Immagini, archivi e culture del presente da scoprire in 7 nuovi libri 

Fotografia, filosofia, attivismo. Ma anche cimiteri, hip-hop e cultura visuale degli ultras: la nostra selezione dei nuovi libri di questo mese è variegata e tutta da scoprire (e da leggere)


Fotografia, attivismo visuale, cultura hip hop, mondo ultras, viaggi letterari e grandi archivi: le novità editoriali raccolte in questa selezione attraversano ambiti molto diversi, ma condividono una stessa attenzione per le immagini e per i modi in cui costruiscono memoria, identità e appartenenza. Dai materiali anonimi della fotografia vernacolare agli strumenti tecnici degli Alinari, dalla Palestina osservata attraverso la visual culture alle storie dell’hip hop italiano, fino ai simboli della curva e a una Svizzera raccontata attraverso i suoi cimiteri illustri, questi libri mostrano come la cultura visiva continui a essere uno spazio privilegiato per leggere il presente. Sono saggi, reportage, libri fotografici e narrazioni ibride che invitano a guardare oltre la superficie: dietro un’immagine trovata, una lastra di vetro, un video rimosso dai social, una sciarpa ultras o una fotografia di strada si nascondono storie collettive, conflitti, pratiche di resistenza e forme inattese di bellezza. Una serie di letture recenti per chi cerca nell’editoria non solo aggiornamento, ma strumenti per comprendere meglio ciò che vediamo ogni giorno.

Dario Moalli

Michel Foucault – Storia della verità. Corso all’Università di Buffalo marzo-aprile 1972

Non tutti gli inediti hanno lo stesso peso: alcuni aggiungono un tassello laterale, altri permettono di osservare un pensiero nel momento in cui prende forma. Storia della verità, che raccoglie il corso tenuto da Michel Foucault all’Università di Buffalo tra marzo e aprile 1972, appartiene chiaramente alla seconda categoria. È un libro importante perché intercetta Foucault in una fase decisiva, mentre il suo lavoro si sta spostando sempre più verso la genealogia dei saperi, delle istituzioni e dei rapporti tra verità e potere. Il titolo, essenziale e vastissimo, indica un problema che attraverserà tutta la sua opera successiva: la verità non come entità astratta da contemplare, ma come costruzione storica, come prodotto di pratiche, conflitti, dispositivi, forme di sapere e rapporti di forza. Foucault mostra come ciò che una società riconosce come vero non nasca mai in uno spazio neutro, ma dentro sistemi giudiziari, rituali religiosi, regolazioni sociali, strategie politiche, forme di disciplinamento e possibilità di resistenza. Particolarmente interessante è il percorso attraverso il mondo greco e il medioevo occidentale, dove il filosofo individua alcuni passaggi fondamentali nella formazione dei rapporti tra sapere, potere e soggettività. Il libro permette così di entrare nel laboratorio foucaultiano prima che molti di questi materiali vengano rielaborati, trasformati o abbandonati nei corsi e nei volumi successivi. Proprio per questo non è soltanto un documento per specialisti: è una chiave d’accesso preziosa alla coerenza profonda del suo pensiero.

Michel Foucault – Storia della verità. Corso all’Università di Buffalo marzo-aprile 1972
Einaudi, 2026
356 pp., € 25

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
7 nuovi libri, Michel Foucault – Storia della verità. Corso all’Università di Buffalo marzo-aprile 1972
Michel Foucault – Storia della verità. Corso all’Università di Buffalo marzo-aprile 1972

Fabio Castelli – Fotografia anonima. Vernacolare, orfana o trovata

Ci sono immagini che sembrano nate per restare ai margini: fotografie senza autore riconosciuto, album dispersi, scatti familiari, immagini trovate nei mercatini o riemerse da archivi privati. Fotografia anonima. Vernacolare, orfana o trovata parte da questo territorio fragile e affascinante per chiedersi che cosa accada quando una fotografia priva di firma entra nel campo dell’arte, del collezionismo e della cultura visiva. Il volume di Fabio Castelli ha il merito di affrontare la fotografia anonima non come curiosità laterale, ma come ambito autonomo di ricerca. Vernacolare, orfana, trovata: tre parole che indicano condizioni diverse, ma unite da una stessa instabilità. Chi ha prodotto quelle immagini? Per quale uso? Che cosa resta del loro significato quando vengono separate dal contesto originario? E soprattutto: chi decide, oggi, che cosa abbia valore? La parte più interessante del libro sta nel tentativo di dare ordine a un campo ancora mobile, attraverso un manifesto in otto punti, un periodo storico di riferimento, un glossario operativo e una riflessione sui processi di riconoscimento economico e culturale. Non è un manuale definitivo, ma una prima messa a fuoco, dichiaratamente aperta, di un patrimonio visivo sterminato, spesso escluso dalle grandi narrazioni della fotografia proprio perché anonimo, domestico, ordinario, non autoriale.

Fabio Castelli – Fotografia anonima. Vernacolare, orfana o trovata
Seipersei, 2026
104 pp., € 29

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
7 nuovi libri
Fabio Castelli – Fotografia anonima. Vernacolare, orfana o trovata

Rosa Matteucci – Svizzera. Il tempo è galantuomo

Un viaggio nei cimiteri può sembrare, a prima vista, un itinerario controtempo. E invece Svizzera. Il tempo è galantuomo trasforma proprio questa geografia della memoria in una forma laterale e acutissima di attraversamento culturale. Rosa Matteucci costruisce una cronaca di pellegrinaggio tra sacro e profano, seguendo le tracce di figure illustri sepolte nella Confederazione: poeti, scrittori, religiosi, pittori, sportivi, filantropi, protagonisti del cinema, della moda e della psicoanalisi. Il libro si muove tra tombe, paesaggi, soste e deviazioni con un tono che promette di essere insieme elegiaco e ironico. Dalla tomba di Rainer Maria Rilke a Raron fino a Zurigo, dove riposa Carl Gustav Jung, il percorso diventa un modo per interrogare non solo i grandi nomi della cultura europea, ma anche il modo in cui un Paese conserva, ordina e racconta i propri morti. La Svizzera che emerge non è quella levigata del cliché, ma un territorio più ambiguo, dove l’esattezza apparente lascia filtrare rivelazioni, dettagli minimi e straniamenti improvvisi. Particolarmente interessante è l’incontro tra la scrittura di Matteucci e le immagini di Louis De Belle. Il volume, pubblicato da Humboldt Books nella collana Kosmos, sembra collocarsi in quella zona ibrida in cui reportage, letteratura di viaggio, fotografia e microstoria culturale si contaminano. I cimiteri diventano così luoghi di osservazione del presente: non soltanto spazi di commemorazione, ma archivi all’aperto, dispositivi narrativi, mappe affettive di un’Europa colta nella sua relazione con il tempo, la fama e l’oblio.

Rosa Matteucci – Svizzera. Il tempo è galantuomo
Humboldt Books, 2026
100 pp., € 24

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
7 nuovi libri, Rosa Matteucci – Svizzera. Il tempo è galantuomo
Rosa Matteucci – Svizzera. Il tempo è galantuomo

Corrado D’Agostini, Anna Giatti (a cura di) – La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie

Dietro ogni immagine memorabile c’è una tecnica che di solito resta invisibile. La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie parte proprio da questa zona meno raccontata della storia fotografica: non il solo risultato finale, cioè le celebri vedute di opere d’arte, monumenti, città e paesaggi, ma l’insieme di strumenti, lenti, macchine, lastre e competenze che hanno reso possibile uno dei più importanti patrimoni fotografici del mondo. Curato da Corrado D’Agostini e Anna Giatti per la Fondazione Alinari per la Fotografia, il volume nasce in una fase cruciale per gli Archivi Alinari, segnata dal riordino delle collezioni, dalle campagne di restauro e digitalizzazione e da una rinnovata attenzione verso la cultura materiale della fotografia. Il libro mostra come la qualità delle immagini Alinari non sia stata soltanto il frutto di un occhio allenato, ma di un dialogo continuo tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e altissima professionalità artigianale. L’aspetto più interessante è il rovesciamento di prospettiva: gli strumenti non sono più accessori muti, ma protagonisti della narrazione. Obiettivi, fotocamere, apparecchi di riproduzione, registri, etichette, numeri di serie e documenti d’archivio diventano indizi per ricostruire il nucleo originario delle attrezzature dello Stabilimento fiorentino. In questo percorso, la storia dell’ottica fotografica europea si intreccia con quella della riproduzione del patrimonio artistico, facendo emergere il ruolo degli Alinari come laboratorio tecnico oltre che come impresa culturale. Particolarmente affascinante è la sezione dedicata alle grandi lastre fotografiche, alcune di dimensioni monumentali, superiori al metro di altezza. Prima degli ingranditori, ottenere stampe di grande formato significava infatti produrre negativi altrettanto imponenti: veri “giganti di vetro”, fragili e rarissimi, che richiedevano apparecchiature enormi, materiali eccellenti e competenze fuori dal comune. Il volume restituisce così la fotografia come impresa complessa, fatta di visione ma anche di peso, precisione, calcolo, restauro e conservazione.

Corrado D’Agostini, Anna Giatti (a cura di) – La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie
Dario Cimorelli Editore, 2026
In libreria dal 25 settembre 2026

7 nuovi libri, Corrado D’Agostini, Anna Giatti (a cura di) – La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie
Madonna della Seggiola, dipinto, Raffaello Sanzio (1483-1520), dipinto, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze. Il negativo fa parte del corpus delle lastre extra formato, Corrado D’Agostini, Anna Giatti (a cura di) – La tecnica degli Alinari. Dagli obiettivi alle fotografie

Nicholas Mirzoeff – Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale

Guardare non significa necessariamente vedere. È da questa frattura, oggi più che mai politica, che prende forma Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale, il pamphlet in cui Nicholas Mirzoeff affronta la tragedia di Gaza attraverso gli strumenti della cultura visuale. Dal 7 ottobre 2023, sostiene il volume, immagini di bombardamenti, macerie, corpi e distruzione hanno attraversato in tempo reale i social network, rendendo visibile una violenza che tuttavia viene spesso rimossa, oscurata, normalizzata o trasformata in flusso anestetico. Il nodo del libro è la domanda su che cosa significhi guardare un evento estremo mentre accade. Mirzoeff non si limita a discutere la circolazione delle immagini, ma ne interroga le condizioni di visibilità: chi può mostrare, chi può essere visto, chi viene creduto, chi viene cancellato dagli algoritmi, dai dispositivi militari, dai media e dai regimi politici dello sguardo. Al centro c’è la critica allo “sguardo bianco” suprematista, consolidato da droni, checkpoint e tecnologie di sorveglianza: uno sguardo che registra senza entrare in relazione, vede dall’alto e da lontano, ma rifiuta la responsabilità del contatto. La formula “vedere nell’oscurità” indica allora una pratica opposta: scavare nelle macerie materiali e digitali, ricomporre frammenti, resistere all’invisibilizzazione, educare lo sguardo alla solidarietà. È qui che il pamphlet diventa più interessante per chi si occupa di immagini: non perché offra una teoria distaccata della rappresentazione, ma perché mostra come ogni immagine di guerra sia anche un campo di battaglia, attraversato da censura, trauma, testimonianza, propaganda, dolore e possibilità di mobilitazione.

Nicholas Mirzoeff – Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale
Meltemi, 2026
162 pp., € 15

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
7 nuovi libri, Nicholas Mirzoeff – Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale
Nicholas Mirzoeff – Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale

Napal & Ben Matundu – JAM ON IT. Storie Hip Hop vol. 1

La storia dell’hip hop italiano non è fatta soltanto di dischi, graffiti, jam e fotografie d’archivio: è soprattutto una costellazione di vite, quartieri, incontri, linguaggi e forme di appartenenza. JAM ON IT – Storie Hip Hop vol. 1 nasce da questa consapevolezza e inaugura un progetto editoriale che vuole restituire la profondità umana di una cultura spesso raccontata per frammenti, mode o genealogie musicali troppo rapide. Il volume, ideato da Marcello “Napal” Saolini, figura storica del writing italiano attiva dagli anni Ottanta, insieme a Ben “B Buck” Matundu, MC dei Babyra Soul e curatore del progetto discografico Epicentro Romano, costruisce un racconto corale dell’hip hop in Italia attraverso testimonianze dirette, interviste, testi, immagini e materiali d’archivio. Non si tratta quindi di una semplice celebrazione nostalgica dell’old school, ma di un mosaico in cui passato e presente dialogano con le nuove generazioni. L’aspetto più interessante del libro è il modo in cui mette al centro l’esperienza vissuta. L’hip hop viene raccontato come linguaggio, pratica di strada, cultura visuale, musica, forma di resistenza e strumento di trasformazione sociale. Graffiti writer, MC, B-Boy, fotografi e protagonisti della scena non appaiono come figure isolate, ma come parte di una trama collettiva in cui creatività e identità si costruiscono nello spazio urbano, nelle crew, nei passaggi generazionali, negli scambi con la scena internazionale. Il grande valore del progetto sta anche nell’archivio fotografico personale di Napal, che attraversa quarant’anni di cultura hip hop e trasforma il volume in un vero street reportage. Dopo Crash Kid: A Hip Hop Legacy, dedicato alla memoria di Massimo Colonna, Napal e Ben Matundu proseguono un lavoro necessario di conservazione e racconto: dare forma a una memoria viva, fatta non solo di immagini spettacolari, ma di volti, gesti, storie e parole.

Napal & Ben Matundu – JAM ON IT. Storie Hip Hop vol. 1
Drago Publisher, 2026
308 pp., € 35

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
7 nuovi libri, Napal & Ben Matundu – JAM ON IT. Storie Hip Hop vol. 1
Napal & Ben Matundu – JAM ON IT. Storie Hip Hop vol. 1

Francesco Trione – Sciarpe, Adesivi, Identità: Totem, paideia e mito nel mondo ultras

Una curva non è soltanto un luogo dello stadio: è un archivio vivente, una comunità che parla attraverso oggetti, gesti, colori e rituali. In Sciarpe, Adesivi, Identità Francesco Trione prosegue il percorso avviato con ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle, scegliendo questa volta di entrare nella grammatica simbolica del mondo ultras. Il tifo non viene osservato come semplice folklore calcistico, ma come sistema culturale complesso, capace di produrre memoria, appartenenza e identità collettiva. Il libro concentra l’attenzione su due oggetti apparentemente minimi: la sciarpa e l’adesivo. La prima diventa un totem, una sorta di biografia tessile in cui si depositano fedeltà, generazioni, legami e racconti condivisi. Il secondo viene letto come scrittura urbana: una traccia lasciata sui muri, sui pali, negli spazi della città, attraverso cui la curva esce dallo stadio e interviene nel paesaggio quotidiano, marcando territori e trasformando superfici anonime in luoghi di riconoscimento. Particolarmente interessante è il capitolo dedicato alla “curva come paideia”, dove Trione interpreta la gradinata come uno spazio di formazione informale. Codici, comportamenti, lealtà e senso di comunità non passano da regole scritte, ma dall’esperienza condivisa, dall’esempio, dalla presenza e dalla trasmissione tra generazioni. È qui che il saggio trova il suo nucleo più forte: mostrare come una subcultura spesso liquidata attraverso stereotipi sia in realtà attraversata da dinamiche educative, simboliche e narrative molto articolate. Con uno sguardo partecipe ma sostenuto da strumenti teorici — semiotica, antropologia visuale, sociologia urbana — Sciarpe, Adesivi, Identità invita a leggere il mondo ultras oltre la superficie della cronaca. Non per idealizzarlo, ma per comprenderne i meccanismi culturali: gli oggetti come depositi di memoria, i rituali come forme di appartenenza, i miti come strumenti attraverso cui una comunità racconta se stessa.

Francesco Trione – Sciarpe, Adesivi, Identità: Totem, paideia e mito nel mondo ultras
2026
122 pp., € 14
Drago Publisher

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)
Francesco Trione – Sciarpe, Adesivi, Identità: Totem, paideia e mito nel mondo ultras, 7 nuovi libri
Francesco Trione – Sciarpe, Adesivi, Identità: Totem, paideia e mito nel mondo ultras

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Dario Moalli

Dario Moalli

Dario Moalli si è specializzato in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano. Ha lavorato come assistente curatore presso la Collezione Giuseppe Iannaccone. In seguito ha collaborato, assistito e preso parte a progetti editoriali e mostre presso…

Scopri di più