Se avete sempre sognato di portarvi a casa un pezzo del Barbican Conservatory di Londra è arrivato il momento. Il giardino d’inverno brutalista si sta infatti preparando a un importante intervento di restauro (che lo chiuderà al pubblico da gennaio 2027) in vista del quale deve trovare una nuova sistemazione a tutte le sue piante, appartenenti a ben 800 specie diverse. Via tutto, quindi, ma senza un’oncia di sprechi né speculazioni: molte piante verranno conservate integralmente per essere ripiantate, altre saranno donate a organizzazioni e progetti comunitari, e altre ancora diventeranno ceppi di propagazione da condividere con il pubblico. Motivo per cui è stato organizzato un triplo appuntamento di adozione gratuita di talee, aperto a chiunque dietro prenotazione.

Il restauro del Barbican Conservatory
L’oasi urbana – ad accesso gratuito, ma aperta solo alcuni giorni al mese – è al centro di un ampio piano di rinnovamento da 231 milioni di sterline destinato a interessare tutto il complesso del Barbican fino al 2030. L’icona brutalista inglese, tra i tesori architettonici del Regno Unito, è diventata fin dall’apertura nel 1982 una tappa obbligata a Londra, anche per il notevole programma creativo. Negli ultimi quarant’anni, però, gli edifici protetti si sono deteriorati in modo significativo, e l’intervento andrà non solo a riportarli all’antico splendore ma anche a valorizzarne le aree storicamente sottoutilizzate.
Nel caso specifico del Conservatory, cioè la serra, la struttura dovrà essere nuovamente impermeabilizzata, ri-vetrata e risistemata in una veste più sostenibile e accessibile, con percorsi e rampe ripensati, un nuovo ascensore e una scala per i balconi superiori. Anche perché oggi i passaggi stretti e le scale fanno sì che solo circa il 30% della serra sia attualmente completamente accessibile: entro il 2030, dicono dal Barbican, la serra diventerà uno spazio ad ingresso libero, aperto tutti i giorni. L’intervento – pensato anche per proteggere il teatro del complesso, sul cui tetto è stato costruito il giardino – prevede quindi per forza di cose che tutte le piante vengano spostate e affidate. “Lavoro nella serra da sedici anni e ho coltivato molte di queste piante fin da piccole, quindi per me e per il mio team è molto importante che così tante troveranno posto nelle case delle persone”, ha commentato Marta Lowcewicz, responsabile del giardino botanico. “Non è sempre stato facile gestire uno spazio che non era stato progettato pensando alle esigenze delle piante. Per questo sono entusiasta di ciò che ci aspetta: creare il miglior ambiente possibile affinché la collezione prosperi, rendendola al contempo accessibile a un pubblico più ampio”.

Il salvataggio delle piante del Barbican Conservatory
Un primo evento di adozione si era già tenuto nel 2009, in occasione della mostra Radical Nature: Art & Architecture for a Changing Planet 1969–2009, che aveva coinvolto la Wayward Plants, distaccamento dell’omonimo studio pluripremiato di design e placemaking. È la stessa compagnia, oggi, a prelevare migliaia di talee da un’ampia gamma di esemplari per propagarle nel Wayward Plants Reuse Centre e quindi fornire le nuove piantine da adottare. Saranno sempre loro a guidare il processo di adozione al Conservatory, raccontando le caratteristiche dei diversi tipi di esemplari, mostrando le piante ospiti da cui sono state prelevate le talee e spiegando come prendersene cura. Le nuove piante, ricordano dal Barbican, saranno di dimensioni diverse a seconda dell’ospite, ma tutte in buona salute.

Gli appuntamenti per l’adozione delle piante del Barbican Conservatory
Il primo evento per fitofili, in programma per il 19 agosto 2026, è andato subito esaurito, ma ce ne sono altri due, rispettivamente il 13 settembre e il 2 dicembre, entrambi con solo 40 posti disponibili per fasce orarie (chi ha un’affiliazione come “membro giovane” del Barbican potrà partecipare a un appuntamento aggiuntivo il 29 novembre). Per prenotare l’accesso, con relativa talea, non c’è altro modo che consultare periodicamente la pagina degli eventi del Barbican, prenotando uno slot appena aprirà la prenotazione (magari usando gli aggiornamenti social). Aggiudicandosi, perché no, una Monstera, un Ficus o una Tradescantia.
Giulia Giaume
Barbican Centre
Silk Street, Londra
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