Chiude anche l’ultimo Blockbuster al mondo. Al suo posto un Airbnb a tema anni Novanta

Come dimenticare Friends, Baywatch, Willy il Principe di Bel-Air, Beverly Hills? In Oregon un Airbnb lancia dei pigiama party a tema anni Novanta per rivivere quei tempi e quelle atmosfere.

Blockbuster via Wikipedia
Blockbuster via Wikipedia

Sembra ieri quando il Blockbuster era una presenza fissa che troneggiava per le strade di quasi tutte le città del mondo. Un videonoleggio che non aveva bisogno di presentazioni, una catena che aveva consolidato il suo status symbol e le sue regole, uguali dappertutto: si varcava la soglia del negozio e ci si ritrovava immersi in una vasta scelta di film, che fossero dei classici o le ultime uscite, degli essai oppure i più demenziali e i cine panettoni. Un rituale che per i più giovani solitamente precedeva il sabato sera, quando si sceglieva con cura il film che di lì a poco si sarebbe guardato assieme a una compagnia di amici, pizza e Coca Cola.

 

 

LA BREVE MA INTENSA PARABOLA DEL BLOCKCUSTER

È stata una ascesa rapida che eppure si è esaurita in circa un decennio quella del Blockbuster – che contava un totale di 9000 store all’apice della sua espansione – con le sue solide lettere gialle e blu ormai sconosciute per le nuove generazioni, che potrebbero al massimo scambiarle per il logo dell’Ikea. Dal videonoleggio alla pirateria il passo è stato relativamente breve, per non parlare dell’arrivo dello streaming e della tv on demand, le quali hanno dato il colpo di grazia a una delle attività più lucrative degli anni Novanta. L’ultimo store a resistere è stato il Blockbuster di Bend, nell’Oregon. Un caso? Affatto.

L’ULTIMO BLOCKBUSTER IN OREGON DIVENTATO ATTRAZIONE TURISTICA

Stretto tra un negozio che vende cannabis legale e un crematorio per animali, il Blockbuster di Bend è stato l’ultimo a cadere, difendendosi con dignità. Le motivazioni erano state al centro di un’analisi condotta nel 2019 dal New York Times, che aveva rilevato come fattori determinanti una bassissima densità abitativa: in molte case non arrivano i cavi per internet ad alta velocità, private della possibilità di vedere i film in streaming. La sopravvivenza inoltrata ha trasformato infine questo Blockbuster in una sorta di attrazione turistica per nostalgici degli anni Novanta, che si recavano in pellegrinaggio, andandosene non senza prima aver acquistato spillette e gadget.

L’ULTIMO BLOCKBUSTER IN OREGON È ORA UN AIRBNB A TEMA

È proprio sul fattore nostalgico che ha fatto leva su Sandi Harding, la superhost che ha trasformato il videonoleggio in un Airbnb. L’idea è stata quella di lanciare un “pigiama party”, la festa anni Novanta per eccellenza. Questo decennio sarà proprio il tema del party, tanto che ai potenziali clienti verrà offerto tutto il necessario per vivere al meglio l’esperienza vintage: divano letto, snack, videoregistratore, una tv con maxischermo e una scorpacciata di film di quel decennio, pizza, Pepsi e popcorn. “Che tu voglia rimanere sveglio fino all’alba o svenire sul divano, abbiamo creato lo spazio perfetto completo con divano letto, pouf e cuscini per farti godere le ‘nuove uscite’ degli anni ’90”, scrive Sandi Harding. “Apri un due litri di Pepsi prima di entrare in un videogioco o guardare un film dopo l’altro. E ricorda, il negozio è tutto tuo per la notte! Quindi scatenati, alza il volume nel tuo boombox e indossa i tuoi jeans preferiti degli anni ’90 in modo da sentirti come a casa, ma in un’altra epoca”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.