti ironici e duramente critici nei confronti del governo. Nel contempo si svolgono in segreto riunioni della carboneria che auspicano a una vera e propria rivoluzione popolare. Due di loro compiono un attentato e vengono subito catturati dai gendarmi e inutilmente un gruppo di polani cerca di salvarli, rimane libero però il Cornacchia, un calzolaio dietro al quale si nasconde l’identità di Pasquino che continua con i suoi versi a fare opposizione.

MANFREDI: LA NOTTE DI PASQUINO 

A distanza di diversi anni e sempre per la regia di Magni arriva La notte di Pasquino, un film per la tv ambientato nella Roma del 1870, alla vigilia della breccia di Porta Pia. La città e in particolare il quartiere del ghetto ebraico sono scossi dal rapimento di un bambino per mano di un malvagio nobiluomo, Galeazzo della Gensola, che ha necessità di fingere che questi sia suo figlio per poter mettere le mani su una cospicua eredità. Tutti si mettono in cerca del bambino ed in particolare il rabbino che chiede aiuto ad un bizzarro e anziano signore, un epigrammista di nome per l’appunto Pasquino. L’uomo è conosciuto anche per il suo vagabondare di notte per le strade della città attaccando le sue poesie su statue e muri. Altri lo aiuteranno Pasquino nella ricerca, in particolare Jenny, giovane americana, e Andrea, un rivoluzionario. Ma chi è veramente Pasquino? La sua identità sarà scoperta solo alla fine.

Margherita Bordino

 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.