Toy Story 4: i giocattoli crescono (e non deludono). Al cinema

Il 26 giugno arriverà nelle sale italiane il quarto capitolo di Toy Story. Woody e Buzz Lightyear, insieme ai loro tanti amici, sono protagonisti di un’altra avventura. Un film nostalgico che si rivolge ai bambini degli anni ‘90 con un gusto un po’ amaro.

Toy Story 4
Toy Story 4.

Chi è un amico? In chi riconoscerlo? La saga cinematografica d’animazione di Toy Story consegna al pubblico un altro capitolo eccezionale, non tanto per il contenuto – da lacrimoni e nostalgia –, quanto per l’eccellenza delle immagini e dei colori: i personaggi sono sempre più visivamente vivi e reali. Il 26 giugno arriva nelle sale italiane Toy Story 4 e Woody e Buzz Lightyear sono i protagonisti di una nuova avventura in cui accanto ai “classici” personaggi se ne aggiungono dei nuovi. Una new entry è Gabby Gabby, bambola degli anni ‘50, che Woody conoscerà in un negozio d’antiquariato. Capelli rossi, lentiggini, un abitino giallo a pois, Gabby Gabby fa il suo ingresso a bordo di una carrozzina, scortata da una banda di pupazzi da ventriloquo privi di voce. Gabby Gabby ha un sogno: appartenere a una bambina. Essendo una bambola dalle sembianze umane (anche un po’ terrificanti) il pubblico non proverà subito empatia con lei, per poi ricredersi e affezionarsi. Il vero protagonista, anche lui nuovo personaggio della saga d’animazione, è Forky, un giocattolo nato da scarti di spazzatura.

UN AZZARDO BEN RIUSCITO

Toy Story 4 saluta i bambini degli anni ‘90 e accoglie i bambini di oggi. E come ogni prodotto Disney Pixar è un vero trattato di antropologia e psicologia. Si spazia dalla teoria dell’abbandono al passaggio all’età matura. Un capitolo che potrebbe essere chiusura di un ciclo iniziato nel 1995 e che ha resistito a tanti cambiamenti. Toy Story, il primo, aveva un grandissimo elemento di novità con Buzz Lightyear, giocattolo evoluto tecnologicamente, in quest’ultimo capitolo il nuovo è il vecchio, o meglio ancora… lo scarto. I creatori di Toy Story 4 hanno realizzato qualcosa di veramente geniale e intrigante (per chiunque voglia soffermarsi un attimo!) ed è un vero azzardo nella storia del cinema, in quanto la saga doveva essere conclusa nel 2010 con il terzo capitolo e nessuno si immaginava, fino all’ufficializzazione avvenuta nel 2014, che ci sarebbe stata un’ulteriore storia per Woody e i suoi amici. Un azzardo riuscito e che, seppur “finale”, fa sperare in un proseguo: se il brand Toy Story diventasse il corrispettivo nell’animazione di Star Wars?

FORKY NON È SPAZZATURA

Forky dice: “Mi usano per la zuppa, l’insalata, magari con il chili, ma non sono un giocattolo! Sono spazzatura! Libertà!”. Come suggeriscono il nome e questa sua battuta, si tratta di una forchetta molto spaventata. Volto storto, stecche ai piedi Forky è una creazione della piccola Bonnie fatta durante il suo primo giorno d’asilo. Forky è simbolo di un nuovo momento di vita della bambina ed è il giocattolo più insolito che si possa avere, soprattutto nell’epoca in cui i più piccoli sono incollati su iPad e cellulari. Forky da speranza, forse la fantasia dei bambini è salva, va solo stimolata e qui entra in scena il nostro sceriffo amato, Woody. Woody ha sempre saputo quale fosse il suo posto nel mondo e la sua priorità è sempre stata prendersi cura del suo bambino, prima di Andy e poi di Bonnie. Quando Forky, il nuovo progetto scolastico di Bonnie trasformato in un giocattolo, si autodefinisce “spazzatura” e non giocattolo, Woody decide di mostrargli gli aspetti positivi di questa nuova vita. Ma quando Bonnie porta con sé tutta la banda di giocattoli in un viaggio con la sua famiglia, Woody fa un’inaspettata deviazione, che lo porta a ritrovare la sua amica scomparsa da tempo, Bo Peep. Dopo aver trascorso anni per conto proprio, lo spirito avventuroso di Bo e la vita “on the road” hanno rovinato la sua porcellana. Woody e Bo scopriranno che le loro rispettive vite come giocattoli sono ormai agli antipodi, ma presto si renderanno conto che questo è l’ultimo dei loro problemi.

I DOPPIATORI ITALIANI

Il primo Toy Story è stato pura invenzione, sia della tecnica sia della storia dei giocattoli che si animano. Quando si inventa qualcosa di nuovo si ha la possibilità di durare nel tempo”, aggiunge Riccardo Cocciante che presta la sua voce ancora una volta per la colonna sonora. Con i nuovi personaggi giocattolo di Toy Story 4 arrivano anche le nuove voci italiane. Tra i nuovi doppiatori ci sono Benji e Fede, Rossella Brescia, Corrado Guzzanti e Luca Laurenti. Torna invece per la quarta volta il mitico Massimo Dapporto, ormai inconfondibile voce di Buzz Lightyear, e accanto a lui a doppiare lo sceriffo Woody, subentrando a Fabrizio Frizzi venuto a mancare un anno fa, Angelo Maggi, c’è una storica voce del doppiaggio italiano nonché doppiatore ufficiale di Tom Hanks. “Qua non c’è soltanto la collaborazione di 80.000 creativi, ci stanno senz’altro riunioni con psicanalisti, con gente che sa come toccare le corde delle persone, sia bambini che grandi”, dice Dapporto.

Margherita Bordino

 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.