I film della settimana: Ad Astra, Yesterday e Drive me home

Il luogo comune del viaggio, la ricerca di una casa e l’appartenenza a un nucleo familiare. I film imperdibili della settimana con un Brad Pitt che domina su tutti.

Mentre nelle sale italiane domina Quentin Tarantino con il suo C’era una volta a Hollywood, Brad Pitt – coprotagonista del film – è pronto a rubare nuovamente la scena con Ad Astra, in cui è presente come attore e produttore. Questa è una settimana in cui le uscite al cinema riguardano in modo particolare il viaggio: nello spazio, tra le musiche dei Beatles e verso casa. Prima di passare ai tre film consigliati bisogna soffermarsi su un grande “ni”. Si tratta di Vivere di Francesca Archibugi. Il film, presentato Fuori Concorso alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia e distribuito da 01 Distribution, per molta parte della critica è un grande buco nell’acqua della regista. È necessario spezzare una lancia a favore dell’Archibugi. È la regista, indipendentemente dal genere, che meglio sa raccontare oggi le dinamiche che avvengono all’interno di una casa e tra i membri di una famiglia. Vivere ha infatti un soggetto assai interessante, reale, concreto e che spinge a riflettere sulla ricchezza che da ad ognuno di noi avere una famiglia. Una storia penetrante. Tanto complessa quanto banale. Forzata purtroppo nei dialoghi, alle volte sfinenti. Francesca Archibugi dimostra qui una cura dei dettagli che forse non sempre le viene riconosciuta: fate caso agli ambienti, alle due case di questa storia e forse le urla dei protagonisti sembreranno meno disturbanti. Un buon film ma non del tutto riuscito. E adesso gli imperdibili di questa settimana…

Margherita Bordino

1. AD ASTRA

Ad astra

Un viaggio nello spazio per o attraverso Brad Pitt. Ad Astra, in sala con 20th Century Fox, c’è chi lo immaginava come film di apertura della Mostra del Cinema di Venezia, e invece è arrivato il giorno seguente ma sempre in competizione. Un film che ha diviso la stampa tra chi ha avuto difficoltà nel comprenderlo appieno e chi è andato aldilà dell’estetica (magnifica!) e si è lasciato trascinare dalla storia di un figlio che cerca il padre. Roy McBride esattamente vent’anni dopo la partenza di suo padre per una missione di sola andata verso Nettuno, alla ricerca di segni di vita extraterrestre, decide di seguire le orme. Lo spazio però nasconde qualche mistero e il primo a risentirne è il cuore del nostro protagonista. Vedremo Brad Pitt in lizza per gli Oscar 2020 con questo ruolo o con quello diretto da Tarantino? Per il momento l’attore ha rivelato che si asterrà da ogni pubblicità in merito alla campagna per la statuetta più ambita del cinema.

2. YESTERDAY

Yesterday

Atteso e più volte posticipato, arriva al cinema con Universal Pictures Yesterday. Jack Malik (Himesh Patel), giovane cantautore inglese pressoché sconosciuto, viene investito da un autobus in un singolare incidente. Al suo risveglio, è l’unico al mondo a ricordarsi dell’esistenza dei Beatles e dei loro celebri brani. Dopo un iniziale momento di smarrimento e grazie all’aiuto della migliore amica d’infanzia Ellie (Lily James), Jack inizia a cantare ed incidere le canzoni dei Beatles come se fossero sue, attirando l’attenzione di Ed Sheeran e dell’agente americana Debra (Kate McKinnon), diventando in breve tempo una star internazionale. Sulla carta travolgente e intrigante conferma il suo potenziale sul grande schermo. I sogni da realizzare, le amicizie da difendere e gli ostacoli più ovvi della vita di tutti i giorni si fondono con musiche rock e appassionanti. Alla regia il caro Danny Boyle.

3. DRIVE ME HOME

Drive me home

Dal Sud Italia verso l’Europa e poi indietro alla ricerca di casa. Drive me home arriva in sala con Europictures dopo l’anteprima dello scorso anno al Torino Film Festival. Firma la regia Simone Catania, conosciuto in quanto produttore, e guida in un viaggio dal centro Europa alla Sicilia due volti amatissimi del nostro schermo, Vinicio Marchioni e Marco D’Amore. Amici per la pelle, Antonio e Agostino crescono insieme in un piccolo paese siciliano incastrato tra le montagne, sognando una vita diversa, altrove. Oggi trentenni, entrambi vivono all’estero, ma non si vedono né si sentono da anni. Quando Antonio scopre che la sua casa natia, abbandonata da molto tempo, sta per essere venduta all’asta, decide di partire per incontrare Agostino, il suo amico d’infanzia, con l’intento di coinvolgerlo per non farsi portare via quella casa alla quale sono entrambi legati. Questo l’incipit di una storia d’amicizia al maschile e inusuale nel nostro cinema. Si tratta di una storia gentile, di forte richiamo alle tradizioni e alla cultura meridionale. Drive me home mostra benissimo cosa vuol dire essere un migrante, ma anche cosa vuol dire essere un omosessuale in un secolo in cui apparentemente tutto è permesso.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.