Serie tv. Dick e il mondo dell’arte

Richiama i meccanismi del mondo dell’arte la serie tv con protagonista Kevin Bacon, intitolata “I Love Dick”.

I Love Dick
I Love Dick

Nasce dal famoso libro omonimo di Chris Kraus, vero bestseller negli Stati Uniti, in Italia tradotto da pochissimo. La serie tv I Love Dick ha avuto il suo debutto nel 2016, anno in cui è stato rilasciato l’episodio pilota, ma l’intera prima stagione è stata presentata al pubblico su Amazon Prime Video da maggio 2017. Il titolo punta sul gioco di parole tra il nome del protagonista, Dick, e l’organo genitale maschile (dick in inglese).
Dietro a questa commedia che indaga l’annosa e millenaria questione del rapporto uomo-donna (nella società borghese e anche un po’ radical chic), ma anche la questione dei ruoli sociali e la tematica del femminismo, si cela uno scenario per noi molto più interessante. Quello dell’artworld, che torna non solo nelle vicende dei protagonisti, ma anche nell’iconografia cui l’intera serie attinge. Nelle immagini, nelle intro che spesso richiamano alcune particolari pratiche artistiche – dalla performance alla videoarte, dalle pratiche installative alla pittura –, nelle storie di questo gruppo di artisti che seguono il corso del professor Dick, ritornano nomi e situazioni note per un frequentatore assiduo del mondo dell’arte.

UN GRANDE CAST

Ideata da Jill Soloway e Sarah Gubbins, la serie ha anche un grande cast: Dick è interpretato da un incredibile Kevin Bacon, che veste perfettamente il doppio ruolo del macho sexy e dell’artista apparentemente sicuro di sé ma insoddisfatto e sull’orlo di una crisi creativa. Chris, invece, interpretata da Kathryn Hahn, è una donna di quarant’anni insicura, con un matrimonio senza figli e navigato con Sylvere (Griffin Dunne), un matrimonio caratterizzato da una grande intesa intellettuale e scarsa passione. La sua ricerca artistica non è mai decollata e ha subito uno stop. La sua attrazione ossessiva per Dick diventa un modo per riscattarsi come donna, ma anche il cuore di un’operazione artistica. Infine una pièce teatrale. Non mancano i colpi di scena né l’ironia e le situazioni comiche. Mentre Dick, nel frattempo, abbandona lo spazio-museo e attraversa i paesaggi sconfinati del Texas con un’operazione di Land Art.

Santa Nastro

www.primevideo.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #41

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.