La seconda vita dei flop al cinema. Grazie a Fondazione Prada, film in streaming su MUBI

Perfect Failures è l’iniziativa congiunta di Fondazione Prada e della piattaforma di cinema d’autore in streaming che ospita una rassegna di film “incompresi” dalla critica, dal pubblico o da entrambi. Ecco quali sono le pellicole

Dare una seconda chance ai grandi flop al botteghino. È questo l’obiettivo di Perfect Failures, una collaborazione tra Fondazione Prada e la piattaforma di streaming di cinema d’autore MUBI che, a partire dal 5 aprile, metterà a disposizione sul suo canale video una selezione di film “incompresi”. “’Perfect Failures’ include fallimenti cinematografici, pellicole deludenti per la critica, scioccanti deviazioni di autori affermati, magari ostacolati da una produzione difficile, film innovativi (o genialmente sorpassati) per il loro tempo”, si legge nella nota stampa congiunta. “Questo viaggio cinematografico tra i fallimenti e i passi falsi di importanti registi dimostra che l’accoglienza iniziale di un film non corrisponde al giudizio finale sul suo valore. Un contesto culturale completamente cambiato, nuovi strumenti di interpretazione, una maggiore distanza critica tra lo spettatore e quell’insieme di aspettative che costituiscono il contesto mediatico originario modificano completamente la ricezione di questi film, che decenni fa sono stati accolti con confusione, rifiuto e repulsione”. Il progetto speciale sarà accompagnato da una nuova sezione del sito di Fondazione Prada che andrà ad aggiungersi ai nuovi format digitali dell’istituzione meneghina, i cui spazi fisici sono chiusi come quelli di tutti per ottemperare alle disposizioni governative in materia di Covid-19: qui saranno pubblicati materiali inediti, native content che rifletteranno sull’esperienza dello streaming, informazioni sui film selezionati e curiosità sui registi, da Billy Wilder a Kelly Reichardt. Ecco nel dettaglio le pellicole che si potranno vedere su Mubi, disponibile in 190 paesi e con oltre 9 milioni di abbonati…

– Claudia Giraud

http://www.fondazioneprada.org/project/perfect-failures/

https://mubi.com/it

1. SOUTHLAND TALES – RICHARD KELLY (2006)

Southland tales

La commedia di impianto fantascientifico, ma con molte anime dal poliziesco al musical, diretta dal regista americano Richard Kelly – divenuto celebre grazie al film di fantascienza Donnie Darko del 2001 – riceve un’accoglienza negativa quando viene presentata in anteprima al Festival di Cannes nel 2006.

2. FEDORA – BILLY WILDER (1978)

Fedora

Anche un grande regista come Billy Wilder ha avuto il suo flop. Dopo aver diretto pellicole entrate nella storia del cinema, come Sabrina (1954) con Audrey Hepburn e Humphrey Bogart e Quando la moglie è in vacanza (1955) con Marilyn Monroe, nel 1978 realizza Fedora che, a livello di trama, ricorda molto Viale del Tramonto del 1950. Ma mentre quello è stato un grande successo, questo melodramma, a causa di una campagna promozionale poco efficace, si rivela un vero fiasco al botteghino.

3. NIGHT MOVES – KELLY REICHARDT (2013)

Night Moves

Questo thriller psicologico incentrato sull’ecoterrorismo, diretto da Kelly Reichardt, regista americana proveniente dal cinema indipendente, subisce dei contraccolpi da un’accusa di plagio, poi archiviata.

4. UN DIVANO A NEW YORK – CHANTAL AKERMAN (1996)

A Couch in NY

Una commedia su amore, vita e terapia”, recita il trailer. Un film sentimentale con un cast di stelle come Juliette Binoche e William Hurt che però non bastano a salvare la regista belga Chantal Akerman: molta critica non le perdona la caduta di stile, rispetto a film impegnati come Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles del 1975, che il New York Times definì “il primo capolavoro femminile nella storia del cinema”.

5. LA CONTESSA DI HONG KONG – CHARLIE CHAPLIN (1967)

A Countess From Hong Kong

L’ultimo film comico di Charlie Chaplin, con Sophia Loren e Marlon Brando, riceve numerose recensioni negative al suo debutto nelle sale.

6. SHOWGIRLS – PAUL VERHOEVEN (1995)

Showgirls

Il film cult erotico di Paul Verhoeven rappresenta un fallimento critico e commerciale alla sua uscita ed è considerato oggi una satira acuta e spietata di Hollywood.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).