Il live film di 35 ore del Live Arts Week sepolto al termine del Festival

“Temporali” è un live film di 35 ore del collettivo Lele Marcojanni che racconta le azioni performative della decima edizione di Live Arts Week. Il film è stato sepolto nel parco dove si è svolto il festival, magari in attesa di essere ritrovato tra decenni o secoli

Michele Di Stefano - Uno stato eternamente nascente: (produzione Xing/Live Arts Week e KLm, 2021), fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing
Michele Di Stefano - Uno stato eternamente nascente: (produzione Xing/Live Arts Week e KLm, 2021), fotografo Luca Ghedini, courtesy Xing

Un’operazione filmica del tutto sperimentale, una proposta unica nel suo genere: Temporali è un Live Film di 35 ore realizzato dal collettivo Lele Marcojanni che dal 19 al 27 giugno ha seguito e registrato l’andamento delle 9 giornate del festival Live Arts Week promosso da Xing, pensando tuttavia il documentario finale per una fruizione ed un pubblico molto particolari. Il film, infatti, è stato al termine della manifestazione sepolto nel parco di Bologna dove si è svolto il tutto. Siamo nel Quartiere Barca, lungo le sponde del fiume Reno, un ‘terzo paesaggio’ di canneti, savana e macchia suburbana di più di 20.000 mq. La decima edizione del festival ha immaginato forme performative non circoscrivibili, eliminando i filtri sociali e ottenendo un risultato corale e sperimentale. 

TEMPORALI: STORIA DI UN FILM PER I POSTERI 

Le nove giornate di festival sono confluite – in un’operazione autoriale e in una formula originale di filmmaking – nel live film di 35 ore, manipolato in diretta dal collettivo Lele Marcojanni. Tuttavia, questa preziosa testimonianza è scomparsa alla fine del festival: l’hardisk con il suo contenuto è stato infatti sepolto nel parco dove si è svolto l’evento: chissà che non possa essere dissotterrato tra decenni o secoli, quando il festival e la vita presente potrebbero essere solo una memoria lontana. Così Flavio Perazzini ha raccontato il progetto ad Artribune:Temporali nasce come atto performativo prolungato nel tempo, abbracciando una pratica estemporanea di scelta immediata del punto di vista, in un approccio narrativo ed emotivo. L’opera filmica di 35 ore è stata concepita per essere vista mentre accadeva, in diretta nel suo farsi, in tempo reale. Un’opera nata per essere effimera: è stata sepolta quando ha smesso di accadere. Ora Temporali si trova sottoterra, in un campo lungo il fiume Reno. La pratica che ha portato allo sviluppo quotidiano del film, con riprese di 4 ore al giorno, è stata incentrata sull’immediatezza e sull’estemporaneità anche delle dinamiche relazionali ed emotive che venivano a crearsi: LeleMarcojanni (Elena Mattioli e Flavio Perazzini) ha iniziato il Film con una crew di due persone per concluderlo con il contributo di più di 16 persone, fra artisti e tecnici”.

  

LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL GIANNI PENG 

Live Arts Week, con il suo nome alternativo Gianni Peng, rispecchia l’evoluzione del festival, nato nel capoluogo emiliano 10 anni fa. I direttori artistici Silvia Fanti e Daniele Gasparinetti, fondatori di Xing, hanno per l’edizione 2021 coinvolto più di 50 artisti nella ricerca di nuovi possibili formati per le arti performative. A dare l’avvio al festival è stato UFO garage bar/band, un progetto a più mani: il bancone di un Bar, ideato dal designer Canedicoda, a forma di oggetto volante e privo di gambe, che doveva essere sostenuto dai presenti per restare in piedi. Molti gli artisti coinvolti per l’edizione del decennale, da Isabella Mongelli a Invernomuto, da Kinkaleri a Jacopo Benassi. Quasi tutti i lavori, concepiti ad hoc, si sono svolti in forma processuale di apparizione e sparizione. “In questa ottica”, ha spiegato ad Artribune la direttrice Silvia Fanti, “lo spettatore si è trasformato in visitatore: non c’è consumo di un prodotto dimostrativo ma un campo condiviso dove si sono misurate delle relazioni. Ogni progetto ha un suo ritmo e un gradiente di attenzione. Il festival si è rivelato un sistema di presenze, sottrazioni e aggregazioni di varie intensità, non legate all’imperativo di dimostrare”.

Giorgia Basili 

www.liveartsweek.it

Evento correlato
Nome eventoLive Arts Week 2021
Vernissage19/06/2021
Duratadal 19/06/2021 al 27/06/2021
Genereperformance - happening
Spazio espositivoLUNGO RENO
IndirizzoVia Chiarini 6 (Quartiere Barca) - Bologna - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.