L’89esima cerimonia dei premi Oscar vedrà in platea alcuni tra i volti più amati del cinema americano. Tra di loro un italiano premiato alla Mostra di Venezia e alla Berlinale, che potrebbe ritirare una statuetta d’oro per un’isola, Lampedusa. Per i suoi abitanti e i suoi “naufraghi”. Ecco cosa aspettarsi dalla notte del 26 febbraio 2017.

Il 24 gennaio a Los Angeles sono state annunciate le tanto attese candidature agli Oscar. Per la 89esima edizione il film in lizza è La La Land di Damien Chazelle con quattordici nomination – tra cui miglior film, miglior attore e miglior attrice protagonista –, seguito da Arrival di Denis Villeneuve e Moonlight di Barry Jenkins, entrambi con otto candidature. E poi c’è l’Italia con l’Orso d’Oro della Berlinale 2016, ovvero Fuocoammare di Gianfranco Rosi proposto tra i migliori documentari. La cerimonia di premiazione si terrà al meraviglioso Dolby Theatre di Los Angeles il 26 febbraio 2017. A condurre la serata è stato chiamato Jimmy Kimmel, con un cachet di 15mila dollari. Sarà una notte, quella italiana, di grande palpitazione! Una curiosità tra tutte: Meryl Streep raggiunge la sua ventesima candidatura per la migliore interpretazione femminile con Florence di Stephen Frears e segna il record di nomination.

IL CASO LA LA LAND

Nella storia del cinema statunitense fino a oggi solo Eva contro Eva e Titanic hanno raccolto quattordici candidature agli Oscar. A loro si aggiunge La La Land. Un film che si annunciava “da Oscar” già dalla sua prima visione mondiale avvenuta all’apertura della 73esima Mostra del Cinema di Venezia. Osannato dalla critica e in particolare da quella italiana, è uscito in sala il 26 gennaio. Belle musiche, bei colori, bella idea e bravi tutti… senza alcun dubbio. Anche se qualcuno ha sollevato un polverone di critica negativa: c’è chi ha trovato il film noioso, non eccellente la parte canora di Ryan Gosling ed Emma Stone, e chi ha pesantemente criticato l’uso della parola “jazz”. Un uomo bianco spiega a un nero che cosa è il vero jazz e la musica è più fusion che puro jazz, è l’attacco di alcuni. Fatto sta che in Rete, più precisamente su Facebook, critici e influencer si “bastonano” a suon di pareri pro o contro La La Land che sì, con molta probabilità, porterà a casa tutte e quattordici le statuette.

Gianfranco Rosi, Fuocoammare (2016)
Gianfranco Rosi, Fuocoammare (2016)

FUOCOAMMARE. FILM O DOCUMENTARIO

Il regista Paolo Sorrentino, premio Oscar con La Grande Bellezza, lo scorso settembre ha contestato la candidatura del film di Gianfranco Rosi a rappresentare l’Italia davanti all’Academy per la categoria Miglior Film straniero. Fuocoammare, osannato da tutti gli addetti ai lavori, nel Belpaese ha guadagnato poco meno di 800mila euro e all’estero è stato un assoluto flop al box office. Dimostrazione della crescente distanza tra critica e pubblico, tra film e documentario. “Scelta masochista”, aveva commentato Paolo Sorrentino e infatti Fuocoammare è stato escluso dalla cinquina dei film stranieri e inserito in quella dei documentari. E pensare che Lo chiamavano Jeeg Robot, opera prima di Gabriele Mainetti, avrebbe potuto farcela! Un’occasione mancata per l’Italia.

TRUMP VS FARADI

Il regista iraniano Asghar Farhadi ha ricevuto una nomination all’Oscar per il film Il cliente, come Miglior Film straniero, e ha dichiarato che non parteciperà alla serata degli Academy Awards. Perché? Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tra le varie decisioni prese in pochi giorni, ha firmato l’ordine esecutivo per sospendere per quattro mesi l’ingresso negli Stati Uniti ai rifugiati e per tre mesi ai cittadini – anche se provvisti di green card o di doppia cittadinanza – di Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Tutti Paesi a prevalenza musulmana. L’Academy, di fronte a ciò, non ha taciuto e in una nota ufficiale scrive: “L’Academy celebra i grandi risultati nell’arte cinematografica, che ha come obiettivo il superamento dei confini per parlare al pubblico di tutto il mondo, senza differenza di nazionalità, di etnia o di religione. Come sostenitori dei cineasti – e dei diritti umani di tutte le persone – in tutto il mondo, troviamo molto problematico il fatto che Asghar Farhadi, il regista del film iraniano vincitore dell’Oscar “Una Separazione”, assieme al cast e la troupe del film nominato all’Oscar di quest’anno “Il Cliente”, possano subire il divieto di ingresso nel Paese a causa della loro religione e del paese da cui vengono”.

Tom Ford – Animali notturni (2016)
Tom Ford – Animali notturni (2016)

GLI ESCLUSI

Fra i nominati, l’Academy ha dimenticato però qualcuno, prima tra tutti Amy Adams. L’attrice è stata acclamata per la sua interpretazione in Animali Notturni, ma ancor di più in Arrival. Si spera che il suo non sia un destino “alla Leonardo Di Caprio”: già nominata diverse volte – cinque in passato –, non ha mai ottenuto un Oscar. Tra gli esclusi ci sono anche Deadpool, il cinecomic di Tim Miller su cui in molti erano pronti a scommettere, visti gli innumerevoli premi della critica internazionale, e Sully di Clint Eastwood, grande successo di botteghino e grandi plausi per il suo protagonista Tom Hanks. Sono rimasti fuori anche grandi maestri come Woody Allen con il tanto caro Cafè Society e prima prova con il digitale, e Martin Scorsese con il tanto bramato Silence – film purtroppo non capito –, che è riuscito a portare sul grande schermo dopo venticinque anni e si è rivelato un triste flop al botteghino.

– Margherita Bordino

www.oscars.org/oscars

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.