Lost in projection. Wakefield di Robin Swicord

Un uomo sceglie liberamente di rinunciare alla propria vita tranquilla, nascondendosi e osservando gli effetti della sua decisione. Sono queste le premesse di “Wakefield”, film del 2017 ripescato all’interno della nostra rubrica “Lost in projection”.

Robin Swicord, Wakefield (2017) ©IFC Films. CR: Gilles Mingasson
Robin Swicord, Wakefield (2017) ©IFC Films. CR: Gilles Mingasson

Howard Wakefield è un affermato avvocato di Manhattan, ha una moglie bellissima, una confortevole casa nella periferia di New York City e due figlie ormai adolescenti. Una sera, di ritorno dal lavoro, un blackout improvviso lo costringe a un rientro di fortuna, immergendolo per alcune ore in un paesaggio post-apocalittico fatto di silenzio e oscurità. Camminando solo lungo la via di casa, Howard comincia a riflettere sulla vera natura delle sue relazioni personali. Giunto a destinazione, per evitare una possibile discussione con la moglie a causa del ritardo ormai accumulato, Howard decide di posticipare di alcune ore il suo rientro, nascondendosi temporaneamente nella soffitta del suo garage.
Adattamento cinematografico dell’omonimo racconto breve di E. L. Doctorow, Wakefield è il secondo lungometraggio della regista e sceneggiatrice statunitense Robin Swicord (nota soprattutto per aver scritto con Eric Roth Il curioso caso di Benjamin Button e per aver diretto Il club di Jane Austin).

APPARENZE E CONVENZIONI

Quello che in un primo momento sembrava essere un innocuo scherzetto perpetrato ai danni della devota moglie (Jennifer Garner) diventa l’inizio di un lungo processo di introspezione, distruzione e dolorosa rinascita. Bilanciando con destrezza dramma e comicità, Swicord ci proietta senza preamboli all’interno di una mente in piena crisi esistenziale, scegliendo un bravissimo e adattissimo Bryan Canston come interprete principale. Wakefield è un uomo apparentemente appagato dalla sua vita professionale e famigliare, un protagonista “conformato” e, apparentemente, equilibrato che all’improvviso, e senza alcun motivo apparente, decide di uscire dal flusso della propria vita per poterne osservare le dinamiche dall’esterno. Per la prima volta nella sua esistenza, Howard si sentirà veramente e indiscutibilmente libero da convenzioni sociali e sovrastrutture, da responsabilità e senso del dovere.

SOPRAVVIVENZA E LIBERTÀ

Le poche ore di fuga inizialmente previste allo scopo di evitare un litigio coniugale si trasformeranno in giorni, settimane, mesi. Nella sua soffitta, mentre osserva indisturbato la moglie e le figlie vivere la disperazione della sua inspiegabile sparizione e il suo lento e inesorabile superamento, Wakefield si trasformerà lentamente in un barbone, nutrendosi della spazzatura dei suoi ignari famigliari e rischiando la vita per recuperare dalla strada ciò che gli serve. Pur sapendo di essersi spinto troppo oltre le sue intenzioni, Howard dovrà decidere se continuare a vivere una vita di libertà e sopravvivenza o riprendere possesso di ciò che era suo un tempo.

Giulia Pezzoli

USA, 2017 | Regia: Robin Swicord
Genere: drammatico | Sceneggiatura: Robin Swicord
Cast: Bryan Cranston, Jennifer Garner, Jason O’Mara, Beverly D’Angelo, Ian Anthony Dale | Durata: 106’

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48

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Giulia Pezzoli
Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di Bologna per cui tutt'ora lavora. Scrive d'arte e di cinema da diversi anni.