The Front Runner, il film di Jason Reitman, apre il Torino Film Festival

Il Torino Film Festival, edizione 2018, apre i riflettori con un film politico e personale. La storia dell’ex senatore Gary Hart e della sua rinuncia alla corsa presidenziale Usa per un errore commesso. Un film che apre un interessante dibattito sulla figura in generale dell’uomo politico e su quelli che sono i suoi compiti nei confronti dell’opinione pubblica.

The Front Runner
The Front Runner

Uno sport, una missione, un lavoro… che cosa è veramente la politica? La morale di un uomo dipende anche dalle persone che frequenta e magari fuori dal matrimonio? The Front Runner di Jason Reitman è un film avvincente, che tiene lo spettatore incollato allo schermo come fosse un thriller psicologico, invece è una storia di politica, di giornalismo, di uomini comuni. Il caso in questione fa riferimento alla vicenda dell’ex senatore Gary Hart in corsa nel 1988 per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America. Il film The Front Runner uscirà nei primi mesi del 2019 in Italia ed è la straordinaria apertura del 36° Torino Film Festival, inserito nella sezione Festa Mobile.

DA LEONE AD AGNELLO

Nel 1988 la campagna presidenziale americana del senatore Gary Hart va a gonfie vele ma la sua corsa viene interrotta da uno scandalo sessuale: la sua relazione con la modella Donna Rice. Gary Hart è un uomo affascinante, di un certo spessore, molto amato e tanto democratico. Ha una moglie e una figlia e ama in modo smisurato la sua terra. Jason Reitman si ispira al libro All the Truth Is Out di Matt Bai che racconta la terribile frenata politica articolata in tre settimane di campagna elettorale. Il regista mostra un uomo all’apice del successo politico e della gloria e di come da un giorno all’altro il tutto si trasforma in temibile chiacchiericcio fomentato indubbiamente dalla stampa. Gary Hart cade così nell’occhio del ciclone e non avendo altra soluzione se non fare un passo indietro.

The Front Runner
The Front Runner

IL GIORNALISMO “DETTA LEGGE”

The Front Runner è un film dal ritmo veloce che fa venire una voglia pazza di partecipare ad un viaggio per una campagna politica americana. Film come Tutti gli uomini del presidente o Good Night, and Good Luck vengono subito in mente. Il motivo è abbastanza ovvio: tutti e tre mostrano come l’intervento del giornalismo, o il suo accanimento che sia positivo o negativo, è in grado negli Usa di cambiare le sorti di una o più vite. Gary Hart oggi è ancora legato alla moglie che ha tradito, ma alla Casa Bianca, che forse avrebbe meritato più di chiunque altro, non è mai arrivato.

HUGH JACKMAN E VERA FARMIGA AL TOP

I protagonisti di The Front Runner sono interpretati da Hugh Jackman e Vera Farmiga. Due artisti che danno grandissima dignità ai loro personaggi facendosi interpreti oggettivi dei fatti senza mostrare alcuna sentenza sui loro volti. Hugh Jackman è quindi l’uomo politico incapace di accettare che le debolezze dell’uomo nella sua sfera privata possano poi compromettere la sua vita pubblica, soprattutto ad alcuni livelli. Vera Farmiga si conferma sublime caratterista capace con un solo sguardo di farti comprendere ciò che le passa per la testa, come fosse una battuta muta. È lei che soffre per l’atto di tradimento del marito, prova vergogna ma non smette di essere moglie, di stare vicino a lui “nella buona e nella cattiva sorte”. Ma oggi, trent’anni dopo lo scandalo Hart, i confini tra pubblico e privato sono ancora così labili?

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.