Muore a Roma Piero Tosi, tra i più grandi costumisti del cinema internazionale

L’artista, scomparso a 92 anni, ha realizzato gli abiti per le piccole italiane più celebri al mondo, come il “Gattopardo” di Luchino Visconti e “Matrimonio all’italiana” di Vittorio De Sica

Piero Tosi
Piero Tosi

È morto a Roma a 92 anni il costumista Piero Tosi, tra i grandi nomi del cinema italiano del Novecento. Nel corso della sua carriera, ha collaborato con i registi Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Federico Fellini, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Liliana Cavani, Mauro BologniniPier Paolo Pasolini, creando gli abiti per i protagonisti di pellicole entrate a fare parte dell’immaginario collettivo di intere generazioni: tra tutti, il GattopardoPortiere di notteMatrimonio all’italiana. Nel 2013 Tosi ha ricevuto l’Oscar alla Carriera, ritirato a Los Angeles da Claudia Cardinale. Per molti anni Tosi ha insegnato alla Scuola nazionale di cinema presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, che nel 2008 gli ha dedicato il documentario diretto da Francesco Costabile L’abito e il volto – Incontro con Piero Tosi.

PIERO TOSI. UNA VITA PER IL CINEMA

Nato nel 1927 a Sesto Fiorentino, Piero Tosi si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è stato allievo del pittore Ottone Rosai. Ben presto, grazie all’amico Franco Zeffirelli, entra in contatto con Luchino Visconti, che lo prende come assistente alla regia di uno spettacolo del Maggio Musicale Fiorentino. Dopo un periodo di apprendistato nel teatro, Tosi viene introdotto da Visconti nel mondo nel cinema, e da lì nascerà un sodalizio artistico che ha portato alla creazione di capolavori come il Gattopardo (1963): è iconico l’abito bianco indossato da Claudia Cardinale durante la celebre scena del ballo, simbolo di freschezza e giovinezza. Le creazioni di Tosi infatti completavano e arricchivano il carattere dei personaggi, mettendone in evidenza tratti psicologici, attitudini, persino le luci e le ombre, riuscendo a valorizzare allo stesso tempo la personalità degli interpreti. Suoi sono gli abiti che Maria Callas ha indossato nella Medea di Pier Paolo Pasolini (1969), Sophia Loren in Ieri, oggi, domani (1963) e Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica (1964), Anna Magnani in Bellissima di Luchino Visconti (1951). A questi, si aggiungono poi Morte a Venezia di Visconti (1971), La Traviata (1982) e Storia di una capinera (1993) di Franco Zeffirelli, la serie televisiva Il giornalino di Gian Burrasca di Lina Wertmüller (1964).

LE MOSTRE DEDICATE A PIERO TOSI

Nel corso della sua carriera, sono state numerose le mostre dedicate all’arte e alle creazioni di Piero Tosi. Tra tutte ricordiamo quella organizzata dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze, all’indomani del Premio Oscar alla Carriera, con una quindicina di abiti di scena; I due mondi di Piero Tosi, tenutasi nel 2014 a Spoleto e curata dalla Fondazione Carla Fendi; e più recentemente, Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del CSC 1988 – 2016, dedicatagli dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.