In Brasile nel 2027 aprirà un polo culturale dedicato all’arte contemporanea e alla natura. La storia
A Brumadinho, nel Minas Gerais, il collezionista e filantropo Bernando Paz annuncia un nuovo progetto museale con oltre 20 padiglioni, installazioni ambientali e un grande intervento paesaggistico. Le prime immagini
Nel cuore del Minas Gerais, a Brumadinho, in Brasile, l’arte contemporanea ha trovato una relazione salda e duratura con il paesaggio grazie a Inhotim, il museo e giardino fondato dal collezionista e filantropo Bernardo Paz nei primi Anni Duemila (e inaugurato nel 2006). Un progetto diventato un modello in cui l’arte contemporanea, botanica e paesaggio convivono in maniera armonica.
A distanza di quasi vent’anni, Paz torna a misurarsi con questa idea di museo come territorio annunciando la nascita di Museu Bernardo Paz, dedicato all’arte contemporanea, alla natura e alla comunità di Brumadinho che si svilupperà su 126 ettari di paesaggio. La prima fase del progetto, attualmente in costruzione, dovrebbe essere presentata al pubblico nel settembre 2027 e comprenderà alcuni dei primi padiglioni, oltre a installazioni e sculture all’aperto.
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A Brumadinho in Brasile nascerà il Museu Bernardo Paz
Dopo la nascita e l’avvio di Inhotim, nel 2022 il suo patrimonio è stato donato all’organizzazione non profit che oggi ne garantisce la gestione autonoma. Il Museu Bernardo Paz sarà invece una realtà indipendente, con una propria struttura di governance, finanziamento e programmazione. A guidarne la direzione artistica sarà Paulo Miyada, affiancato da un gruppo dirigente che comprende Sofia Paz, Paulo Soares, Fernanda Arruda e Arthur Castro, mentre Allan Schwartzman, co-fondatore di Inhotim, ricoprirà il ruolo di consulente curatoriale capo. La distinzione tra le due istituzioni non impedisce tuttavia una collaborazione sul lungo periodo, soprattutto sul fronte delle attività rivolte alla popolazione di Brumadinho, dell’educazione, dell’occupazione e dello sviluppo economico legato al turismo che sono alla base della mission del nuovo polo culturale.

Oltre venti padiglioni tra arte contemporanea e paesaggio in Brasile
La collezione di Bernardo Paz conta circa 3mila opere e il nuovo museo ne presenterà una selezione all’interno di oltre venti gallerie e padiglioni, ai quali si aggiungeranno opere commissionate per gli spazi esterni.
La prima fase riunirà artisti di generazioni, provenienze e pratiche molto diverse, quali: Michael Heizer, Anna Maria Maiolino, Sonia Gomes, Pedro Moraleida, Sandra Gamarra e Laura Belém, insieme a grandi installazioni e sculture di Frida Orupabo, Mario Garcia Torres, Torkwase Dyson e Giuseppe Penone. Una geografia artistica volutamente non lineare, nella quale il confronto tra artisti brasiliani, sudamericani e internazionali diventa uno degli strumenti attraverso cui ripensare la funzione stessa del museo. Particolare attenzione è riservata a Michael Heizer, protagonista storico della Land Art, al quale è dedicato uno dei primi padiglioni. Qui saranno presentate Displaced Replaced Mass #3e Negative Wall Sculpture #1, entrambe del 1993: sarà la prima installazione permanente di Heizer in America Latina.
Museu Bernardo Paz: un museo nato dall’incontro tra arte e paesaggio
Se l’arte rappresenta il cuore del progetto, il paesaggio ne costituisce la struttura portante. Il Museu Bernardo Paz prenderà forma infatti in un’area di colline e valli dove è prevista una piantumazione di 15mila alberi e di circa un milione di arbusti, cactus e piante da fiore.
La vegetazione, con una particolare attenzione agli alberi da frutto e da fiore, sarà parte integrante dell’esperienza di visita, a cui si aggiungerà una biblioteca e studi d’arte destinati agli abitanti di Brumadinho; mentre un futuro padiglione sarà dedicato alla musica e alla danza.

Vista renderizada da Galeria de Michael Heizer | Rendering of the Michael Heizer Gallery, by PMCKM Architects
Divulgação
Parola a Paulo Miyada, il direttore artistico del Museu Bernardo Paz
“In un momento in cui a livello globale si percepisce una crescente sensazione di possibilità sempre più ristrette – sia in ambito culturale che sociale, oltre a quella ambientale e politico – ci auguriamo che il Museu Bernardo Paz possa essere un luogo capace di rinnovare l’immaginazione”, ha spiegato Paulo Miyada, direttore artistico del Museu Bernardo Paz. “In un panorama ricco di intersezioni che mettono in discussione le nozioni consolidate di museo e paesaggio, emergono intense opportunità di creazione, ispirazione e trasformazione”.
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