Morta l’attrice Franca Valeri, signora dello spettacolo

È morta Franca Valeri, attrice e sceneggiatrice che tra teatri, televisione, cinema e radio ha rivoluzionato la comicità italiana, quella femminile in primis, con arguzia e talento. È l’ironia che le ha permesso di diventare un mito!

Franca Valeri
Franca Valeri

Forse l’uscita di scena perfetta. Si è spenta alle 7.40 del 9 agosto 2020 Franca Valeri che il 31 luglio aveva compiuto 100 anni. La Signora dello spettacolo che ha fatto della comicità graffiante femminile, musa di un grande artista come Francesco Vezzoli (tra le protagoniste di An Embroidered Trilogy (Trilogia del ricamo)), è andata via circondata dai suoi affetti più stretti. Franca Valeri lascia un vuoto incolmabile nella cultura italiana. Una delle pochissime che con ironia ha osservato la nostra società cambiare sin dal Dopoguerra. “Cosa significa la parola triste non l’ha scoperto nemmeno Paul Valery, il mio poeta preferito quando, tanti anni fa, mi impadronii del suo cognome per nascondere Norsa, il mio cognome che, agli inizi, mi regalò il flop più tragico della mia carriera: Caterina di Dio, una tragedia scritta dal ventenne Giovanni Testori che, bontà sua, ahimé col mio pieno consenso mi scambiò per un’attrice drammatica”. Alma Franca Maria Norsa era il nome completo e all’anagrafe della nostra Franca Valeri. Era l’amica di tutti, del suo pubblico in particolar modo.

DAL TEATRO ALLA NOTORIETÀ CON LA TV

Da autodidatta nel secondo dopoguerra Franca Valeri inizia un percorso in ascesa ma non senza qualche delusione. Verso la fine degli anni Quaranta con la compagnia del Teatro dei Gobbi si trasferisce a Parigi e nel decennio successivo inizia a lavorare al cinema, esordendo con Federico Fellini in Luci del varietà, dove interpretava la parte di una coreografa ungherese. Da qui in poi seguono una lunga serie di commedie, spesso a fianco di Alberto Sordi o di Totò, tra i queli Totò a colori, Piccola posta, Il segno di Venere, Il bigamo, Arrangiatevi!, Il vedovo (in questo film la storica espressione “Cretinetti” che piacque a Dino Risi tanto da lasciarla in copione e da essere un tormentone per molti cinefili). Negli anni suguenti, anni ’60, è diretta in alcune commedie a colori, di cui è anche sceneggiatrice, dal marito Vittorio Caprioli, tra queste Parigi o cara e Scusi, facciamo l’amore?. La vera notorietà di Franca Valeri arriva con la televisione e con i personaggi che l’hanno, appunto, resa un’icona della comicità: la Signorina snob (che già faceva parte dei suoi sketch radiofonici), la Sora Cecioni o Cesira la manicure.

VALERIA VARIETÀ

Per conoscere Franca Valeri c’è anche la letteratura. Nel 1951 esce per Mondadori Il diario della signorina snob, più tardi, nel 2005, anche il libro Animali e altri attori e nel 2010 un’autobiografia intitolata Bugiarda no, reticente. A dimostrazione di essere stata un’attrice, un’artista che non si è mai limitata in nulla. Presenza costante del varietà televisivo dagli anni Sessanta, ha inciso anche cinque dischi nei quali sono contenuti i monologhi dei suoi personaggi femminili. E negli anni 70 dalla televisione arrivano per lei le maggiori soddisfazioni, firmando come autrice alcune commedie di successo, e sperimentando anche il doppiaggio. “A me fa ridere solo Woody Allen. E me stessa”, ha detto in diverse occasioni e l’ironia è stata l’arma di Franca Valeri per farsi sentire, conoscere e sperimentare. Una donna dall’animo battagliero che nell’aprile del 2011 ha sostenuto l’occupazione dell’ex Cinema Palazzo nel quartiere di San Lorenzo a Roma, partecipando a un intervento insieme a Sabina Guzzanti (in parte sua erede!). Nello stesso anno è intervenuta, sempre durante l’occupazione, anche al Teatro Valle di Roma. Insomma, Franca Valeri è sempre stata dalla parte della cultura. Nessuno potrà mai dimenticare l’attrice “amica” che con la sua comicità si è imposta in modo garbato in un sistema e in una società che per la comicità ha sempre prediletto gli uomini, Franca Valeri, lei che fin che ha potuto è andata in scena!

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.