Proiettare film gratis o a pagamento? Il Cinema America contro le distribuzioni

Arene estive a pagamento? I ragazzi del Cinema America insieme ad altri organizzatori di rassegne gratuite all’aperto nella bella stagione denunciano un attacco da parte delle distribuzioni cinematografiche italiane nel non volere dare loro i film che hanno terminato lo sfruttamento nelle sale

Cinema America
Cinema America

Come ogni estate romana, almeno tra le più recenti, in molti attendono il cinema in piazza targato I ragazzi del Cinema America. L’edizione 2020 potrebbe però essere a rischio e non a causa dalla pandemia. Secondo quanto denunciato dai loro canali social ufficiali e dal loro presidente Valerio Carocci,“i distributori italiani negano in blocco le concessioni di film per le proiezioni a ingresso gratuito nelle arene estive di tutta Italia”.Un’accusa per nulla leggera e che forse scoperchia un sistema farraginoso dell’intera industria cinematografica italiana. La denuncia ha creato subito molta discussione tra chi lavora nel cinema e chi è semplice spettatore. Perché le distribuzioni cinematografiche italiane stanno negando i film alle arene estive? Possibile che le arene estive siano concepite ancora come concorrenza sleale verso i puri esercenti? E soprattutto, è giusto o meno offrire contenuti culturali gratis? Di sicuro a queste domande non è semplice rispondere e soprattutto nel momento di post lockdown in cui artisti di cinema, teatro, musica, letteratura hanno messo a disposizione la loro arte e il loro talento per creare da remoto momenti di condivisione. Ora che questi momenti sono in parte possibili in presenza (con tutte le dovute precauzioni sanitarie), perché impedirne la realizzazione? Al tempo tesso però, e sempre per quanto riguarda film e arene estive, può essere legittimo da parte delle distribuzioni e dei gestori delle sale avere più di qualche dubbio.

ARENE ESTIVE A PAGAMENTO: LA MOBILITAZIONE DELLE RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE

Intanto il Cinema America di Roma insieme al Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio – Scendi c’è il Cinema di Milano, al Furgon Cinema delle aree terremotate del Centro Italia e a La Guarimba di Amantea in Calabria hanno firmato un appello contro le più importanti case di distribuzione italiane accusandole di costringerli a rendere gli eventi da loro organizzati a pagamento. L’appello chiama in causa anche ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali, presieduta dall’ex Ministro della Cultura Francesco Rutelli) che, secondo quanto sottolineato da Carocci, “da più di due anni dà indicazioni scritte ai distributori italiani e alle agenzie estere di non concedere film per proiezioni a ingresso gratuito sul territorio italiano nonostante queste riguardino esclusivamente titoli che hanno già concluso il loro periodo di sfruttamento commerciale in sala e già presenti in chiaro in TV, Pay Tv, Streaming e DVD”.Le varie arene estive al momento si sono viste rifiutare quasi tutti i film richiesti, circa 235 risposte negative. L’ANICA ha diffuso una serie di comunicati stampa rigettando le accuse, ribadendo la piena autonomia delle singole società di distribuzione, sia italiane che internazionali, nella definizione delle strategie commerciali di ogni azienda, facendo notare al tempo stesso quale numero elevatissimo di lavori del cinema è al momento fermo, in cassa integrazione o ha dovuto cessare la sua attività.

POST PANDEMIA: ARENE ESTIVE A PAGAMENTO SÌ O NO?

I due punti di vista sono chiari. Da un lato gli organizzatori delle arene estive chiedono la possibilità di proiettare (come negli scorsi anni) senza costo del biglietto film che hanno terminato il loro “viaggio” nelle sale cinematografiche e dietro riconoscimento dei vari diritti garantendo al pubblico, anche di ogni estrazione sociale, momenti di condivisione ribadendo che la cultura appartiene a tutti. Dall’altro le distribuzioni cinematografiche, in questo momento di particolare difficoltà, sono concentrate sulla vita della filiera tutta e dunque impegnate a far tornare le persone nelle sale che stanno per riaprire o nelle tante arene all’aperto che hanno un regolare biglietto che contribuisce alla non facile sopravvivenza del settore. Come conciliare le due posizioni? Forse facendo fare a ciascuno un ruolo nettamente diverso: sale con prime visioni a pagamento; arene estive con seconde visioni (film da poco usciti dalle sale) a pagamento ma con cifre inferiori; arene gratuite con film storici. Del resto proprio il Cinema America ha costruito la sua allure grazie alla proiezione in piazza di grandi capolavori della storia del cinema capaci ancora di coinvolgere il pubblico e, magari, di crearne di nuovo a vantaggio di tutto il comparto.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.