I vichinghi alla conquista della televisione

Due serie televisive catapultano gli spettatori nei meandri del IX secolo dopo Cristo, raccontando le imprese di vichinghi e sassoni. Tra storia e rimandi all’attualità.

Vikings
Vikings

Lui si chiama Ragnar Lothbrok ed è il protagonista di una serie tv canadese-irlandese, Vikings, che ha letteralmente conquistato i fan. Nata nel 2013 dalla penna di Michael Hirst per essere una miniserie per gli History Channel del Nord America, ha avuto un tale successo da essere infatti riconfermata più volte (ed è ancora in produzione).
Ragnar e il suo universo nascono dall’incrocio felice tra vicende storiche ben documentate e i miti raccontati nelle saghe islandesi e danesi. Novello Ulisse nordico, il protagonista sfida il potere consolidato per spingersi con i suoi uomini alla conquista di nuove terre sconosciute, l’anglosassone Northumbria, per seguire virtute e canoscenza, ma anche per cercare “un posto al sole”. È un viaggiatore, è un sognatore, ma è anche un uomo che vuole cambiare il corso degli eventi e che crede nel progresso. È disposto ad approfondire e rispettare una nuova fede e vede nel futuro del suo popolo l’agricoltura stanziale invece del saccheggio nomade.
Strategia politica e introspezione completano questo difficile personaggio interpretato con maestria dal bravissimo attore e modello Travis Fimmel in un’epopea (molto attuale) di grande profondità umana che si svolge tra più generazioni.

DALLA PARTE DEI SASSONI

A Vikings può fare da pendant la serie televisiva britannica The Last Kingdom, prodotta dalla BBC nel 2015. Siamo sempre nel IX secolo, qui però la lotta tra danesi e sassoni nelle terre di Northumbria non è più raccontata dal punto di vista dei barbari, quanto da quello dei sassoni.
Il protagonista, Uhtred di Bebbanburg, nella bella storia tratta da una novella di Bernard Cornwell, è il figlio di un nobile sassone morto in battaglia. Il bambino viene cresciuto dai danesi come un figlio e ne impara gli usi, i costumi e l’arte della guerra. Cresciuto, tuttavia, torna in Inghilterra a cercare le sue origini e per riprendere i suoi possedimenti.
Come Ragnar, anche Uhtred è l’uomo del futuro, il punto d’incontro tra due culture che cercano la supremazia e che altrimenti non potrebbero comunicare.

Santa Nastro

www.history.com/shows/vikings
www.bbcamerica.com/shows/the-last-kingdom

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #34

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.