Gianfranco Rosi trionfa alla Berlinale con Fuocoammare. Orso d’Oro per il miglior film, a tre anni dal Leone d’Oro veneziano per Sacro Gra

Era l’unico italiano in concorso quest’anno alla Berlinale, ma era quello giusto. Nel festival cinematografico più politico, torna a vincere Gianfranco Rosi, dopo aver ricevuto nel 2013 il Leone D’Oro per Sacro Gra. Rosi, nato in Eritrea, diplomato alla New York University Film School, cittadino italiano e statunitense, aveva raccontato l’India dei barcaioli (Boatman), il deserto americano dei drop-out (Below Sea Level), il Messico dei killer […]

Era l’unico italiano in concorso quest’anno alla Berlinale, ma era quello giusto. Nel festival cinematografico più politico, torna a vincere Gianfranco Rosi, dopo aver ricevuto nel 2013 il Leone D’Oro per Sacro Gra. Rosi, nato in Eritrea, diplomato alla New York University Film School, cittadino italiano e statunitense, aveva raccontato l’India dei barcaioli (Boatman), il deserto americano dei drop-out (Below Sea Level), il Messico dei killer del narcotraffico (El Sicario, Room 164), la Roma del Grande Raccordo Anulare (Sacro Gra). L’anno scorso si è trasferito a Lampedusa per un anno intero ad osservare il confine più simbolico d’Europa. E per raccontare la storia ha scelto di seguire un giovane lampedusano di 12 anni.

DEDICATO A CHI ARRIVA A LAMPEDUSA E A CHI CI VIVE
Fuocoammare parla di Samuele, un bambino normale, che ama tirare con la fionda e andare a caccia, ma che è al contempo testimone di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi. Il film era rientrato tra i papabili di Berlino 2016 sin dalla prima proiezione. Il regista, ritirando il Premio, ha commentato: “Il mio pensiero va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza, e alla gente di Lampedusa che da venti/trenta anni apre il suo cuore a chi arriva. L’Italia ha fatto tantissimo per venti anni, ha fatto da sola, ora non è più il momento di agire singolarmente“. Nei video, la conferenza berlinese e il trailer del film.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.