Il corriere – The mule, Remì e Copperman: i consigli cinematografici della settimana

Maestri di cinema si nasce e non si diventa, lo dimostra la storia cinematografica di Clint Eastwood ancora in “pista” in ottima forma davanti e dietro la macchina da presa. Questa settimana però è dedicata ai film di formazione, dalla grande letteratura con Remì ad un nuovo supereroe tutto italiano.

Un Clint Eastwood in splendida forma, un classico intramontabile e un nuovo eroe tutto italiano. I consigli cinematografici della settimana riguardano Il corriere – The mule, Remì e Copperman. Il primo è un film intenso, nuovo ritratto di un vecchio eroe reazionario, ancora vivo e forte, un po’ come il suo interprete che sembra ogni volta, negli ultimi anni, lasciare un testamento cinematografico di grandissimo spessore. Il secondo è un classico intramontabile che riceve sempre grande apprezzamento in sala e che con la versione cartoon ha conquistato tutte le generazioni degli anni 80 e 90. Il terzo è una novità. Un film che segue un genere poco esplorato in Italia e per questo temuto. Anche se i supereroi è forse meglio lasciarli fare alla Marvel o alla DC!

Margherita Bordino

1. IL CORRIERE – THE MULE

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Quanto è personale e complesso Clint Eastwood? Con Il corriere – The mule l’attore e regista Premio Oscar torna sul grande schermo con una storia struggente. Qui Clint Eastwood interpreta Earl Stone, un uomo di circa 80 anni rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un auto. Compito semplice, ma, ciò che Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Nel suo nuovo lavoro è bravo, così bravo che il suo carico diventa di volta in volta più grande e per questo motivo gli viene assegnato un assistente. Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo “mulo” della droga è finito anche nel radar dell’efficiente agente della DEA, Colin Bates. E anche se i suoi problemi di natura finanziaria appartengono ormai al passato, i suoi errori affiorano e si fanno pesanti nella testa, portandolo a domandarsi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga beccato dalla legge… o addirittura da qualcuno del cartello stesso. Al cinema con Warner Bros.

2. REMÌ

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Un classico per l’infanzia curato in ogni dettagli visivo, dalla scenografia alla sceneggiatura. Al cinema con 01Distribution arriva Remì, presentato il anteprima alla scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma in Alice nella Città. Remì è basato sul classico della letteratura per ragazzi “Senza famiglia” di Hector Malot. Il regista Antoine Blossier, seppur segue un racconto classico e a molti “familiare”, si prende molte libertà narrative. Resta fermo e intatto lo spirito del romanzo di formazione che racconta la ricerca d’identità del piccolo protagonista attraverso una serie di false speranze. Remì è la vera storia di formazione, forse in senso assoluto dell’ultimo secolo. A questo romanzo sono stati dedicati sei adattamenti cinematografici, senza contare le versioni televisive, compresa la serie anime giapponese che ha reso celebre la canzone interpretata da Cristina D’Avena.

3. COPPERMAN

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Copperman è una fiaba italiana, distribuita da Notorious Pictures. Il film nasce da un progetto ideato intorno al 2003, e ha avuto difficoltà a decollare in quanto incentrato su un genere a noi “sconosciuto”, parlando di industria: i supereroi. Produce il film con grande coraggio la Eliofilm, coinvolgendo alla Eros Puglielli (Tutta la conoscenza del mondo, Occhi di cristallo, Nevermind). Ad interpretare Copperman, il supereroe, è Luca Argentero che per prepararsi a questo ruolo si è confrontato con pazienti vicini al gruppo AITA di Roma, cercando di assorbire il loro modo di vedere il mondo. L’armatura di Copperman, ideata come assemblaggio di suppellettili ed elettrodomestici di uso comune, è stata concepita da Roberto Molinelli, specializzato in queste opere di arte moderna che vivono di una contaminazione di fonti. Il pubblico italiano amerà o no questo nuovo supereroe? Di certo non è una storia alla Lo chiamavano Jeeg Robot.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.

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