Venezia 74: le anime incastrate nel passato di Valentina Pedicini con “Dove cadono le ombre”

Il “piccolo” genocidio svizzero e il rimosso: una pagina di storia sociale e politica che riguarda tantissimi bambini di etnia nomade, gli Jenisch. Sul grande schermo di Giornate degli Autori un film che ha del vero, del dramma e del letterario.

Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini © Carlo Baroncini Photography
Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini © Carlo Baroncini Photography

Lo scorso anno ha trionfato alla Settimana della Critica di Venezia con il cortometraggio Era Ieri. Questa volta Valentina Pedicini torna al Lido con un lungo e in competizione alle Giornate degli Autori della 74 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Dove cadono le ombre è un titolo che indica già il suo essere. Il silenzio è ben comunicato e l’ essenza del film è quasi letteraria, eppure la storia che la Pedicini porta sul grande schermo ha del vero e del dramma. È la storia di due anime bambine incastrate nel corpo di due adulti. Racconta un passato atroce e sofferto, una vita vissuta con rancore e rabbia per il male subito.

LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO QUASI LETTERARIO

Per i corridoi di un ospizio buio e silenzioso si aggirano Anna e Hans. Lei infermiera, lui suo aiutante. Sono due anime perdute e in attesa. In attesa forse di riscatto e comprensione. Tra quelle mura vivono da sempre, sin da bambini. Sin da quando vennero strappati alle loro famiglie e portati in questo luogo che allora era un orfanotrofio. Anna e Hans sono gli unici a essere rimasti lì, inseguito a una serie di sfortunati eventi. Immobili, fermi nel loro drammatico passato senza possibilità o voglia alcuna di scrivere una nuova pagina a colori nella loro vita. Intrappolati tra tempo e spazio fino all’arrivo di una donna anziana dal nome Gertrud. Lei del loro passato conosce molto, forse troppo. L’andamento monotono delle loro giornate assume quindi una piega nuovamente nera, immersa nei ricordi spiacevoli della infanzia. Ricordi di quando quel posto altro non era che un internamento per bambini sottratti alle famiglie jenisch, in cui si conduceva un progetto di eugenetica. Un dramma vivo e vero che tra le inquadrature pulite, ombrose e vuote riempie il tempo con una storia che ha del letterario. Una pagina di cinema giovane ma con una forma ben precisa: il racconto delle anime.

Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini
Dove cadono le ombre, regia di Valentina Pedicini

AL LIMITE CON LA STORIA E LA POESIA

Dove cadono le ombre è ispirato a una storia vera, a settecento storie vere. Valentina Pedicini affronta un racconto cinematografico dando voce a una storia sconosciuta ma così vicina ai confini italiani. Tra il 1926 e il 1986 la Pro Juventute, associazione simile alla Croce Rossa) ha sottratto 2000 bambini alle famiglie jenisch e li ha rinchiusi in ospedali psichiatrici o orfanotrofi. Su questi bambini ha condotto esperimenti scientifici e pratiche mediche violente e brutali come la sterilizzazione. Dove cadono le ombre Valentina Pedicini non è però un film di denuncia, ma di riflessione e conoscenza. Nei panni di Anna c’è Federica Rollini. Giovane dai tratti non propriamente italiani, che si fa reale specchio della storia e nel suo sguardo riesce a racchiudere una serie di sentimenti ed emozioni sempre più contrastanti. Dove cadono le ombre prende ispirazione dalla vicenda di Mariella Mehr, una figlia sottratta ad una donna violentata. È una sopravvissuta! Una donna oramai compiuta, che ha trovato la strada e la salvezza nella poesia e nella letteratura e che porta avanti una lotta contro la Pro Juventute dal 1972.

Margherita Bordino

www.labiennale.org

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.