La casa progettata dall’architetto Souto de Moura a Moledo è davvero un capolavoro del Novecento? 

L’opera dell’architetto portoghese Souto de Moura, Premio Pritzker nel 2011, è al centro del nuovo libro di Antonello Marotta. In questo commento il professore Mario Pisani ragiona sul volume e sul rinnovamento dell’architettura portoghese nel secolo scorso

In prima battuta, dopo la lettura delle pagine del volume di Antonello Marotta, Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo. Un’indagine sulla ricerca spaziale di Fernando Távora, Álvaro Siza Vieira e Eduardo Souto de Moura che chiariscono alcuni aspetti dell’argomento trattato, ci si chiede se fossero tutte necessarie per documentare e trarre un giudizio definitivo sulla dimora progettata dal pluripremiato architetto portoghese sul finire degli Anni Novanta. Marotta, già autore di un ottimo testo su Juan Navarro Baldeweg e di altri validi volumi, ha impiegato numerosi anni nell’elaborazione di questo libro, che si nota per la piacevolezza nella lettura dovuta anche alla puntuale ricerca iconografica che facilita la comprensione delle architetture segnalate. Si tratta, quindi, di un’opera che merita ampia diffusione.

Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Alessandra Chemollo
Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Alessandra Chemollo

Raccontare la Casa a Moledo di Eduardo Souto de Moura

Casa a Moledo intreccia un particolare rapporto con il luogo, “trasformando la roccia nel vero principio generatore dell’intervento” e rappresenta tra le architetture più riuscite di quelle realizzate da Eduardo Souto de Moura, vincitore del Premio Pritzker nel 2011. Possiamo però davvero annoverarla tra i capolavori del secolo breve? A chi scrive appare più suggestiva e capace di indicare una possibile direzione per l’architettura del nuovo millennio l’intervento realizzato nel Convento Das Bernardas a Tavira che ho avuto la possibilità di osservare. Un progetto di riconversione delle rovine esistenti in un complesso residenziale e alberghiero, avviato nel 2006 e completato nel 2012, esemplare per la ricerca che ne è alla base e sintesi di una poetica del recupero grazie alla soluzione progettuale. Rilegge l’archetipo del recinto per andare oltre il concetto della semplice muratura e trasformarsi nella vera caratteristica dell’opera.

Il libro Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo. Courtesy l'editore
Il libro Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo. Courtesy l’editore

Il rinnovamento del linguaggio architettonico portoghese

In realtà, come qualcuno ha notato, questo volume va oltre il titolo proposto. Esplora ciò che è avvenuto in Portogallo a seguito della rivoluzione dei garofani e individua due protagonisti: gli architetti Fernando Távora e Álvaro Siza Vieira, che sono tra coloro che più di altri hanno promosso il vasto programma di rinnovamento del linguaggio architettonico locale. A questi personaggi Marotta aggiunge altre figure apicali, come Mies van der Rohe e Louis Kahn, con alcune opere rilette per l’importanza che hanno avuto nell’elaborazione dell’architettura portoghese. Il libro di Marotta rappresenta, quindi, una sorta di sintesi storica e regesto dell’architettura contemporanea in questo importante Paese che viene riletta e interpretata lucidamente per mezzo di opere essenziali.

Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Luis Ferreira Alves
Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Luis Ferreira Alves

Le opere di Fernando Távora e Álvaro Siza Vieira

Quelle selezionate vanno dal Mercato Municipale a Vila Faira al recupero di Casa a Pardelhas a Vila Nova de Cerveira, di Fernando Tavora. A seguire le fondamentali architetture di Álvaro Siza Vieira come le Piscine delle Maree a Leça da Palmeira che rappresentano un dialogo tra la spontaneità di un costone roccioso e un progetto rigoroso. A queste si aggiunge la Casa del Tè – Ristorante Boa Nova ancora a Leça. Ancora in Portogallo si ragiona sull’invenzione del patio collettivo, elaborato da Siza mentre Souto ne propone uno privato. Il confronto avviene, per il primo, attraverso la lettura del celebrato intervento per la Quinta da Malagueira a Évora. Per l’altro con la riconversione di una rovina a Gerȇs.

Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Luis Ferreira Alves
Eduardo Souto de Moura. Casa a Moledo © Luis Ferreira Alves

La Casa a Moledo di Souto de Moura secondo esperti e studiosi

Conclude il libro di Marotta una lunga antologia di scritti dovuti a diversi autori. Centrano la loro riflessione proprio sulla Casa a Moledo. In particolare, il professor Giovanni Francesco Tuzzolino in L’abitare e il sogno della trasformazione evoca la Nona Elegia Duinese di Rainer Maria Rilke che “si perpetua e si rinnova in una continua reinvenzione resa possibile solo attraverso l’azione poetica, come atto sacro e complementare, che sancisce l’indispensabile alleanza tra l’uomo e la terra”. Cosa altro si può aggiungere?

Mario Pisani

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Mario Pisani

Mario Pisani

Mario Pisani (Roma, 1947) laureato a La Sapienza in Architettura con 110 e lode e pubblicazione della tesi, ha insegnato Storia dell'Architettura Contemporanea, Storia del Design e Storia del Giardino e del Paesaggio all'Università della Campania Luigi Vanvitelli dal 1990…

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