La lista dei migliori film del decennio. Tra successi italiani e internazionali

Quindici film italiani e quindici film internazionali che tra il 2010 e il 2019 hanno contribuito a cambiare la storia del cinema e a mettere sotto i riflettori storie emozionanti e autori pieni di talento. Secondo Tarantino al primo posto c’è The Social Network.

Call me by your name
Call me by your name

In una recente intervista, Quentin Tarantino, regista di pilastri cinematografici come di Kill Bill, Pulp Fiction, Bastardi senza gloria, ha indicato quello che secondo lui è il film del decennio: “il film più bello degli ultimi dieci anni è The Social Network, non ci sono dubbi. È al primo posto perché è il migliore, non c’è altro da dire. Batte tutta la concorrenza”. Tarantino ha anche riconosciuto ad Aaron Sorkin, sceneggiatore del film, di essere il “dialoghista” più bravo che ci sia in circolazione. Questo primo posto assegnato da Tarantino non ha trovato molti concordi nel mondo del giornalismo cinematografico. The Social Network è un film che sicuramente traccia un racconto fondamentale per la società contemporanea, come la nascita del social network più popolare – Facebook – raccontando come un ragazzo esperto di codici e computer deluso per un amore finito sia stato capace di stravolgere il mondo della comunicazione prima personale e poi globale diventando poi proprietario di un grande business.

Habemus papam
Habemus papam

CINEMA 2010-2019: THE SOCIAL NETWORK

The Social Network è un film, un racconto che appartiene alle nostre vite ma tra il 2010 e il 2019 tantissimi altri film hanno avuto un ruolo importante sia per la storia del cinema, per il modo in cui fare cinema, sia per l’affermazione di autori oggi riconosciuti in tutto il mondo. Nel cinema italiano questo ultimo decennio ha visto il riconoscimento mondiale di storie profonde e di genere. La grande bellezza ha conquistato Hollywood con un ritratto dei salotti esclusivi romani mostrano la nuova “dolce vita”, Perfetti sconosciuti è diventato il film dal record di remake, Habemus Papam è diventato involontariamente un film profetico, Lo chiamavano Jeeg Robot ha introdotto il comics in una industria cinematografica un po’ arrugginita.

Arrival
Arrival

CINEMA 2010-2019: I MUSICAL

E a livello internazionale, Arrival ha usato la fantascienza per spiegare il concetto del diverso, dello straniero; La la land ha riportato il musical e il romanticismo alle stelle; Parasite ha mostrato la complessa stratificazione sociale. Sono tanti i film che meritano di stare al primo posto in una classifica che riguarda i dieci film più importanti dell’ultimo decennio, ma in tanti meriterebbero un ex aequo. Proponiamo di seguito quindici film italiani e dieci internazionali che hanno sicuramente lasciato il segno per la storia che raccontano, per la costruzione dei personaggi, per l’immagine estetica e simbolica che è stata costruita attorno ad essi.

– Margherita Bordino

I 15 FILM ITALIANI DEL DECENNIO

La grande bellezza di Paolo Sorrentino
Il capitale umano di Paolo Virzì
Lo chiamavano Jeeg Robot
Non essere cattivo di Claudio Caligari
Habemus Papam di Nanni Moretti
Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher
Miele di Valeri Golino
Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli
Sulla mia pelle di Alessandro Cremonini
Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese
Selfie di Agostino Ferrente
Viaggio Sola di Maria Sole Tognazzi
Il racconto dei racconti di Matteo Garrone
La terra dell’abbastanza di Fabio e Damiano D’Innocenzo
Martin Eden di Pietro Marcello

I 15 FILM INTERNAZIONALI DEL DECENNIO

Zero Dark Thirty” di Kathryn Bigelow
Drive di Nicolas Winding Refn
Birdman di Alejandro González Iñárritu
Arrival di Denis Villeneuve
La la land di Damien Chazelle
The wolf of wall street di Martin Scorsese
Call Me by Your Name di Luca Guadagnino
Dunkirk di Christopher Nolan
Parasite di Bong Joon-ho
Ritratto della giovane in fiamme di Celine Sciamma
Mad Max – Fury road di G. Miller
Visages, villages di Agnes Varda e JR
Neruda di Pablo Larraín
Mommy di Xavier Dolan
Melancholia di Lars von Trier

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.