75. Festival del Cinema di Venezia. Il diario del secondo giorno in Laguna

Film in costume e cronache quotidiane, ruoli capovolti e crisi di identità. The Favourite di Yorgos Lanthimos e Real Love di Claire Burger nel diario del secondo giorno di Festival

Venezia75, The Favourite Emma Stone e Yorgos Lanthimos
Venezia75, The Favourite Emma Stone e Yorgos Lanthimos

Sugli schermi del Lido il potere è donna, che poi a girare i film siano uomini è un altro discorso, di cui si è parlato ampiamente nelle polemiche sulle quote rosa tra i registi di Venezia 75

IL RUOLO DELLA DONNA

Venezia75, The favourite
Venezia75, The favourite

Yorgos Lanthimos presenta – in Concorso – The Favourite, un sontuoso film in costume, coraggioso e politicamente scorretto, fatto di donne predatrici e violente, e di uomini in parrucca ad uso tappezzeria. La vicenda storica, il regno della regina Anna e la guerra tra Inghilterra e Francia, è uno sfondo pretestuoso per mettere in scena personaggi multiformi, ambigui e acuti, i cui dialoghi sono un piacere per l’intelletto. Emma Stone è Abigail, una nobile decaduta che tramite sotterfugi, ruffianerie e un viso d’angelo scalerà le gerarchie di corte per contendersi il ruolo di favorita della Regina. Rachel Weitz è Lady Marlborough, la regina-ombra, abile a manipolare con giochi erotici la titolare del trono, fragile, bulimica, malata di gotta e molto sensibile al corpo femminile. La corte è il ricettacolo di ogni perversione e degrado, i nobili in parrucca si dilettano a far gareggiare oche e aragoste, le danze di coppia citano Uma Thurman e John Travolta, gli immensi spazi distorti dalla lente grandangolare sono simbolo di confusione mentale, la fotografia è a lume di candela. Il riferimento a Tarantino, Lynch e Kubrick è un viatico di stile ma anche un esplicito indice di complessità umana. In epoca di #metoo, un tale affresco potrebbe essere letto persino come un affronto: le figure femminili tratteggiate da Lanthimos sono spietate, cattive, intelligentissime, in lotta per un potere fine a se stesso, eppure proporle come semplici esseri umani, cioè come persone prive di tratti di genere, è forse la vera parità. Grandi applausi in Sala Grande per un film che al momento vale l’intera mostra, candidabile ad ogni premio, ad eccezione della Coppa Volpi per l’interpretazione maschile.

IL RAPPORTO UOMO-DONNA

C’est ça l’amour Real Love
C’est ça l’amour Real Love

In Sala Perla la situazione è simile: Real Love, la pellicola di Claire Burger– Giornate degli Autori – non lascia alcuna manovra all’unico protagonista maschile, un marito abbandonato dalla moglie in carriera e bistrattato dalle figlie, ormai privo di ruolo, incapace di trovare un posto accogliente nei nuovi territori del femminile. La fluidità della narrazione e l’alto livello di recitazione sono marchi di piacevolezza del cinema francese, addirittura c’è chi si rilassa così tanto da sbucciare una mela e sgranocchiarla durante la proiezione.

– Mariagrazia Pontorno

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI