Una nuova serie tv firmata dagli artisti Invernomuto. Ecco le prime immagini

Si presenta a Milano da Gluck50, ed è frutto di una residenza del duo artistico a Milano. Narra in tre lingue del conflitto tra gli abitanti di un piccolo paese e una comunità Maori – rasta in Nuova Zelanda

Invernomuto, Calendoola, set photo, 2016, courtesy of the artists and Gluck50, ph Matt Anna Adamo (4)
Invernomuto, Calendoola, set photo, 2016, courtesy of the artists and Gluck50, ph Matt Anna Adamo (4)

È una serie tv, o meglio è un’opera che si serve dei meccanismi narrativi della serie tv per creare un racconto tra reale e finzionale. Con l’episodio pilota dal titolo Calendoola si presenta il 6 dicembre in anteprima nazionale negli spazi milanesi di Gluck50 Utu, nuovo progetto firmato da Invernomuto nato da una residenza negli stessi spazi di Gluck50, dove è stato interamente girato. Molto prolifica, la coppia Invernomuto, ovvero Simone Trabucchi e Simone Bertuzzi, che solo la scorsa primavera usciva nelle sale con Negus, il racconto di un’Africa che parlava di colonialismo, con un’attenzione particolare per quello italiano e per la sua presentazione esterna, dai film di propaganda alle retoriche fasciste fino a quelle del primo e del secondo dopoguerra. La storia culminava in un lungometraggio che andava ad aggiungersi alla lunga serie di mostre, installazioni, percorsi sonori e visivi realizzati sotto lo stesso nome

LA TERRA PROTAGONISTA
Calendoola si ispira invece liberamente alla trilogia di reportage Ngati Dread del giornalista Angusl Gillies, che racconta gli eventi accaduti nella cittadina di Ruatoria in Nuova Zelanda tra il 1985 e il 1990, la lotta tra gli abitanti di un piccolo paese e un gruppo di rasta Maori. Il tema è eterno e ha molta letteratura alle spalle, ma vale sempre la pena di raccontarlo anche perché torna ad essere sempre molto attuale: noi e gli altri, noi e gli invasori, loro, coloro che vengono a invadere la nostra terra, le prospettive di una nuova terra, le relazioni umane e sociali di chi lascia invece che le storie si intersechino. E la terra, che da sola diventa dispositivo e protagonista del conflitto, è il vero soggetto da raccontare. L’intera storia è narrata attraverso una messa in scena portata al parossismo dalla post-produzione che rende il tutto ancora più complesso, dando alla cronaca dei fatti accaduti – prima prova narrativa e finzionale di Invernomuto – un’immagine irreale e surreale. Il film è recitato in tre lingue: italiano, inglese, spagnolo, e comprende diversi spaccati performativi, in puro stile Invernomuto. Noi ne vediamo alcuni still in anteprima…

Santa Nastro

Presentazione: martedì 6 dicembre 2016 – ore 18
Gluck50
Via Cristoforo Gluck, 50 – Milano
www.gluck50.com

Le proiezioni si terranno nei seguenti orari: 18.00, 18.45, 19.30, 20.45; prenotazione obbligatoria: [email protected] 

 

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.