The Square: umorismo ed equivoco fanno di Ruben Östlund un grande osservatore

Il film che ha conquistato la giuria di Cannes 70 arriva in sala. Porta sullo schermo l’arte e la crisi dei valori dell’uomo. Fanno parte del cast Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø.

TheSquare set
TheSquare set

Divertente, intelligente, con tanta arte e con un protagonista che rappresenta tutti noi. Arriva nelle sale il film The Square, Palma d’Oro al 70esimo Festival di Cannes, distribuito in Italia da Teodora Film. A firmare la regia è lo svedese che già nel 2014 con Forza Maggiore ha chiarito bene la sua posizione sul forte squilibrio sociale e culturale che vive la società contemporanea. Con The Square porta sul grande schermo la storia di Christian, curatore di un importante museo d’arte contemporanea di Stoccolma. Una mattina come tante, mentre si sta recando a lavoro, soccorre una donna in preda alle urla e poco più tardi scopre di essere stato derubato. In quel momento di distrazione lo hanno privato di telefono e portafoglio. Intanto al museo tutto freme per l’inaugurazione di una mostra che prevede l’installazione dell’opera omonima The Square. Si tratta di un quadrato delimitato da un perimetro illuminato con neon. All’interno di questo quadrato tutti godono degli stessi diritti e doveri. Con i vari mezzi tecnologici Christian riesce a localizzare il suo telefono e su suggerimento di un collaboratore decide di scrivere una lettera in cui reclama gli oggetti rubati. La localizzazione lo porta ad un palazzo per cui si trova costretto a condividere con tutti i condomini la reclama e da qui si innescano una serie di piacevoli (per lo spettatore) sfortunati eventi.

L’EQUIVOCO E LA NATURA DELL’UOMO

TheSquare movie
TheSquare movie

Ruben Östlund con Forza Maggiore aveva dato una immagine di sé fortemente austera e rigorosa, che ribalta con il grande “gioco” che innesca in The Square. Se nel primo caso c’era la valanga a rappresentare i valori della nostra società, qui ci sono la cultura e l’impeto. A rendere prezioso il film non è tanto “l’equivoco” centrale del racconto quanto la possibilità che il regista lascia allo spettatore: quella di “entrare” nel quadrato, prendere parte al gioco e cogliere il più personale significato della storia. La riflessione primaria riguarda l’esistenza dell’uomo, accompagnata da sporadiche performance artistiche. Una delle scene maggiormente coinvolgenti di The Square riguarda l’improvviso arrivo di uno scimmione durante una cena di gala. È un uomo travestito che burla gli invitati e li minaccia. È come se Ruben Östlund volesse giocare con l’aspetto umano e l’aspetto animale di ognuno di noi. Si tratta di un puro e semplice umorismo scorretto e per questo impeccabile. Un film che non poteva non piacere a Pedro Almodovar, presidente di giuria dello scorso Cannes, e che non può non essere visto in sala. Il motivo è molto semplice: dietro Christian, dietro lo scimmione, dietro il furto, dietro l’equivoco si nasconde la natura di ognuno di noi, pregi e difetti inclusi. The Square è stato scelto dalla Svezia per rappresentare il Paese ai prossimi Oscar.

Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.