Milano cerca un gestore per l’ex Cinema Orchidea. Un nuovo polo culturale nella storica Casa Medici: il bando

L'idea è quella di recuperare e riaprire al pubblico un edificio di particolare interesse storico -architettonico, mantenendone la vocazione cinematografica e ampliandola con le arti visive e performative. Ecco come partecipare alla nuova gara indetta dal Comune 


Dopo anni di chiusura e un lungo percorso di recupero segnato da ritrovamenti storico-artistici e dalla revisione del progetto di riqualificazione originario, l’Ex Cinema Orchidea di Via Terraggio 3 a Milano si trasforma e torna al centro delle attività culturali della città.
Il Comune di Milano ha infatti pubblicato un avviso per la concessione d’uso dell’edificio, insieme agli spazi dell’Ex Sartoria e dell’Ex Studio, per la realizzazione e gestione di un nuovo centro culturale. La concessione avrà una durata di 18 anni e il canone annuo posto a base d’asta è di 258.001,60 euro, con una riduzione del 70% prevista per i soggetti senza scopo di lucro. La scadenza per presentare le proposte è fissata alle ore 12 del 26 ottobre 2026.

Il bando per la gestione dell’Ex Cinema Orchidea di Milano

La procedura si rivolge a soggetti senza scopo di lucro, enti iscritti al Registro del Terzo Settore, società e imprese (anche riuniti in ATS, RTI o altre forme di aggregazione temporanea). Il requisito centrale? L’esperienza nel settore audiovisivo e culturale: il soggetto proponente dovrà dimostrare una pluriennale attività nella gestione di spazi e progetti audiovisivi, oltre ad aver realizzato, nelle stagioni 2022/23, 2023/24 e 2024/25, almeno tre progetti o collaborazioni audiovisive e tre eventi culturali per ciascuna stagione.

L’obiettivo è restituire alla città un luogo nel quale il cinema rimanga l’elemento identitario, aprendosi però al dialogo con le altre arti, includendo rassegne di cinema d’autore, film italiani e internazionali, documentari, cinema d’essai, festival, mostre, incontri, laboratori e presentazioni di libri (per citarne solo alcuni). Particolare attenzione viene riservata alla possibilità di fare dell’Orchidea uno spazio di sperimentazione per registi emergenti, con occasioni dedicate allo sviluppo dei progetti d’esordio e incontri con autori, attori e critici cinematografici.

La nascita di una nuova rete culturale a Milano

Il progetto dovrà inoltre costruire una rete di partnership con fondazioni, istituzioni, università, scuole e associazioni, anche a livello internazionale. Centrale sarà il rapporto con la città, dal rapporto con la comunità ai pubblici internazionali, garantendo forme di accessibilità attraverso biglietti calmierati, abbonamenti, tariffe dinamiche, sconti e attività gratuite.

E la riqualificazione dell’immobile?

L’edificio necessita di una serie di interventi di riqualificazione e ammodernamento (con impianti orientati all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale) che saranno a carico del concessionario. Nello specifico il piano primo al rustico dell’Ex Cinema Orchidea, l’Ex Sartoria e l’Ex Studio dovranno essere recuperati e adattati alle funzioni previste dal progetto culturale.

Dalla Casa Medici al Cinema Orchidea

La storia dell’edificio risale alla Milano rinascimentale. Il palazzo è documentato già nel 1486, quando Ludovico il Moro lo donò niente meno che a Lorenzo de’ Medici affinché diventasse la dimora milanese della famiglia fiorentina. Gli scritti di Giorgio Vasari indicano inoltre Giuliano da Sangallo, architetto legato alla corte medicea, come possibile autore del progetto del palazzo. Nei secoli successivi l’edificio venne progressivamente trasformato e gran parte della costruzione originaria fu demolita nel 1895 per lasciare spazio all’immobile attuale.
Nel Novecento lo spazio cambiò più volte funzione e, nel 1930, la nuova proprietà, la S.A. Distillerie Italiane Milano, utilizzò il palazzo come dopolavoro aziendale. Successivamente, nel 1938 la grande sala venne trasformata nel Cinema Dante. Dal 1946 l’edificio assunse il nome di Cinema Orchidea e, a partire dagli Anni Sessanta, si affermò come sala d’essai, diventando un punto di riferimento per una programmazione cinematografica più ricercata. Dopo una ristrutturazione nel 1984, il cinema chiuse definitivamente nel 2009.

L’affresco che fermò i lavori

Il percorso verso il recupero dell’Ex Cinema Orchidea si era già complicato nel corso dei lavori avviati dopo l’approvazione, nel 2015, del progetto definitivo di adeguamento normativo e recupero dell’immobile. A partire dal 2019 erano iniziati alcuni interventi di demolizione e rimozione, durante i quali emersero elementi di particolare interesse storico, tra cui una scala elicoidale in marmo tra il piano terra e il seminterrato, una pavimentazione originaria in cotto lombardo e, soprattutto, decorazioni ad affresco di epoca Seicentesca sulle volte della sala al piano terra.

Come raccontavamo su Artribune nel gennaio 2021, l’affresco era rimasto nascosto sotto strati di intonaco, ridipinture a calce e materiali plastici che avevano alterato la pellicola pittorica. La qualità dei reperti portò il Comune e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio a rivedere le soluzioni previste, con l’obiettivo di preservare la volta e gli elementi storici emersi durante i lavori. Ora si aspetta un nuovo gestore (nel quartiere si vocifera circa l’interesse di una grande multinazionale come Campari) sperando che l’assegnazione generi più entusiasmo di quella, appena annunciata, dell’ex Museo del Fumetto di Viale Campania.

Scopri come partecipare al bando

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più