Art and experimental film. A Bologna il festival Archivio Aperto

Dal 30 novembre al 3 dicembre un intenso programma di proiezioni in pellicola, talk, installazioni destinati a un’analisi della produzione video di alcuni tra gli artisti sperimentali più interessanti degli anni Sessanta e Settanta

Arnaldo Pomodoro Shaping Negation
Arnaldo Pomodoro Shaping Negation

Salvare dall’oblio le pellicole sperimentali degli artisti degli anni Sessanta e renderle finalmente pubbliche, accompagnando le proiezioni con talk, installazioni e altri momenti di indagine e approfondimento. È uno dei principali meriti del festival Archivio Aperto di Bologna con Art and experimental film, nuova sezione della rassegna dedicata alle sperimentazioni in ambito filmico nell’irripetibile epoca del Super8 (e degli altri formati ridotti).

Fernando De Filippi, Sostituzione, 1974
Fernando De Filippi, Sostituzione, 1974

LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI DI HOME MOVIES

Secondo lo staff di Home Movies, ovvero gli organizzatori del festival, “dalla metà degli anni ‘60 fino alla metà del decennio successivo in Italia un numero crescente di artisti si avvicina al cinema mosso sia dall’esigenza di “uscire dal quadro” che dalla necessità di utilizzare un mezzo dal più alto potenziale comunicativo rispetto alle arti tradizionali. Contemporaneamente film-maker molto giovani provenienti dal mondo amatoriale compiono sperimentazioni via via sempre più radicali nel segno di un’orgogliosa indipendenza dall’industria del cinema. Due binari paralleli”, proseguono da Home Movies, “che talvolta si sono incontrati (e scontrati) ma che hanno contribuito entrambi, influenzando, sul lungo periodo, il cinema mainstream, la comunicazione audiovisiva e il sistema dei media”. Uno degli aspetti più interessanti e utili della rassegna è la tutela – anzi, in molti casi potremmo parlare di vera e propria salvaguardia – di materiali ormai obliati, rintracciati in archivi privati o presso gli studi degli artisti o negli archivi degli stessi, e che dopo diversi decenni tornano ad essere al centro di una riflessione possibile sulle linee di indagine e sulle prospettive di ricerca di quel periodo straordinario per l’arte e la visione in Italia.

Il Quadrato. Definizione di Spazio di Tonino De Bernardi
Il Quadrato. Definizione di Spazio di Tonino De Bernardi

L’AGENDA DELLA QUATTRO GIORNI

È un programma diffuso, che coinvolge non solo gli spazi istituzionali ma anche alcune tra le più attive gallerie d’arte private della città. E già questa sinergia fa bene e regala ulteriore respiro culturale a Bologna. Primo appuntamento da mettere in agenda: venerdì 30 novembre alle 18 al n. 20 di via Sant’Isaia, sede di Home Movies con Il quadrato. Definizione di spazio di Tonino De Bernardi, che narra un anno di vita della figlia Giulietta. Negli spazi di Home Movies, durante i quattro giorni del programma, saranno in mostra i film inediti di Arnaldo Pomodoro girati tra la fine dei Sessanta e l’inizio del decennio successivo nell’Università di Berkeley, dove l’artista insegnava. Alle 21 di venerdì l’appuntamento è alla Galleria de’ Foscherari per un focus su Valentina Berardinone, tra le presenze più attente e sofisticate di quegli anni. Sabato alle 18 l’appuntamento è alla P420 per un focus su Franco Vaccari, con la proiezione della versione integrale de Nei sotterranei, concepito tra il 1966 e il 1967 e che evidenzia come già in quegli anni l’artista riflettesse sulla multimedialità per le sue indagini di natura sociale e antropologica.

Fernando De Filippi, Introspezione,1976
Fernando De Filippi, Introspezione,1976

DE FILIPPI, MULAS, POMODORO E GLI ALTRI

Shaping negation del 1970 è invece il lavoro a sei mani concepito da Francesco Leonetti, Ugo Mulas e Arnaldo Pomodoro che sarà presentato domenica 2 dicembre alle 16 al MAMbo – Museo d’arte moderna di Bologna, con un intervento di Bitta Leonetti, curatrice della Fondazione Pomodoro. Questo lavoro, secondo gli organizzatori del festival “era inizialmente destinato alle gallerie statunitensi, ma a differenza di molte pratiche di registrazione delle immagini artistiche dell’epoca il film non documenta (e nemmeno finge di mostrare) il lavoro manuale dell’artista, ma tenta di astrarne criticamente il significato. Ogni riferimento al periodo presente nel film non è quindi contenutistico, ma simbolico”. Seguirà un incontro con l’artista Fernando De Filippi a partire dalle ore 17, con la proiezione di La rivoluzione privata del 1974, il suo lavoro video più celebre, in cui De Filippi, dopo un lento e approfondito lavoro di maquillage, perde le sue sembianze per assumere sorprendentemente quelle di Lenin. Seguirà la proiezione di tutti i suoi film dell’epoca che non sono stati più proiettati sin dagli anni Settanta, e che sono stati restaurati appositamente per l’occasione: Introspezione (1975, Super 8 – vintage print, 6′); Rosso (1975, Super 8 – vintage print, 3′); Slogan I (1976, Super 8 – vintage print, 7′); Slogan II (1977, Super 8 – vintage print, 4′).

– Lorenzo Madaro

 

homemovies.it

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.