Bridgerton, la prima serie in costume di Shonda Rhimes

La regina della serialità americana, Shonda Rhimes, debutta su Netflix con un nuovo progetto interessante e che ha tutte le carte in regola per essere un successo. Una serie leggera, fatta di seduzione, gossip, ricostruzione storica e molto, molto femminismo. Tutte le caratteristiche delle eroine della Rhimes sono rintracciabili in questi nuovi personaggi, che arrivano dalla letteratura.
 

Bridgerton, Netflix
Bridgerton, Netflix

Shonda Rhimes non sbaglia un colpo e dopo tantissimi successi molto pop, si lancia in una nuova avventura: una serie in costume. La sua Bridgerton, disponibile dal 25 dicembre su Netflix, è già un cult di cui tutti parlano. Una serie che unisce il fascino del 1800 ai balli di corte, alla vita della famiglia reale, a personaggi che ricordano le eroine della grande letteratura romantica.

Bridgerton, Netflix
Bridgerton, Netflix

BRIDGERTON, LA NUOVA SERIE DI SHONDA RHIMES

Louisa May Alcott e Jane Austen sarebbe molto contente di questi personaggi, animati da amore, da riflessioni femministe, dal diritto di potere stare anche da soli. Bridgerton è una serie che arriva dalla letteratura, in quanto tratta dall’omonima e fortunata saga di Julia Quinn che conta otto tomi e svariati prequel. Shonda Rhimes, che firma il progetto ancora una volta come produttrice, punta tutto su un cast di attori sconosciuti al grande pubblico. Una sfida che aveva già fatto a suo tempo con Grey’s Anatomy e che in generale appartiene alle serie americane e anglosassoni. Un pretesto alla Gossip Girl rende frizzante tutta la storia che è un vero concentrato di colori, attualità, gioia, favola, intrecci e ricostruzione storica. Insomma, Bridgerton che in apparenza e sulla carta può sembrare la serie più banale del mondo, è una vera sorpresa dell’ultimo momento.

Bridgerton, Netflix
Bridgerton, Netflix

UN TUFFO TRA PETTEGOLEZZI E CLICHÈ DELL’800

È il 1813 e i matrimoni sono il vero, grande gossip della società. Non esistono blog certo, ma giornaletti rosa circolano liberamente sbandierando pettegolezzi di ogni tipo. In tal senso il più letto, distribuito gratuitamente in città, è quello di una misteriosa donna, che si firma con lo pseudonimo Lady Whistledown: nessuno conosce la sua identità ma in compenso lei sa tutto di tutti. Scandali e commenti perfidi si ripercuotono di giorno in giorno nel destino di qualunque donna in cerca di marito. Sin dalla prima puntata ad essere centro di interesse di Lady Whistledown è la giovane e bella Daphne, la figlia maggiore della famiglia Bridgerton, anche protagonista della serie. Daphne si prepara al suo ingresso in società e sin dal ballo delle debuttanti riceve tutta l’attenzione possibile da parte della Regina e dei vari ospiti. Come viene detto dalla voce narrante nei primi minuti della serie, chi tanto splende corre il rischio di bruciare in fretta. Daphne è alla ricerca del grande amore, come quello vissuto dalla madre e dal padre, ma l’affascinante fratello maggiore iper protettivo le rovina la piazza terrorizzando più di un corteggiatore. A corte arriva un altro personaggio, che sarà tra i principali, il duca Hastings che a differenza di Daphne non ha nessuna intenzione di sposarsi. Il motivo viene svelato con lo scorrere delle puntate. Quello che possiamo sicuramente anticipare è che i due stringeranno una interessante e particolare alleanza.

TUTTE LE EROINE DI SHONDA RHIMES

Shonda Rhimes non è estranea a costruire e proporre storie di grande inclusione. Basti pensare a Scandal o a Le regole del delitto perfetto. E in Bridgerton il personaggio della Regina, che non appare nei libri di Julia Quinn, è una donna di colore, un po’ annoiata, diventata punto di riferimento per regno in quanto il re, suo marito, è diventato pazzo. Una delle prime, se non la prima Regina, che spalanca le porte dell’alta società agli afro-inglesi. Nel suo personaggio c’è molto di Annalise Keating e di Olivia Pope, ma anche di Meredith Grey. In lei ci sono tutte le eroine costruite in questi anni da Shonda Rhimes. Bridgerton è una serie che unisce tutti punti di forza delle precedenti serie di Shondaland: le donne come motore della storia, indipendentemente dalla loro età, dal loro colore di pelle o dalla loro volontà di trovare marito o vivere in completa singletudine. Una serie leggera che sa ben spaziare, che si basa sul grande gioco della seduzione e tra i personaggi e verso gli spettatori, ma soprattutto è una serie ben curata sin dai vestiti nelle più svariate palette pastello – solo il personaggio di Daphne cambia in queste 8 puntate ben104 vestiti – alle ambientazioni.

-Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.