Omicidi e risate. Nella serie tv Barry

0
434

È firmata da Alec Berg e Bill Hader una delle serie televisive più acclamate del momento. Barry è la storia di un ex marine reduce dall’Afghanistan.

Mafia, omicidi, crimini, fughe. Sembrerebbe la trama dell’ennesima serie tv, invece no. Barry, nata negli Stati Uniti nel 2018 dalla mente di Alec Berg e Bill Hader per la rete HBO, è veramente un piccolo gioiello, amato dal pubblico, osannato dalla critica. Intanto perché fa ammazzare dalle risate, anche grazie agli straordinari character – primi fra tutti, il protagonista che dà il nome alla serie (lo stesso Hader) e un magnifico Harry Winkler (già, Fonzie di Happy Days!).
Giunta alla seconda stagione, Barry racconta la storia di un giovane ex marine reduce dall’Afghanistan, un ragazzo a suo modo ingenuo, un po’ tocco e facilmente strumentalizzabile, che si ritrova nonostante tutto a essere un killer prezzolato. Stanco di uccidere e di questa vita senza scopi e ambizioni, Barry trova il proprio riscatto nell’amore, ma soprattutto in una scuola di formazione teatrale nella quale incappa casualmente. Lascia dunque l’avviata carriera di criminale e comincia un percorso interiore di crescita creativa guidata proprio dal personaggio di Winkler, che lo porta sì alla realizzazione personale, ma anche a uscire dall’anonimato (ad esempio creando un proprio profilo su Facebook).

IL MONDO DELLO SPETTACOLO SOTTO I RIFLETTORI

Spettacoli, prove di recitazione, progetti campati in aria si susseguono fra un’ammazzatina e l’altra, colpi di scena, nonsense e situazioni di una comicità irresistibile. Alle vicende di Barry si accompagna inoltre una sottile disamina del mondo dello spettacolo, con le sue fragilità e i controsensi che lo caratterizzano. Fatto di precarietà ma anche di fastidiose ipocrisie.
Barry è un prodotto che, soprattutto nell’analisi delle relazioni umane che si sviluppano nell’ambito dei contesti intellettuali o legati allo showbiz, fa spesso pensare al bellissimo romanzo di Hanif Kureishi Il Budda delle periferie, dal quale il mondo dello spettacolo esce veramente con le ossa rotte. Mentre il pubblico non smette di sorridere, così come accade per i fan di Barry.

Santa Nastro

USA, 2018-ongoing | Ideatore: Alec Berg & Bill Hader
Genere: black comedy, drammatico, giallo | Cast: Bill Hader, Harry Winkler
Stagioni: 2 | Episodi: 16 | Durata: 30’ a episodio

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #51

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.