Come pesci in un acquario. La mostra di Luca Sivelli a Cosenza

“Nice People Nice Party” al BoCs Museum di Cosenza è un viaggio lungo un anno durante il quale Luca Sivelli ha osservato i comportamenti di una colonia di pesci in un acquario valutando le similitudini con l'organizzazione sociale degli esseri umani


Il 28 gennaio 2023 il BoCs Museum di Cosenza diretto da Marilena Cerzoso ha aperto le porte al pubblico per il terzo appuntamento del progetto Ceilings in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Protagonista della mostra immersiva è Luca Sivelli (Napoli, 1974) che, dopo un ventennio trascorso al fianco di Luigi Moio nel duo artistico Moio&Sivelli, presenta al pubblico un lavoro personale che dà spessore e rilievo al suo lungo percorso di artista visivo e videomaker. Nice People Nice Party è un viaggio lungo un anno nell’arco del quale Sivelli ha osservato i comportamenti di una colonia di pesci in un acquario valutando le sorprendenti similitudini tra il comportamento dei pesci, le loro reazioni a determinati stimoli e l’organizzazione sociale degli esseri umani.

Luca Sivelli, YOU CAN TOUCH THIS, alghe disidratate, contenitore in cristallo, tavolino in resina, 120x50x50 cm. Photo Alessandro Tarantino

Luca Sivelli, YOU CAN TOUCH THIS, alghe disidratate, contenitore in cristallo, tavolino in resina, 120x50x50 cm. Photo Alessandro Tarantino

LA MOSTRA DI LUCA SIVELLI A COSENZA

Nella grande sala buia del BoCs un acquario vuoto e in modalità total black è situato al centro, appena dietro è posto un grande schermo in alta definizione in cui viene riprodotto il video creato con minuzioso e appassionato lavoro. Il risultato è immersivo: l’osservatore entra in una dimensione altra in cui i suoni sono alterati così come la vista. Attraverso l’acqua lo schermo della videoinstallazione risulta infatti trasformato, restituendo la sensazione dell’immersione.
Sivelli nel suo esperimento social-subacqueo ha creato e riprodotto tre diverse situazioni tipiche dell’organizzazione umana: la discoteca, il cinema e una mostra fotografica. La reazione dei pesci è stata romantica e sorprendente: si sono riconosciuti, osservati, nascosti, allontanati e poi ritornati gli uni verso gli altri, spinti dalla curiosità.
Sulle pareti sono esposte tele realizzate con rifiuti organici prodotti dai pesci, spennellati e applicati su fondo bianco. Una melodia sinuosa di segni più o meno marcati, più o meno intensi che evocano il movimento delle onde e quello delle conchiglie sul fondale sabbioso, la fluidità dello scorrere. Una grande ciotola bianca contenente materie di scarto disidratate invita all’esplorazione sensoriale tattile amplificando la sensazione di essere immersi in un mondo parallelo eppure così vicino a quello umano.

Manuela Barbato

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Manuela Barbato

Manuela Barbato

Dottoressa di ricerca in Filosofia Politica e critica di Arti Performative si occupa soprattutto di danza in tutte le sue declinazioni in un lavoro fatto di scrittura, critica e programmazione artistica. È programmatrice e direttrice artistica al Teatro Bellini di…

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