“C’era una volta a… Hollywood”. Tarantino e i suoi attori presentano il film a Roma

In attesa di settembre e dell’uscita in sala del nono film di Quentin Tarantino, il regista presenta a Roma il suo film su Hollywood. E su un certo cinema del passato. Con lui sono arrivati Margot Robbie e Leonardo DiCaprio

Brad Pitt and Leonardo DiCaprio star in Columbia Pictures “Once Upon a Time in Hollywood
Brad Pitt and Leonardo DiCaprio star in Columbia Pictures “Once Upon a Time in Hollywood"

Quentin Tarantino, Margot Robbie e Leonardo DiCaprio hanno fatto un giro a Roma nei giorni scorsi per presentare C’era una volta a… Hollywood, film che la stampa ha visto in anteprima mondiale allo scorso Festival di Cannes e per cui il regista ha fatto un lavoro serratissimo di montaggio pur di presentarlo su quella Croisette a lui tanto cara (e anche il suo Pulp Fiction). “Molte cose di cui parliamo nel mio film le ho viste all’epoca, nonostante fossi molto giovane. Sharon Tate era una donna divertente e vedere che questa ragazza così carina possedesse anche uno humour incredibile, mi faceva incantare. Mi ricordo che tutti impazzirono per lei e questo mi ha dato l’ispirazione e fatto scrivere anche parte di ciò che ha recitato Margot. Ho adorato ‘The Wrecking Crew’, Sharon era molto brava e aveva tanto fascino”. Con queste parole Quentin Tarantino apre il suo incontro con la stampa italiana e spiega perché C’era una volta a… Hollywood, suo nono film, era tanto importate da realizzare.

ROMANTICO, NOSTALGICO E “SEXY”

C’era una volta a… Hollywood è un film romantico. Una lettera d’amore verso una industria cinematografica e forse anche verso alcuni legami affettivi/lavorativi che ora mancano, sono venuti meno. La Hollywood che mostra Tarantino è fatta di amicizia, rispetto ma al tempo stesso di doppio gioco e di vite da film. Vite in cui non c’è molta differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. C’era una volta a… Hollywood è un film diverso per Tarantino. In cui la violenza a cui ha abituato i suoi fan non c’è, o meglio non è visibile e percepibile allo stesso modo. È un film che in un certo senso consegna al grande pubblico un regista un tantino inedito, nostalgico e riflessivo. C’era una volta a… Hollywood arriva nelle sale italiane a chiusura della stagione estiva, il 19 settembre, e intanto nel resto del mondo sta avendo un successo pazzesco. “Credo che il pubblico abbia reagito bene al film grazie a quest’elemento nostalgico”, ha aggiunto il regista. “Credo che interessi il cast. Io amo i film di genere e sono appassionato dei B-Movies. Ho sempre amato il modo in cui gli italiani hanno sviluppato il tema del western o la commedia sexy all’italiana, o i polizieschi. L’idea di prendere vecchi generi e reinventarli all’italiana è straordinaria e pazzesca. È un modo per vedere le cose con occhi nuovi. Quasi tutti i registi degli spaghetti western prima facevano gli sceneggiatori o i critici, ma erano così appassionati che poi si sono trasformati in registi come accadde per la nouvelle vague francese. Il cinema di genere è appetibilissimo per un regista. Il primo libro che ho mai letto sugli spaghetti western era ‘L’opera della violenza’ e io sto cercando di fare ciò da quando faccio cinema”.

DICAPRIO, L’ATTORE E IL SUO STUNT-MAN

Per C’era una volta a… Hollywood Quentin Tarantino ha scelto grandi volti hollywoodiani del momento: Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. Il primo, presente a Roma, ha raccontato come è andata con il suo coinvolgimento a questo film. “La sceneggiatura era brillante e il rapporto tra stuntman e attore era molto stretto. La cultura hollywoodiana cambia assieme all’industria e in questo film si cerca di sopravvivere, assistendo per un paio di giorni alla vita di due persone. Per il mio personaggio, io e Quentin abbiamo immaginato alcuni momenti particolari che portassero alla luce la vera natura di quest’uomo. Magari è bipolare e angosciato dal fatto che il mondo va avanti malgrado lui. Uno dei nostri privilegi è entrare in fatti e tempi non più aperti a tutti e Quentin è un cinefilo incallito, e proprio grazie a questo sono entrato in questa dimensione della televisione western degli anni Cinquanta. Tutti i film e gli attori che ho sempre visto con passione, Quentin li rispetta moltissimo. Ha una cultura pazzesca e ci ha portato dentro a tutto ciò con rispetto, passione e ricerca per cose ormai dimenticate. È un grande contributo al cinema e alla televisione. Sono cresciuto guardando film”, continua DiCaprio, “e mai avrei pensato di fare quello che facevano i miei idoli, quindi ho sempre cercato di migliorare in tutti i modi. Sono sempre andato al cinema fin da giovane. Ogni qualvolta un giovane mi dice di voler entrare in questo mondo io gli dico di guardare migliaia di film per poter crescere sulle spalle di veri e propri giganti. Le masse di persone che hanno unito i loro talenti per creare generi e storie diverse mi hanno influenzato e creato la mia personalità. Con chi posso lavorare? Con chi posso migliorarmi? Quale regista sarà più capace di farmi recitare bene e dare al pubblico un senso di far parte di ciò che vede? Questo mi chiedo scegliendo i miei progetti”.

MARGOT ROBBIE, HOLLYWOOD È CAMBIATA?

“Sotto tanti aspetti sono felicissima di lavorare ora, come donna. Però anche ai tempi esisteva qualcosa del genere. Vedere film degli anni ’60 e ’70, ora, ti fa capire che Hollywood è molto cambiata. Sta passando per un periodo in cui le cose cambiano, come fu ai tempi tra quei due decenni”, interviene così una silenziosa Margot Robbie: per lei in C’era una volta a… Hollywood un ruolo poco parlato ma molto importante. Iconico, perfettamente con il tempo passato che si racconta. E sulla donna a Hollywood bisognerebbe fare un discorso a parte. Chi ricorda il discorso di Patricia Arquette quando vinse il Premio Oscar? “A Hollywood non si può invecchiare”. E se la Robbie è interprete qui di un personaggio inserito in una Hollywood “vecchia” e affascinate, quasi sacra, quella Hollywood oggi ancora è primitiva su alcuni aspetti e indubbiamente è maschilista.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.