Cinema: Pieces of a woman: Vanessa Kirby e il rumore assordante del dolore

Pieces of a Woman, già acclamato alla Mostra del Cinema di Venezia, affronta il tema della perdita in mondo straziante. Nel linguaggio del corpo di Vanessa Kirby il rumore assordante del dolore. Kornél Mundruczó debutta in lingua inglese.

Pieces of a Woman
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E pensare che quando Pieces of a Woman ha avuto la sua anteprima alla 77esima Mostra del cinema di Venezia, dove era in Concorso, non aveva ancora una distribuzione ufficiale. Pochi giorni dopo la Mostra è arrivata la notizia: Netflix aveva acquisito il film di Kornél Mundruczó, alla sua prima con la lingua inglese. Un bel colpo senza alcun dubbio e un modo di arrivare al maggior numero di spettatori possibile. Perché diciamolo subito, non è un film per nulla leggero. Le critiche positive per Pieces of a Woman sono tantissime e arrivano da ogni dove. Una tragedia familiare che il regista ungherese sa bene raccontare. Anche in questo caso si tratta di una prima volta, in quanto Mundruczó, che ha destato attenzione dal 2014 con White Dog, si allontana dall’allegoria politica a lui tanto cara per scavare nel cuore e nel dolore di una famiglia.

Pieces of a Woman
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LE DONNE DEL FILM

A firmare la sceneggiatura è Kata Wéber, compagna di Mundruczó che ha anche recitato in alcuni dei suoi film. A lei il merito di una costruzione narrativa che potremmo definire su due binari, una un po’ teatrale e una cinematografica. C’è infatti un evidente stacco, molto intelligente, tra la prima mezz’ora del film emotivamente straziante e il resto del racconto. Il tutto è reso eccellente dal cast e in particolare dalla protagonista, Vanessa Kirby nel ruolo di Martha, donna che sta per mettere al mondo la propria figlia. Sì, la protagonista di Pieces of a Woman è proprio lei, l’eterna seconda, la giovane Margaret sfortunata in amore, non contenta della sua vita minata dalla sorella e dalla corona. Abbiamo conosciuto Vanessa Kirby ormai qualche anno fa quando vestiva i panni della Principessa Margaret nelle prime due stagioni di The Crown. Occhi chiari, volto delicato, dall’aspetto quasi timido, in Pieces of a Woman è totalmente un’altra cosa, è anche bionda e la scena è tutta sua, gestita in modo eccellente al punto da convincere la giuria della Mostra del Cinema che le ha assegnato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.

Pieces of a Woman
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UNA COPPIA DIVISA DAL DOLORE

Pieces of a Woman si apre con Martha e Sean (Shia LaBeouf) nella loro routine quotidiana, normale, nelle ore che precedono la nascita della loro bambina. I due hanno scelto per il parto naturale in casa e quanto le contrazioni iniziano ad essere forti chiamano l’ostetrica che li raggiunge. Da questo momento in poi seguono venti minuti circa in cui la coppia è travolta dalle dinamiche del parto, un parto non molto semplice e che seppur ad un certo punto sembra possa avere delle complicazioni, sembra procedere per il verso giusto. La bambina nasce ed è tra le braccia di genitori quando improvvisamente tutto precipita. Il film qui inizia veramente. Dopo un drammatico inizio necessario per il resto della storia, si concentra sul dolore, o meglio sulla reazione al dolore delle persone coinvolte. Non soltanto Martha e Sean, ma anche le persone care che stanno loro attorno. Viene fuori un dolore inspiegabile, che se da un lato sente la necessità di una spiegazione, di una risposta, di una condanna – come vissuto da Sean e dalla madre di Martha, dall’altro assume la forma di un controllo impressionante. Martha è visivamente distrutta ma al tempo stesso è come isolata. Da un lato c’è la frustrazione di Sean, dall’altro la freddezza di Martha che lascia inorriditi tutti gli altri. Il film che si svolge in un arco temporale di 7 mesi, mostra come questa coppia divisa dal dolore vive e sopravvive alla tragedia, nel mentre è portato avanti un processo contro l’ostetrica che li ha aiutati nel parto.

Pieces of a Woman
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VANESSA KIRBY, È NATA UNA STAR

Di chi è la colpa? Esiste veramente un colpevole? Lo spettatore sa ancor prima dei personaggi dove sta la verità ma non è chiamato in nessun modo a prendere le parti, deve solo, insieme a Sean e Martha, elaborare lo strazio che stanno vivendo e cercare di comprendere le decisioni di questa donna in frantumi. Questa donna è appunto Vanessa Kirby che offre un’interpretazione straordinaria. È impeccabile nei panni di questa donna che sanguina da tutte le parti ma al tempo stesso ha messo un nastro isolante tra se e gli altri non superando il suo dolore (anche perché si può veramente superare la perdita di un figlio anche se è stato al mondo pochi attimi?) ma imparando a convivere con la perdita. Più o meno a metà del film Sean dice a Martha: “un penny per i tuoi pensieri”. Lei risponde così: “non ne ho!”. Perché vedere Pieces of a Woman? Perché realizzato e costruito da grandi talenti e perché il dolore e la perdita sono sfumature della vita che appartengono a tutti.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.