Trapped, la serie tv ambientata in Islanda

È girata in Islanda la serie che ha conquistato il pubblico internazionale. Fra misteri emersi dalla neve e un paesaggio lontano dal concedere sconti.

Trapped
Trapped

È la classica serie con protagonisti le guardie e i ladri. C’è il poliziotto tormentato, c’è un rapporto uomo e donna da ricostruire, c’è l’omicidio, il mistero, una storia di famiglia che ritorna prepotentemente a galla, gli ingredienti fondamentali per uno show televisivo di successo. Sarebbe tutto nella norma se non fosse che Trapped, anche nota come Ófærð, prodotta nel 2016 da RVK Studios, con i suoi dieci episodi, è ambientata in Islanda.
Girata in inglese, islandese e con piccole porzioni di danese, la serie, diretta da Baltasar Kormákur, Baldvin Z, Börkur Sigthorsson, Óskar Thor Axelsson e interpretata da Ólafur Darri Ólafsson nel ruolo di Andri, il capo della polizia, rivela tutte le complessità del Paese e del nord Europa più estremo. A fare da contorno ai misteri c’è un paesaggio inesorabile e crudele che sovrasta tutto e tutti e mette a rischio senza pietà uomini e bambini. Ci sono luoghi nei quali il tempo è differente. In cui si rimane isolati per giorni. E una valanga può cambiare le sorti della giornata. In cui è il sistema ambientale a decidere della tua vita e dei tuoi impegni, a prescindere dalla loro importanza.

PAESAGGIO E MISTERI

Andri lotta contro i banditi, contro tutto questo e contro un passato che, nonostante il suo talento, l’ha allontanato da Reykjavík per portarlo ai confini del mondo. Siamo infatti nei pressi di Siglufjörður, piccolo villaggio di pescatori inurbato – se così si può dire – nel comune di Fjallabyggð, con una coesa comunità disabituata al crimine. Cercatelo sulla carta geografica, lo troverete nel nord est dell’Islanda, affacciato idealmente sulla Groenlandia. Qui il buio è buio e il freddo è gelo e, quando tira il vento, si fa sentire. E in questo scenario ingrato, pieno di contraddizioni, i misteri riemergono da una coltre di neve e può addirittura venir fuori che l’ammazzamento è solo il prologo di un grande traffico proiettato sullo scenario internazionale.
Una serie molto vera, Trapped, tanto che ha conquistato il pubblico di ogni dove. È stata passata (e doppiata) anche in Italia. La produzione ha confermato una seconda stagione che andrà in onda verso fine 2018. Stay tuned.

Santa Nastro

http://rvkstudios.is

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #44

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.