Tim Burton torna al fantasy. E sceglie un castello in Belgio come location del nuovo film

Una parte delle riprese di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali si è svolta nel castello privato di Torenhof, a 10 km da Anversa. Un’occasione per vedere un luogo solitamente inaccessibile al pubblico

Il castello in Belgio location di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali

È nei pressi di Anversa – la patria del maestro fiammingo Pietro Paolo Rubens, protagonista nel 2018 di un grande evento espositivo – la magica casa che dà il titolo al nuovo film di Tim Burton, Miss Peregrine e la casa dei bambini speciali e che segna il grande ritorno dell’eccentrico regista statunitense alle storie di personaggi bizzarri e molto singolari. “Dava proprio la sensazione di essere una casa per ragazzi speciali”, afferma Burton. “Aveva un’aria un po’ logora ma al tempo stesso confortevole e accogliente. Sembrava un posto in cui ai ragazzi sarebbe piaciuto vivere”. A circa dieci chilometri a nord di Anversa, esattamente nel comune di Brasschaat, è possibile, infatti, ritrovare il Kasteel Torenhof, location di una parte delle riprese del nuovo film di Tim Burton – attualmente nelle sale dei cinema italiani – in cui il regista torna a raccontare una vicenda dai contorni fantasy – quella ispirata dall’omonimo bestseller di Ransom Riggs, su un gruppo di ragazzi dotati di caratteristiche e poteri speciali -, dopo il biografico Big Eyes, la vera storia della pittrice Margaret Keane interpretata da Amy Adams. Originariamente di proprietà di un noto produttore di biscotti e, quindi, non visitabile dal pubblico, la casa aveva la giusta “personalità” – così le sue stesse parole – per diventare la perfetta dimora di Miss Peregrine, la tutrice dell’orfanotrofio dove sono ospitati i ragazzi. “Tim voleva che assomigliasse a una casa” ha dichiarato lo scenografo Gavin Bocquet. “Ma la maggior parte di quelle che avevo visto prima di raggiungerlo non davano affatto quella sensazione, troppo cittadine o simili ai castelletti cui siamo abituati, non come quelli del Belgio”.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).