3 film da non perdere al cinema: da Orson Welles alla donna elettrica

I disegni di Orson Welles, la femminilità di una donna e di un paesaggio, l’era postmoderna divisa tra paura, avventura e buoni sentimenti. I consigli cinematografici della settimana.

The Eyes of Orson Welles
The Eyes of Orson Welles

La settimana precedente al Natale è sempre sommersa da film tematici. Non quest’anno! Tra le uscite della settimana niente alberi di Natale, pacchetti scintillanti o abbuffate in famiglia. Sarà che forse si inizia a sentire la mancanza del Cinepanettone (questa volta approdato su Netflix)? Nell’attesa di Il ritorno di Mary Poppins che avremo nei prossimi giorni, in sala vi attendono film altrettanto interessanti e per molti motivi. C’è un bellissimo ritratto di Orson Welles proposto e costruito attraverso le sue illustrazioni, che se pur mute offrono un chiaro affresco di un artista straordinario; c’è il paesaggio dell’Islanda che accanto una donna tutta d’un pezzo regala una grande riflessione che coinvolge le azioni incontrollate della natura e quelle sin troppo organizzate degli uomini; e c’è il film di fantascienza per tutta la famiglia. Un racconto che parte da un concetto storico per seguirne un altro molto patriarcale e politico, una immagine distopica di come potrebbe essere il mondo tra qualche millennio, chi lo sa?!

Margherita Bordino

1. LO SGUARDO DI ORSON WELLES

The Eyes of Orson Welles

Orson Welles non era solo un grande regista, ma anche un bravissimo disegnatore. Il documentario Lo sguardo di Orson Welles parte proprio dalle sue illustrazioni. Un film che compie un viaggio bellissimo nella storia di uno degli autori cinematografici più importanti di tutti i tempi. Lo spettatore può rivedere tutta la biografia di Welles a partire dalla sua infanzia fino alle sue produzioni più recenti, attraversando le varie arti e attività in cui si era cimentato. Tutto il racconto è inframezzato dalla nuova scoperta di questi disegni, schizzi e bozzetti, che ci dicono di lui più di quanto avremmo potuto pensare o immaginare. Alla regia del documentario Mark Cousins. Meticoloso, ossessivo e passionale allo stesso tempo nel costruire la figura di un uomo, di un regista attraverso la tua arte totale. Al cinema con I Wonder Pictures.

2. LA DONNA ELETTRICA

La donna elettrica

Accolto con entusiasmo all’ultimo Festival di Cannes, La donna elettrica è una commedia travolgente e fuori dagli schemi, capace di unire emozione, impegno e divertimento. La protagonista, Halla, sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande. Il regista è Benedikt Erlingsson, lo stesso di Storie di cavalli e di uomini. Questa volta si cimenta nel ritratto di una donna e offre spazio all’incantevole paesaggio islandese. Per Erlingsson è importante che passi un determinato messaggio: la natura ha gli stessi diritti degli uomini. Al cinema con Teodora.

3. MACCHINE MORTALI

Macchine mortali

Macchine mortali è un romanzo fantastico per ragazzi scritto da Philip Reeve. Arriva trasposto al cinema con Universal Pictures e non è per nulla banale. Come immaginiamo il periodo postmoderno? Quando il nostro momento storico sarà lontana preistoria come sarà il mondo? Macchine mortali ha alla base questa ricerca per poi estendersi alla dimensione dell’archeologia, dell’avventura, della famiglia e di tutti quei sentimenti universali, quali amore e vendetta, che sono destinati ad essere eterni. L’adattamento cinematografico del ciclo è stato molto voluto da Peter Jackson, qui coproduttore e co-sceneggiatore con le fedelissime Fran Walsh e Philippa Boyens. La regia è stata affidata a un suo collaboratore di vecchia data, quel Christian Rivers che da decenni si occupa degli storyboard per l’autore neozelandese. Macchine mortali è una vera saga letteraria, lo diventerà anche al cinema?

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.