Love, Death & Robots, la serie animata che mescola ironia e cyberpunk

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Porta la firma di Tim Miller la serie Love, Death & Robots, che strizza l’occhio a un mondo nel quale non c’è più traccia della specie umana.

È una serie animata, ma mandate a letto i bambini. Love, Death & Robots è uscita nel 2019 per Netflix e pare che stia per uscire una seconda stagione. Creata da Tim Miller (il regista di Deadpool), ricorda vagamente, anche solo per il jingle iniziale dal sound tecnologico, la britannica Black Mirror, anche se la componente distopica qui risulta assolutamente calmierata. Nonostante tutto i generi cui fa riferimento questo ottimo prodotto seriale sono l’horror, il thriller e la fantascienza spesso cyberpunk, sì, ma anche la commedia, strappando non pochi sorrisi qua e là. Tuttavia non si tratta di una serie “leggera”: sesso e violenza non mancano, spesso amplificati da un’animazione eccellente che rende gli ideatori liberi di osare e di conquistare anche l’utente più nerd.

LA TRAMA DI LOVE, DEATH & ROBOTS

Ogni episodio di Love, Death & Robots è molto breve, non dura più di 20 minuti. In uno di questi, un trio di robot si aggira tra le rovine della civiltà umana in cerca di indizi su come vivevamo noi, ormai estinti. Sperimentano il jukebox, la Wii e ci deridono anche un po’, almeno fino a quando non intervengono i gatti. In un altro episodio, un’intera civiltà si evolve all’interno di un vecchio freezer nella casa in cui si trasferisce una giovane coppia alla prima convivenza. E ne accadono delle belle. In un altro ancora, lo yogurt che mangiate ogni mattina progredisce al punto da dominare il mondo, creando una sana società a base di fermenti lattici.
La prima stagione conta diciotto episodi tutti da scoprire. L’animazione spazia dal cartoon all’estetica del videogioco, la colonna sonora spacca. Non è necessario vederli in senso cronologico, né tutti insieme. Ogni episodio è a sé, ma è anche vero che uno tira l’altro.

Santa Nastro

USA, 2019-ongoing
Soggetto: Tim Miller
Genere: commedia, fantascienza, horror
Stagioni: 1 | Episodi: 18 | Durata: 6’-17’ a episodio

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #56

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.