Una grande volta in ferro e vetro che lascia passare la luce del sole dentro la sala spettacoli: è questa la particolarità architettonica che rende il Teatro Carlo Goldoni di Livorno, progettato da Giuseppe Cappellini e inaugurato il 24 luglio 1847, unico nel panorama dei teatri storici europei. Per celebrare i suoi 180 anni, la Fondazione Goldoni ha lanciato la call internazionale 180 anni del Teatro Goldoni – Il Teatro della Luce, un bando aperto fino al 1 novembre ad artisti, collettivi e curatori senza limiti di età o nazionalità per realizzare un’opera site-specific, dedicata proprio al celebre velario. L’opera vincitrice sarà inaugurata il 24 luglio 2027 ed entrerà a far parte del patrimonio permanente della Fondazione omonima, ponendo le basi per una fruizione diurna dell’edificio, oltre la sola programmazione serale.

La storia del Teatro Carlo Goldoni di Livorno
Inaugurato a metà dell’Ottocento come “Teatro Leopoldo” in omaggio al Granduca di Toscana, lo stabile prende il nome di Carlo Goldoni dopo l’Unità d’Italia per sottolineare il suo legame con la città: proprio qui il commediografo veneziano decide di abbandonare l’avvocatura per dedicarsi interamente al teatro. La sua costruzione risponde alla rapida crescita culturale ed economica della Livorno dell’epoca, presentandosi fin da subito come un’opera pionieristica: l’ossatura portante in ferro e la copertura trasparente rappresentano una sfida ingegneristica per l’architettura italiana del tempo. Nel corso di quasi due secoli, il Goldoni attraversa i passaggi chiave della storia nazionale e cittadina: dai grandi cartelloni lirici ottocenteschi, che vedono il sodalizio con Pietro Mascagni e il debutto della Cavalleria rusticana nel 1890, fino a eventi storici di portata nazionale, come il Congresso Socialista del 1921 da cui nasce il Partito Comunista d’Italia. Sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e a lunghi periodi di chiusura nel secondo Novecento, il teatro è oggetto di un imponente restauro conservativo e riapre ufficialmente i battenti nel 2004.

Lo studio tecnico per il Teatro della Luce
Alla base della call c’è uno studio tecnico-scientifico dell’architetto Giulio Camiz, che ha analizzato come la struttura vitrea rifranga e diffonda la luce naturale nelle diverse ore del giorno e nelle varie stagioni. Agli artisti viene chiesto di misurarsi con questo equilibrio mutevole tra architettura e tempo, proponendo un intervento visivo capace di integrarsi nella sala senza intaccarne l’integrità. “Con questo progetto vogliamo aprire le porte del Teatro ad artiste e artisti di ogni provenienza e disciplina”, spiega Massimiliano Mautone, direttore amministrativo della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e ideatore dell’iniziativa. “L’obiettivo di questo percorso è semplice: dare spazio all’immaginazione e all’importanza che la luce riveste in questo luogo – e che riveste, ogni giorno, anche nelle nostre vite. È questo, in fondo, il senso del Teatro della Luce”.

Il bando per il Teatro della Luce di Livorno: giuria internazionale e budget
A valutare le proposte sarà una commissione di gran livello guidata da Vincenzo Farinella (direttore scientifico dei Musei Civici di Livorno) e composta da Andrea Lissoni (direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco ed ex senior curator della Tate Modern), Cristiana Perrella (direttrice del MACRO di Roma ed ex direttrice del Centro Pecci di Prato) e dal sindaco di Livorno Luca Salvetti. Al progetto selezionato andrà una fee di 15mila euro, a cui si aggiunge un budget di produzione e allestimento – gestito direttamente dalla Fondazione – che potrà arrivare fino a 20mila euro. I lavori di installazione si terranno tra il 1° e il 22 luglio 2027, in vista del taglio del nastro ufficiale nel giorno del centottantesimo anniversario del teatro.
Claudia Giraud
180 anni del Teatro Goldoni – Il Teatro della Luce
Bando aperto fino al 1 novembre 2026
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