Le scenografie di Hollywood vanno all’asta. C’è anche la maschera originale di Darth Vader

Centinaia di pezzi, tra gli oggetti di scena più iconici dei film di Hollywood, saranno messi all’incanto, per una cifra complessiva che potrebbe raggiungere i 10 milioni di dollari.

Darth Vader il villain per antonomasia di Star Wars
Darth Vader il villain per antonomasia di Star Wars

Si chiama Hollywood Icons and Legends, l’asta che si terrà il 25 e il 26 settembre 2019 a Los Angeles. Un eden per i cinefili e per tutti gli appassionati della cultura pop e cinematografica americana degli ultimi decenni. All’incanto, una serie di oggetti iconici che sono stati al centro di pellicole di successo. Fiore all’occhiello è l’emblematica maschera con elmetto di Darth Vader ne L’impero colpisce ancora del 1980, che secondo le previsioni potrebbe avvicinarsi al mezzo milione di dollari. L’evento sarà tenuto da Profiles in History, la casa d’aste californiana che organizza periodicamente la vendita all’asta di oggetti da collezione autentici legati ai set di Hollywood, ma anche lettere, documenti e manoscritti firmati vintage di artisti e celebrità. 

HOLLYWOOD ALL’ASTA

“Il catalogo stima questo pezzo fra i 250mila e 450mila dollari, ma non si sa mai fin dove si può arrivare, potrebbe superare anche di molto questa cifra”, spiega il curatore dell’asta Zach Pogemiller riferendosi ancora alla maschera usata sulle scene del film di George Lucas. “Star Wars è sempre molto popolare, anzi non lo è mai stata come adesso” continua riferendosi ai nuovi film della saga annunciati da Disney. Accanto al costume del padre di Skywalker, però, tanti altri lotti non sono da meno. Nel catalogo di Profiles in History, infatti, compaiono anche il vestito di Dorothy del Mago di Oz del 1939 e una camicia da notte appartenuta a Marylin Monroe. E ancora, i costumi indossati da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet in Titanic, gli occhiali tondi di Harry Potter interpretato da Daniel Radcliffe, o il telaio malconcio della DeLorean, l’auto frantumata da un treno in Ritorno al Futuro 2.Si raccontano storie di come alcuni impiegati dello studio abbiano salvato pezzi unici della spazzatura“, conclude Pogemiller, “è sorprendente che, fino a tempi relativamente recenti, nessuno abbia avuto il pensiero di salvaguardare tutti quegli oggetti che fanno parte della nostra storia culturale“.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.