8a edizione per La Guarimba. Il cinema dove altrimenti non ci sarebbe

Dal 7 al 12 agosto ad Amantea si svolge La Guarimba, festival di cortometraggi che porta i film lì dove non arrivano facilmente. I ragazzi della Guarimba hanno sostenuto il Cinema America nella lotta contro le distribuzioni che ostacolano una cultura cinematografica più diffusa. L’intervista a Giulio Vita

La Guarimba - Sergio Durré
La Guarimba - Sergio Durré

Il cinematografo, come lo chiamano loro romanticamente, si riaccenderà dal 7 al 12 agosto ad Amantea, in Calabria, per la 8a edizione de La Guarimba. Torna il cinema, tornano le proiezioni, nel luogo dove la sala più vicina dista oltre 30 chilometri. Per questa nuova edizione sono previsti oltre 160 corti provenienti da 54 Paesi diversi e una programmazione esclusiva dedicata ai più piccoli, realizzata insieme a Unicef Italia, La Grotta dei Piccoli. La Guarimba, ideata da Giulio Vita e Sara Fratini, negli anni si è distinta per caparbietà e costanza. Per la grande forza di condividere la cultura cinematografica facendo conoscere storie e autori in un luogo dove altrimenti difficilmente potrebbero arrivare. Questa edizione sarà conferme a tutte le norme Covid ma anche “guerrigliera”. La Guarimba ha infatti sostenuto nelle settimane precedenti la lotta dei ragazzi del Cinema America.

NUMERI E TEMI

Sono 19 le opere provenienti da Paesi Europei con scarso potenziale distributivo (Albania, Armenia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Macedonia, Ungheria, Lituania, Portogallo, Slovacchia, Tunisia e Ucraina). 14 le opere dei Paesi con scarso potenziale distributivo Extra-europei: Bolivia, Egitto, India, Indonesia, Iran, Malesia, Nuova Zelanda, Palestina, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Tanzania, Vietnam. Ogni anno diamo spazio alle opere proveniente dall’Africa sub-sahariana, per farle conoscere al pubblico e darle dignità culturale, data la difficoltà con cui vengono finanziate e distribuite. Quest’anno, La Guarimba renderà omaggio al regista senegalese Dijibril Diop Mambéty, regista, compositore e attore di fama mondiale, noto per il suo stile surrealista e l’impegno nel trattare temi come la politica, il potere, la ricchezza e le condizioni sociali in Africa. Molti sono gli argomenti trattati dai cortometraggi in programma, tra questi la giovinezza, il sesso, il razzismo nei paesi arabi, la robotica, i diritti dei detenuti, lo sport e molto altro ancora. Abbiamo parlato de La Guarimba con Giulio Vita.

Giulio Vita
Giulio Vita

La Guarimba e il Cinema America da cosa sono accomunati? Cos’è successo nelle scorse settimane?

È da tempo che seguiamo e dialoghiamo con i ragazzi del Cinema America. La Guarimba lavora per lo più con cortometraggi ma svolgiamo anche un’altra iniziativa in cui sono inclusi i lungometraggi. Negli ultimi anni abbiamo visto che il rapporto con le distribuzioni si è complicato per chi lavora con arene estive. In Calabria c’è una difficoltà maggiore perché l’agenzia più vicina per fare richiesta di film sta a Napoli, – come punto di riferimento di tutto il meridione. In Calabria non arrivano molti film, anche nelle sale cinematografiche l’offerta è scarna e scarsa durante tutto l’anno. Un film degli Avengers arriva un po’ ovunque mentre ad esempio The Irishman di Martin Scorsese qui è stato distribuito in solo un paio di sale. Quando ci siamo confrontati con i ragazzi del Cinema America e abbiamo notato di avere problemi analoghi, abbiamo deciso di sostenerci perché il sistema in generale va cambiato.

E cosa avete fatto?

Non abbiamo fatto solo un comunicato stampa per “gridare”. Abbiamo usato una strategia dimostrando che il problema di fondo che denunciavamo era esistente e in primis riguardava un attacco alle arene ad ingresso libero. In questa lotta siamo coinvolti in molti, non solo noi e i ragazzi del Cinema America. Abbiamo anche dimostrato che l’Italia è veramente divisa a metà. Le politiche della distribuzione cinematografica sono differenti tra Roma e il Sud Italia. La proposta cinematografica e culturale qui è veramente deludente e non è vero che non c’è interesse da parte delle persone. 

Quale film non vi hanno concesso?

Volevamo mostrare BlacKkKlansman di Spike Lee che qui non ha visto nessuno. Questo non vuol dire fare concorrenza alle catene di distribuzione cinematografica come The Space o Uci. Anche perché BlacKkKlansman è un film che ha fatto il suo corso nelle sale e che in questo territorio non è arrivato. In Calabria un film, quando arriva, non resta in programmazione più di una settimana. I film che arrivano sono per la maggiore i più commerciali. Quando gli adolescenti vengono alle nostre proiezioni, dove c’è tutt’altro, restano sorpresi e compiaciuti. Vedono cortometraggi in lingua originale, sottotitolati, e tra il pubblico ci sono studenti, pescatori, critici. Tutti hanno accesso a qualcosa che difficilmente potrebbero altrimenti vedere. 

Il Cinema America ha vinto e sta proiettando i film che aveva messo in programma. La Guarimba invece?

Noi lavorando in primis con i cortometraggi non abbiamo avuto grossi problemi perché le distribuzioni non esercitano questo controllo su questo genere di film, di contenuti. Al posto del film di Spike Lee, che volevamo proiettare, siamo costretti a mostrare un cortometraggio che lo stesso regista ha condiviso su internet. L’altro film che proietteremo, in questo caso un mediometraggio, è La Petite Vendeuse de Soleil di Djibril Diop Mambéty, un regista senegalese, e grazie a una piccola distribuzione di Milano che non ha fatto alcun tipo di problema riguardo l’assenza di un biglietto d’ingresso.  

Il Premio del Pubblico sarà quest’anno dedicato a Vitaliano Camarca. Come mai questa scelta?

Io sono tornato ad Amantea nel 2012 e tutti mi parlavano di Vitaliano Camarca ma io non sapevo chi fosse. Con il tempo l’ho scoperto e cogliendo un “invito” del nipote che sui social chiedeva di intitolare una strada a Vitaliano, ho pensato fosse giusto dedicargli un premio. Vitaliano Camarca è stato un importante giornalista, uno dei primi a portate l’idea di rassegna cinematografica e artistica nella nostra Regione. Mi sembrava quindi giusto dedicare a lui il Premio del Pubblico, degli amanteani, come segno di grande riconoscenza. Un Premio che serve anche a ricordare questo grande uomo soprattutto in un luogo in cui la memoria, il più delle volte, è troppo corta. 

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.