Il festival Lo schermo dell’arte e mymovies offrono lo streaming gratuito per i film d’artista

La cultura che reagisce alle chiusure di cinema, teatri e musei causa emergenza COVID-19 trova una finestra online e nello streaming. Così Lo schermo dell’arte insieme a MyMovies mette a disposizione una selezione di titoli cinematografici legati all’arte.

Lo schermo dell’arte non si ferma. Rispettando l’annullamento delle manifestazioni culturali nel nostro Paese il festival reagisce con una bella proposta di streaming. Insieme alla piattaforma MyMovies mette a disposizione gratuitamente alcuni film d’artista con la generosa concessione delle opere da parte degli stessi autori. “L’arte è sempre frutto di urgenza. Un’urgenza intima espressiva che dà risposte creative in forma di opera alle sollecitazioni del tempo. Attraverso gli strumenti che le sono propri, l’arte genera riflessione e socialità diventando di proprietà collettiva. Oggi tale dimensione ampia e aperta è annullata, sostituita da un nuovo tipo di emergenza collettiva dalle conseguenze sociali potenzialmente devastanti. È a questo che vogliamo reagire”, si legge nel comunicato ufficiale dell’iniziativa. Chiamati da Lo schermo dell’arte diversi artisti hanno immediatamente aderito all’iniziativa mettendo a disposizione i propri film, tra questi ci sono anche Jeremy Deller e Phil Collins. Dal 12 marzo al 3 aprile 2020 alcuni film dall’archivio dello Schermo dell’arte saranno visibili in streaming gratuito sulla piattaforma MyMovies. Ecco quali.

Margherita Bordino

www.mymovies.it/iorestoacasa/schermodellarte/

Sul sito de Lo schermo dell’arte è possibile consultare le schede complete dei vari film d’artista: http://www.schermodellarte.org/archivio-film/

1. JEREMY DELLER E PHIL COLLINS

Jeremy Deller, Everybody in the place

Jeremy Deller, Everybody In the Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992, 2018 è un film col quale l’artista spiega, in una lezione tenuta a dei ragazzi di un liceo di Londra, la nascita e lo sviluppo dell’acid house come genere musicale, cultura e stile di vita che hanno cambiato per sempre il volto della Gran Bretagna. Secondo Deller l’acid house è al centro delle grandi trasformazioni sociali avvenute nel paese tra gli anni ’80 e i primi ’90. Phil Collins, marxism today (prologue), 2010: è la storia di tre ex insegnanti di filosofia marxista-leninista all’indomani del crollo del muro di Berlino e della riunificazione della Germania. Per realizzare il suo progetto Phil Collins pubblica un’inserzione sui giornali raccogliendo quasi 200 risposte di ex professori e accademici tedeschi e russi. Tra questi seleziona tre donne, Petra Mgoza-Zeckay, Andrea Ferber e Marianne Klotz, quest’ultima in compagnia della figlia Ulrike, che davanti la telecamera parlano del loro passato e della loro situazione presente.

2. LA NEW PALERMO DI COLOMER E IL SUDAN DI TREVISANI

New Palermo Felicissima jordi colomer

Jordi Colomer, New Palermo Felicissima, 2018: si tratta di una processione su barca che parte dalla caletta di Sant’Erasmo a Palermo e si muove lungo la costa Sud. A bordo ci sono esponenti di diverse comunità della città di Palermo, accompagnati da una guida straniera, l’attrice Laura Weissmahr, la quale recita al microfono testi dello scrittore Roberto Alaimo. In un modo un po’ particolare si assiste a una visita alternativa di una parte della città che per molti anni è stata trascurata dalle autorità pubbliche e omessa nelle guide turistiche. Luca Trevisani Sudan, 2016: il titolo è in realtà il nome del suo protagonista, un rinoceronte bianco. Sudan è l’ultimo di questi esemplari e deve il nome al suo luogo di nascita. Per lungo tempo ha vissuto nello Zoo di Dvůr Králové, nella Repubblica Ceca, perdendo a causa del freddo la possibilità di procreare e proseguire la sua specie. Nel 2016 si trovava, quando il film è stato presentato Schermo dell’arte, in una riserva naturale di Nanyuki, in Kenya, dove è protetto da guardie armate.

3. THE SHOW MAS GO ON E SEL

Sel by Rebecca Digne, 2016

Rä di Martino, The Show MAS Go on, 2014: un tiolo che riguarda un gioco di parole dal celebre brano dei Queen e racchiude l’ironico intento della regista di raccontare la curiosa storia del gigantesco magazzino romano MAS, acronimo di Magazzini allo Statuto, alla notizia dell’imminente chiusura. Sorto all’inizio del secolo per una clientela di lusso, MAS diviene dagli anni Settanta il magazzino del popolo. Oltre i clienti abituali del magazzino si vedono le performance di attori quali Sandra Ceccarelli, Maya Sansa e Filippo Timi. Rebecca Digne: Fedele alla pratica filmica dell’autrice di Rebecca Digne che esplora i gesti primordiali con cura e pazienza, Sel (2016) esprime l’ambizione dell’artista di attualizzare un forma di condivisione creativa e di scambio di competenze.

4. FAST E FLATFORM

Continuity by Omer Fast, 2016,_lukas [email protected] Filmgalerie 451

Omer Fast, Continuity, 2016, racconta il ritorno a casa dall’Afghanistan di Daniel, un giovane soldato tedesco. Ad accoglierlo i genitori, ma le prime ore di unità familiare ritrovata lasciano presto il passo ad un inquietante disorientamento. L’insistere della videocamera su dettagli e sui rituali domestici sprovvisti del consueto carico affettivo apre il sipario su un racconto che dissimula le aspettative, espandendo il contenuto del film dal dramma di un reduce di guerra al deserto esistenziale di una tipica famiglia della middle class tedesca. Quantum, Italia 2015, 8′ è invece un lavoro di Flatform, collettivo italiano che lavora tra Milano e Berlino. Il breve film inquadra un tipico paesaggio italiano arroccato su una montagna e mostrato come una miniatura. Partendo da una ripresa statica, il lavoro si snoda su un doppio filo tra realtà e finzione, dove la ripresa dal vero viene sottoposta ad un complesso lavoro di post-produzione, cifra che caratterizza la poetica visiva del gruppo. L’animazione della scena è affidata a dei fasci luminosi emessi da riflettori che si accendono improvvisamente, isolando e inquadrando porzioni diverse della scena stessa, come in teatro. Ulteriori giochi di luce dalle finestre delle abitazioni contribuiscono a creare un senso di attesa e di spaesamento nello spettatore. I suoni della natura, di una banda cittadina e la celebre aria del Nessun Dorma pucciniano, in versione strumentale, il cui testo è riportato nelle didascalie, fanno da colonna sonora al paesaggio.

5. JAAR E PACI

The Column di Adrian Paci, Italia, 2013

Alfredo Jaar, Le Ceneri di Pasolini, 2009, è un‘opera video imperniata sul tema della consapevolezza che l’arte non possa sfuggire al coinvolgimento con la politica e l’etica, tema da sempre al centro degli interessi di Jaar che, vissuto durante la dittatura militare di Pinochet, ha prodotto lavori esplicitamente critici verso il regime, in molti casi legati a situazioni di oppressione politica e di emarginazione sociale. The Column, 2013 di Adrian Paci è un racconto di lavoro e identità culturale. Un blocco di marmo estratto da una cava in Cina solca il mare, su una nave da trasporto. In questo viaggio, apparentemente senza mèta, il blocco si trasforma in un’elegante colonna classica; ne sono artefici alcuni artigiani cinesi, che operano con decisione e maestria escludendo ogni possibilità di errore, mentre la polvere della lavorazione imbianca i loro volti e l’intero ponte dell’imbarcazione.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.