La ragazza nella nebbia, il nuovo film di Donato Carrisi presentato alla Festa del Cinema di Roma

Tutto ha un senso, anche il male e lo dimostra Donato Carrisi proponendo sul grande schermo un suo grandissimo successo di penna. Un misterioso caso di scomparsa che unisce la ragione alla sete di spettacolarizzazione.

Toni Servillo e Lorenzo Richelmi
Toni Servillo e Lorenzo Richelmi

Una ragazza è scomparsa nella nebbia. La giustizia tenta il suo corso, i media entrano in campo e il crimine diventa un business. Lo scrittore e sceneggiatore Donato Carrisi si mette per la prima volta in gioco dietro la macchina da presa e porta in sala il suo libro noir di successo, La ragazza nella nebbia. Una scelta per nulla scontata e sicuramente inaspettata per i suoi tanti fan che incrociavano le dita di vedere una simile operazione per Il suggeritore (altro grande successo letterario di Carrisi). In pochi sanno che La ragazza nella nebbia nasce come sceneggiatura prima, come libro solo in un secondo momento. Dietro questa prima volta ci sono la Colorado Noir Film e Medusa, che porta il film in circa 400 sale. La ragazza della nebbia è stato anche il film di preapertura della 12esima Festa del Cinema di Roma. Una scelta anche questa per nulla scontata, in quanto si inserisce in quel cinema di genere tanto caro al grande pubblico, ma anche al direttore artistico Antonio Monda e alla presidente di Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis.

SPETTACOLARIZZAZIONE DEL CRIMINE

La storia è ambientata in un piccolo paese di montagna, dal nome inventato Avechot. È una notte di nebbia e uno strano incidente coinvolge un uomo abbastanza conosciuto da quelle parti, per fortuna incolume. Perché i suoi abiti sono sporchi di sangue? L’uomo è Vogel e fino a poco prima era un poliziotto famoso. Un pazientissimo psichiatra lo mette a suo agio per indurlo a raccontare quanto accaduto, e qui la storia ci porta indietro nel tempo, ad alcuni mesi addietro. Quando, due giorni prima di Natale, fra le montagne di Avechot scompare una ragazzina di sedici anni di nome Anna Lou. Dietro la sua scomparsa un mistero più grande di quello che si possa immaginare. Un groviglio di segreti piano piano ricostruisce la verità, ma non quella assoluta. Chi è il colpevole? Cosa è successo veramente alla ragazza? Vogel ha trovato la soluzione a questo mistero? La ragazza nella nebbia è un film di genere che si lega alla tradizione e fa del vintage uno stile di “vita”. Accanto a questo elemento usa una musica altrettanto pulita e classica, con cui nel momento giusto gioca e tenta un riuscitissimo azzardo. Tutto nel film si muove verso una sola direzione: risolvere il caso della scomparsa di Anna Lou. Non si tratta solo di un film e quindi di finzione, si tratta di una analisi sociale e attuale molto più profonda. Dietro a Avechot si nasconde un paesino o una città come ce ne sono a migliaia. Un posto che perde la sua attrazione e con un crimine in atto torna a essere “vivo” e centro di attenzione. E purtroppo sul male c’è chi specula, chi crea spettacolo e chi ne fa un business.

NOIR VINTAGE E DI CLASSE

Donato Carrisi usa la macchina da preso allo stesso modo di come usa la tastiera di un computer. Guida lo spettatore all’interno di uno enigma e lo conduce verso una soluzione. Come fosse un gioco, come fosse una partita a Cluedo, come fosse fantascienza… e invece è molto più che reale! Per la sua prima volta da regista sceglie un cast eccezionale: Alessio Boni perfetto nel suo innocente insegnante di italiano; Toni Servillo nei panni del cinico commissario; Jean Reno in quelli del paziente e silenzioso psichiatra. Accanto a loro Lorenzo Richelmy, Michela Cescon, Galatea Ranzi e Lucrezia Guidone. Tre sono gli elementi essenziali del film, come del libro: la letteratura, la giurisprudenza, la ragione. Su questi tre Carrisi crea un noir che eccellente e d’altronde, proprio come fa dire al suo protagonista, “il buon romanziere sa che come prima cosa deve copiare”. Un indizio: “nella letteratura uccide l’odio, nella vita reale, il più delle volte, il denaro”.

– Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.