I fondatori della (non) fiera Basel Social Club lanciano un nuovo progetto a Tokyo: arte, musica, gastronomia e vita notturna

Il nuovo progetto Tokyo Jazz Club, che aprirà durante l'Art Week Tokyo di novembre 2026, si apre ad arti visive,musica gastronomia e ristorazione

Un po’ mostra collettiva, un po’ fiera, un po’ club per la musica dal vivo. Di tutto un po’, insomma, si potrà trovare al Tokyo Jazz Club, il nuovo progetto che i fondatori di quella creatura ibrida che è Basel Social Club a Basilea lanceranno il prossimo novembre 2026 in occasione della Art Week di Tokyo.

Tokyo Jazz Club debutta alla Art Week Tokyo 2026

Ispirato alla contaminazione di ambiti e attitudini che ha segnato la creazione di Basel Social Club, Tokyo Jazz Club sembra voler tenere insieme arti visive, jazz e musica tutta, gastronomia e ristorazione, tempo libero e vita notturna. In un ex capsule hotel di otto piani del quartiere di Jimbōchō a Tokyo – noto come “il quartiere delle librerie”, per la presenza di oltre 160 librerie, comprese alcune delle più antiche e famose di Tokyo, insieme a vecchi antiquari e mercati – il progetto si inserisce negli appuntamenti della Art Week Tokyo, organizzata ogni anno da Art Basel (4-8 novembre 2026), ma mira a offrire una nuova piattaforma alternativa alle rotte più tradizionali del sistema dell’arte mettendo sotto lo stesso tetto artisti, gallerie, performer e musicisti, con un’attenzione particolare anche alla convivialità attraverso un’offerta di cibo e drink curata.

I fondatori della (non) fiera Basel Social Club lanciano un nuovo progetto a Tokyo: arte, musica, gastronomia e vita notturna
Tokyo Jazz Club via Instagram

Arte, socialità, condivisione. Le nuove rotte degli eventi artistici nell’esempio di Tokyo Jazz Club

L’edizione inaugurale di Tokyo Jazz Club, con il sostegno di Arts Council Tokyo, dovrebbe essere in calendario dall’1 all’8 novembre 2026. Se ancora non sono stati resi noti i dettagli sulle partecipazioni e il programma di appuntamenti previsti, la nuova idea del gallerista Robbie Fitzpatrick e della curatrice Yael Salomonowitz, già irriverenti fondatori, insieme all’artista Hannah Weinberger, di Basel Social Club nel 2022, sembra originarsi da una analoga volontà di aprire nuovi spazi per una nuova, ritrovata socialità e una cultura da condividere. E prende corpo in un evento ibrido tra una mostra e un marketplace, in cui ci sarà spazio per la musica dal vivo e per il jazz, in particolare, che a Tokyo ha schiere di appassionati e una lunga e rispettatissima tradizione.

Dal Blue Note Tokyo di Minato al Pit Inn di Shinjuku, sono tanti i luoghi che hanno scritto la storia del jazz nella e dalla città giapponese. E proprio a questa influenza il nuovo evento artistico Tokyo Jazz Club vuole rendere omaggio, recuperando, sotto il nume dell’improvvisazione, la dimensione di ascolto e di condivisione e applicandola a un mondo dell’arte sempre a rischio di elitarismo.

I fondatori della (non) fiera Basel Social Club lanciano un nuovo progetto a Tokyo: arte, musica, gastronomia e vita notturna
I fondatori di Tokyo Jazz Club, Robbie Fitzpatrick e Yael Salomonowitz. Ph. Alassan Diawara via Art It

La nuova mostra-fiera d’arte che rende omaggio al jazz a Tokyo

“Tokyo è la scelta naturale per la continua evoluzione delle idee che abbiamo sviluppato attraverso Basel Social Club, ha commentato Robbie Fitzpatrick. La città mantiene una straordinaria tensione tra tradizione e sperimentazione, dalla sua lunga storia musicale, dai suoi rituali e dal suo eccezionale artigianato alla sua capacità di abbracciare le forme di espressione più originali e non convenzionali”. Alla presenza di un format espositivo si affiancherà un programma fitto di performance e accadimenti, “per creare una partitura che privilegi l’esperienza rispetto allo spettacolo”, come segnalato da Yael Salomonowitz, per “esplorare lo spazio tra performance e spettatorialità”, attraverso la partecipazione di artisti e performer che attiveranno gli spazi del capsule hotel di Jimbōchō con musica, movimento, suono, rituali. Più che separare mostra e performance, vogliamo creare un ambiente dove coesistano come parte dello stesso mondo condiviso. E il jazz ci offre un modo di pensare, un linguaggio di improvvisazione, ascolto e presenza collettiva”, conclude Salomonowitz. E chissà che non tocchi allora proprio a Tokyo Jazz Club ridefinire e raccontare quale dovrebbe essere, nel presente e nel futuro, l’identità e il ruolo degli eventi artistici. “Accogliendo l’improvvisazione, organizzando la complessità”, proprio come fa il jazz, come suggeriscono gli organizzatori.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

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