Serie tv. Gli Anni Ottanta di Hap & Leonard

Sullo sfondo di un Texas dalle vedute tutt’altro che ampie prende forma una serie televisiva di clamoroso successo. Tratta dal ciclo di romanzi di Joe R. Lansdale, “Hap and Leonard” narra le rocambolesche vicende dei due protagonisti, fra voglia di riscatto e fallimento, oltre i limiti della paura.

Hap and Leonard
Hap and Leonard

Sono gli Anni Ottanta in Texas ma l’ambientazione sembra davvero da Far West, in questa serie ironica e sbottonata scritta da Nick Damici e Jim Mikle, sull’adattamento del ciclo di romanzi – nove per l’esattezza – che vedono protagonisti Hap and Leonard, scritti da Joe R. Lansdale tra il 1990 e il 2015.
I due protagonisti sono Hap Collins, bianco, e Leonard Pine, un afroamericano omosessuale veterano del Vietnam. Il primo è interpretato da James Purefoy, il secondo da Michael Kenneth Williams, che tutti gli addicted delle serie tv hanno già amato (alla follia) per i suoi ruoli di Omar Little in The Wire e di Chalky White in Boardwalk Empire. La prima stagione, trasmessa nel 2016 da Sundance Tv in America, è stata un successo, tanto che è già stata riconfermata nel 2017. Tratta dal primo romanzo della serie, Una stagione selvaggia, sarà seguita, nella seconda stagione, dal riadattamento di Mucho Mojo.

LA TRAMA

La storia comincia con l’arrivo in città dell’ex moglie di Hap, Trudy. Trudy è la classica Peggy-Sue dei cartoni animati, la bella e generosa ragazza di campagna americana, bionda, un po’ cotonata, con le forme al posto giusto e il rossetto sempre a posto. Ma è anche la femme fatale dei noir in salsa texana. Approfittando dell’amore, mai dimenticato, di Hap, che comunque è un bravo ragazzo e nemmeno tanto furbo, la giovane caccia i due amici in una serie di guai criminosi, tra una gang di hippy in cerca di denaro e una coppia di serial killer psicopatici che vuole fare la pelle all’intera famiglia. Il tutto per recuperare mezzo milione di dollari, soldi facili facili, eppure pieni di insidie, simbolo del rampantismo degli Anni Ottanta e di un desiderio di ascesa che purtroppo non ha benedetto proprio tutti.
A fare da sfondo a tutta la vicenda, in questo bilanciamento continuo tra sete di riscatto e fallimento, è la storia dei due uomini, l’origine amara e piena di colpi di scena della loro stravagante amicizia, in un Texas che ancora non vede di buon occhio lo sfondamento delle barriere razziali, il loro presente, pieno di degrado e solitudine, che solo il loro rapporto inossidabile può colmare. Oltre l’odio, l’omofobia e la paura.

Santa Nastro

www.sundance.tv/series/hap-and-leonard

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.