Venezia76: The New Pope di Sorrentino, cinema o serie tv senza alcuna differenza

Un Papa in coma e uno in ascesa. Un potere condiviso, eclettico e accentratore. Il The New Pope di Sorrentino è formalmente ed esteticamente un piccolo grande capolavoro. In anteprima alla Mostra del Cinema gli episodi 2 e 7.

The New Pope, Paolo Sorrentino
The New Pope, Paolo Sorrentino

Passeggiando in bicicletta al Lido di Venezia il regista Paolo Sorrentino ha sorpreso un po’ tutti. Tranquillo, cordiale e disinvolto come non appariva da tempo, almeno agli occhi dei giornalisti. Questo avveniva nei giorni precedenti alla presentazione di “The New Pope”, uno dei momenti più attesi della 76esima Mostra del Cinema di Venezia. Per chi attende un ritratto puro e minimalista, viscerale, attuale e pop, propriamente sorrentiniano, le aspettative non saranno tradite. Per Sorrentino girare per il cinema o per la televisione non fa differenza e in questa seconda stagione è ancora più evidente. Esteticamente e ritmicamente simile alle sfumature degli amati “Il divo” e “La grande bellezza”. 

DUE PAPI

Un papa in coma e uno in scesa. Il primo lo conosciamo bene: Lenny Belardo (Jude Law), giovane, bello, sicuro di se e con una storia alle spalle molto sofferta e devota alla donna che lo ha allevato e cresciuto per essere pontefice. Jude Law: “è stato a Venezia, quando eravamo qui per presentare The Young Pope, che Paolo ha avuto alcune idee riguardo a Lenny Belardo […] Mi sembrava impossibile poter andare oltre rispetto a quanto avevamo già fatto, invece Paolo ha avuto un’idea brillante. Realizzare tutto questo è stato straordinario: la complessità di Lenny che doveva capire che lui non è l’unico Papa, che ci sono altri poteri, è una cosa molto interessante. Così, abbiamo voluto esplorare anche questa dimensione ed è stato bello recitare tutto questo. Comunque è splendido ritornare a Venezia, grazie Paolo per averci portato qui”. Il secondo pontefice è la grande New entry: John Brannox, interpretato da John Malkovich è un vero dandy in abiti, portamento e comunicazione, per lui anche un trucco già visto nel cinema di Sorrentino, ovvero la matita attorno agli occhi come il Sean Penn di This Must the place. 

IL CARDINALE NON SI DIMENTICA 

La gioia di questa stagione, come anche della precedente, sono i personaggi di contorno. Tra tutti persiste il colpo di fulmine per il cardinal Voiello (Silvio Orlando) solenne, confabulatole architetta il piano per fare Brannox papa alla prima votazione e con il nome di Giovanni Paolo III. Anche se poi, quando salteremo al settimo episodio, il povero Voiello sparirà e sarà sostituito da un segretario di stato gay. Tutta la seria siete essere una grande attesa per il risveglio del giovane papa mostrato nel trailer con un costume da bagno bianco succinto attorniato da signorine e signore pronto per una evidente battigia gelida, lenta e silenziosa. Silvio Orlando: “sono entrato in questa vicenda un po’ da clandestino, da abusivo. All’inizio mi sono sentito così visto questo cast prestigioso e internazionale. Poi ho acquistato fiducia, non tanta ma sufficiente. In questa seconda serie il mio personaggio è sbocciato, è arrivato alla sua piena maturità sia sotto l’aspetto drammatico che nei momenti di comicità che ci sono. Come al solito Paolo ti mette tra le mani degli strumenti eccezionali, è uno Stradivari del ‘700 da suonare, il che ti mette in uno stato di agitazione ma ti porta anche a fare qualcosa che non avresti mai nemmeno immaginato di poter fare”. 

ATTUALITÀ IRRIVERENTE 

John Malkovich: “sono nuovo del progetto. Non recito il nuovo Papa ma il ‘nuovo nuovo’ Papa. Avevo visto The Young Pope molti altri lavori di Paolo, poi ci siamo incontrati in Toscana un anno e mezzo fa e abbiamo parlato di fare questo Papa britannico che si chiama John Brannox. La cosa mi stimolava tantissimo: il Vaticano e la religione non sono miei campi di interesse ma mi era piaciuta molto la prima serie. Paolo è unico come regista perché ha questo fortissimo senso di geografia, di mettere personaggi in un determinato ambiente. È uno scrittore brillante e secondo me questa serie affronta la questione della voglia della gente di avere qualcosa in cui credere, qualcosa di spirituale, di sapere che i miracoli possono accadere. Sono molto contento di aver fatto parte di questo progetto”. “The New Pope” è la brillante intuizione di un genio cinematografico che si misura con la realtà sacra, spinge la frizione al massimo e frena in tempo poco prima di sconfinare nel blasfemo. Paolo Sorrentino sui suoi attori: “come diceva Carmelo Bene “Non servono attori bravi ma attori capaci di essere fuori di sé”. Loro sono tutti attori capaci di andare oltre il sé nella recitazione. Questo è un dono raro, sono molto fortunato ad aver trovato artisti così”. 

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.