Cinema e letteratura secondo Antonio Monda. Aspettando la Festa del Cinema di Roma

Philip Roth e Renzo Piano, il sogno di portare Cormac McCarthy a Roma, il caso Netflix. Aspettando l’inizio della Festa del Cinema di Roma, dal 18 al 28 ottobre nella Capitale, abbiamo intervistato il direttore artistico Antonio Monda. Su questi e altri temi.

La presentazione della Festa del Cinema
La presentazione della Festa del Cinema

Monda lei si contraddistingue per passare senza soluzione di continuità tra letteratura e cinema – celebri “Le Conversazioni”, gli incontri che lei organizza a Capri, Roma, New York e Bogotà – A suo parere chi potrebbe parlare di letteratura alla “sua” Festa del Cinema?
Purtroppo penso che non riuscirò mai a portare Cormac McCarthy(autore di Non è un paese per vecchi)

C’è qualche autore del passato che le sarebbe piaciuto coinvolgere?
Sicuramente Philip Roth ed Ernest Hemingway, mentre alle conversazioni avrei tanto desiderato avere Jorge Luis Borges.

Quale scrittore avrebbe potuto o può dirigere un film?
Sicuramente Paul Auster, che già lo fa, (Lulu on the Bridge e La vita interiore di Martin Frost) ma penso anche a Jeffrey Eugenides (vincitore del premio Pulitzer per la narrativa nel 2003).

La presentazione della Festa del Cinema
La presentazione della Festa del Cinema

Ricordando Philip Roth lei ha raccontato un incontro, svoltosi nella sua casa di New York, tra l’architetto Renzo Piano e lo scrittore. I suoi due ospiti hanno discusso molto sul poter considerare l’architettura una forma d’arte, hanno anche discusso di cinema?
Si, ne hanno discusso e ne discutevano tanto e spesso, ma avevano gusti differenti, Roth più amante del cinema americano tipo ‘Fronte del Porto’, Piano più legato ai nostri Fellini ed Antonioni.

Durante la conferenza stampa di presentazione della Festa del Cinema ha accennato al ‘caso’ Netflix. Ma sul versante cinematografico è molto attiva anche Amazon e sta prepotentemente entrando in questo mercato anche Apple. Che opinione ha di questo fenomeno?
Bisogna confrontarsi con queste opportunità pur sapendo di perdere qualcosa, il cinema è un’esperienza dallo spirito comunitario, il film è proiettato su uno schermo bianco, in un cinema! Guardandolo in un PCo in un Tableto in TV si perde proprio l’essenza originale del cinema.

Nel frattempo Amazon ha censurato l’ultimo film di Allen…
Sono assolutamente contrario a questa decisione e spero che il film di Allen possa esser visto quanto prima…

Alla Festa del Cinema di Roma si celebra il cinema, il cinema riesce a celebrare sé stesso? È un momento di decadenza o, appunto, di esaltazione?
L’uno e l’altro, è un momento difficile per il cinema e per questo si auto-celebra.

Quanto è importante avere un giusto mix di film ‘impegnati’ e ‘leggeri’?
È fondamentale aver un adeguato bilanciamento, senza i grandi blockbuster da botteghino non ci sarebbero i fondi per produrre film ‘impegnati’, ma bisogna stare attenti perché mentre il blockbuster è costruito ad hoc per il target di riferimento che difficilmente delude al botteghino, i film cosiddetti ‘impegnati’ o – per dir meglio – di qualità, vengon fuori spesso grazie ad una storia particolare ed a chi la riesce ad interpretare. La qualità spesso si ottiene non cercandola.

In Italia abbiamo avuto i cosiddetti b-movie ma anche registi ed attori di caratura internazionale, solo in italia la cinematografia ha toccato i punti opposti e praticamente tutto lo spettro del racconto cinematografico oppure anche altre nazioni?
Assolutamente no, non ne abbiamo il primato o l’esclusiva, pensiamo ovviamente agli USA ma anche a paesi come Francia e Gran Bretagna.

Chiudiamo con un occhio alla tecnologia. Steven Soderbergh ha girato Unsane interamente con iPhone ma poi ha dichiarato di esser perplesso sull’idea di girarne altri, perché non saprebbe come giustificare i budget del cinema. Le grandi produzioni cinematografiche sono ‘drogate’ dal punto di vista economico?
Penso assolutamente di no, certo in ogni sperimentazione ci sono almeno due facce della medaglia e Soderbergh le ha evidenziate, certamente ci sono spese esagerate ma prevalentemente esterne all’ambito delle riprese, del montaggio, e così via.

-Mario Bucolo

 

 

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).