David 2019, il Miglior Film è Dogman di Matteo Garrone

Un altro anno di splendido cinema italiano che arriva al suo apice nella notte dedicata ai 64esimi Premi di David di Donatello e premia Dogman di Matteo Garrone, che fa incetta di premi. Un anno importante, fatto di successi al botteghino ma anche di insuccessi. Un anno in cui l’Accademia del Cinema italiano, con a […]

Dogman di Matteo Garrone
Dogman di Matteo Garrone

Un altro anno di splendido cinema italiano che arriva al suo apice nella notte dedicata ai 64esimi Premi di David di Donatello e premia Dogman di Matteo Garrone, che fa incetta di premi. Un anno importante, fatto di successi al botteghino ma anche di insuccessi. Un anno in cui l’Accademia del Cinema italiano, con a capo Piera Detassis, ha rivisto il suo sistema rinnovando la giuria, il voto e coinvolgendo l’intera industria cinematografica a partecipare (e attendere) a questo grande riconoscimento. Così la Detassi ha descritto i film in nomination: “al David ci propongono storie di nera cronaca reinventate con la potenza del cinema, documentari innescati nella realtà e nella memoria, cinema di respiro civile e racconti di quella diversità capace di rompere i muri, anche con la bontà, termine desueto eppure così vivo. Storie, insomma, dell’Italia del presente che i nostri autori non smettono di indagare”.

GARRONE, LO SCHIAVO, ARGENTO

Il premio più ambito dell’anno va a Matteo Garrone per Dogman che, dallo scorso Festival di Cannes, è entrato di diritto nella top five del cinema italiano dell’anno. Una grande serata per il regista che attualmente è alle prese con il film su Pinocchio: “che bella serata. Che altro dire, abbiamo preso 9 premi. E’ una serata speciale perché si è parlato dell’importanza di tornare al cinema d’estate. Oggi c’è la tendenza a vedere i film a casa, sulle piattaforme digitali, ma i cinema e le sale stanno diventando sempre più piccole mentre i televisori sempre più grandi. Rendiamo grandi anche le sale dei cinema”. E tra i tanti premi al cinema italiano non possono non essere citati due David Speciali: uno a Francesca Lo Schiavo, eccellenza del nostro cinema come set decorator; l’altro a Dario Argento che ha saputo raccontare le nostre paure e renderle un’opera d’arte. Francesca Lo Schiavo che, in coppia con Dante Ferretti è tra i preferiti di Martin Scorsese, ha dedicato “questo premio ai giovani, perché è un bellissimo lavoro e spero che si continui a fare”. Mentre il maestro Dario Argento che, in quarant’anni di carriera non aveva mai ricevuto un David,  ha “sentenziato”: “parlo con la mia metà oscura e la racconto nei film”.

CUARÓN, BURTON, THURMAN

A Tim Burton va il Premio alla carriera, consegnato dal nostro Roberto Benigni. Un premio che anticipa di poche ore l’uscita italiana di Dumbo, il nuovo live action Disney diretto dal regista di Edward mani di forbici. Burton, visibilmente divertito sin dal red carpet, commenta così: “grazie mi viene da piangere, è bellissimo essere qui e vorrei che la gente fosse così carina anche nel mio paese. L’Italia fa parte del mio Dna, sono cresciuto coi vostri film, mi sento in famiglia. Ricevere questo premio da Roberto è uno dei più grandi onori della mia vita”. Altri due premi sono andati a personaggi internazionali amatissimi. Uma Thurman, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha ricevuto il David Speciale e intervistata brevemente da Carlo Conti ha raccontato: “con Tarantino ho fatto 3 film, abbiamo trascorso anni insieme, momenti tra i più belli della mia vita. Tutti i personaggi sono stati bellissimi, se ne vanno rapidamente, ma restano dentro. Lavorai a Cinecittà, al Barone di Munchausen, ricordo che c’erano dei problemi di budget. Posso veramente dire di aver iniziato la mia carriera qui a Roma”. Alla fine è arrivato anche Alfonso Cuarón che, sin dalla Mostra del Cinema di Venezia, ha conquistato tutti con il suo Roma. Nel ritirare il premio commenta: “grazie di cuore a tutto il cinema italiano, una guida illuminante da cinefilo e regista, ringrazio la Cineteca di Bologna, Netflix e Lucky Red, il film è stato nelle sale italiane e questo è un grande onore. Viva l’Italia, il Messico, il cinema”.

MOVIEMENT, IL CINEMA TUTTO L’ANNO

Durante la serata del David di Donatello è stata lanciata una grande iniziativa che, per la prima volta, riunisce tutto il mondo dell’industria cinematografica – ANICA, ANEM, ANEC, Accademia del Cinema italiano e MiBAC. Un importante progetto presentato già in mattinata al Quirinale da Piera Detassi con queste parole: “un inedito lavoro di squadra, con lo sguardo rivolto alla valorizzazione della sala, luogo primario di aggregazione sociale e di consumo. Il progetto si chiama Moviement e il suo motto è ‘Al cinema tutto l’anno’. Un obiettivo ambizioso ma necessario, che partirà con i quattro giorni di Cinemadays, anteprime a tre euro in tutte le sale dall’1 al 4 aprile e proseguirà con una programmazione estiva ricca di blockbuster e cinema d’autore per tenere aperte le sale anche nella stagione calda e sconfiggere il tradizionale vuoto di tre mesi”. Moviement è una iniziativa di svolta per il nostro cinema, una chiamata alle armi per chi lavora in questo segmento industriale, artistico e di entertainment. È dai David di Donatello che parte la sfida più importante: cambiare le abitudini dello spettatore.

Margherita Bordino

TUTTI I PREMI:

MIGLIOR FILM
Dogman – Prodotto da ARCHIMEDE, LE PACTE con RAI CINEMA per la regia di Matteo GARRONE 

MIGLIOR REGIA
Matteo GARRONE per Dogman

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE – PREMIO GIAN LUIGI RONDI
Alessio CREMONINI per Sulla mia pelle

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Matteo GARRONE, Massimo GAUDIOSO, Ugo CHITI per Dogman

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
James IVORY, Luca GUADAGNINO, Walter FASANO per Chiamami col tuo nome

MIGLIOR PRODUTTORE
CINEMAUNDICI, LUCKY RED per Sulla mia pelle

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Elena Sofia RICCI per Loro

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Alessandro BORGHI per Sulla mia pelle

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Marina CONFALONE per Il vizio della speranza

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Edoardo PESCE per Dogman

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Nicolaj BRÜEL per Dogman

MIGLIORE MUSICISTA
Sascha RING, Philipp THIMM per Capri-Revolution 

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“MISTERY OF LOVE” musica, testo e interpretazione di Sufjan STEVENS per Chiamami col tuo nome   

MIGLIORE SCENOGRAFO
Dimitri CAPUANI per Dogman 

MIGLIORE COSTUMISTA
Ursula PATZAK per Capri-Revolution

MIGLIOR TRUCCATORE
Dalia COLLI, Lorenzo TAMBURINI per Dogman

MIGLIOR ACCONCIATORE
Aldo SIGNORETTI per Loro

MIGLIORE MONTATORE
Marco SPOLETINI per Dogman

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Maricetta LOMBARDO – Microfonista: Alessandro MOLAIOLI – Montaggio: Davide FAVARGIOTTI – Creazione suoni: Mauro EUSEPI, Mirko PERRI – Mix: Michele MAZZUCCO per Dogman 

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Victor PEREZ per Il ragazzo invisibile – Seconda generazione

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Santiago, Italia di Nanni MORETTI

DAVID DELLO SPETTATORE
A casa tutti bene di Gabriele Muccino

MIGLIOR FILM STRANIERO
Roma di Alfonso Cuarón (Netflix)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Frontiera di Alessandro DI GREGORIO

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.